WATERGATE ELEZIONI/ Molise: tra ricorsi e voto ai minorenni

di Pasquale Di Bello

Presentato “ufficialmente” da otto cittadini elettori il ricorso per l’annullamento delle elezioni regionali molisane dello scorso 16 e 17 ottobre. Non si procederà a nessun riconteggio delle schede, che richiederebbe tempi lunghi. I ricorrenti hanno focalizzato la loro attenzione sulla irregolare ( a loro dire) presentazione delle lista Molise Civile e Udc e del listino maggioritario legato a Iorio. Sotto giudizio anche la candidatura di Nico Romagnulo, incappato in incidenti di percorso all’atto di presentazione della candidatura. Tra i tanti episodi contestati, spicca il caso di un minorenne di Isernia che è stato regolarmente ammesso al voto.

Tar_Molise_ricorso_WatergateDi questo passo, in Molise, la prossima volta faranno votare anche i morti. Pero ora si accontentano di far votare i minorenni. E’ successo pure questo alle recenti elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Molise e per l’elezione del presidente della Regione. Isernia, 16 e 17 ottobre 2011, alla sezione numero 15 vota un ragazzo del dicembre 1993, minorenne quindi. Ma vota lo stesso. Qualcuno gli ha dato la tessera elettorale e qualcuno l’ha fatto votare, salvo annotare a verbale la cosa. E’ questa, tra le indiscrezioni che circolano, quella più clamorosa di tutte. Per il resto siamo nell’ordinaria amministrazione, quella che segue ogni competizione elettorale, ovvero la guerra civile dei ricorsi. Gente che non ci sta a perdere e gente che non ci sta a perdere ciò che ha vinto in maniera a dir poco rocambolesca come è avvenuto in Molise.

A presentare il ricorso per l’annullamento delle elezioni regionali dello scorso ottobre sono stati otto cittadini elettori (Mariaolga Mogavero, Simona Contucci, Francesco Di Biase, Michele Di Giglio, Giuseppe Di Gregorio, Pietro Ferrazzano, Costantino Manes, Fernando Mastrogiorgio). In particolare, sul ceppo del Tar Molise, i ricorrenti hanno messo il collo delle liste Molise Civile e Udc, quella del listino maggioritario collegato al governatore Michele Iorio e, infine, quella del Consigliere regionale e sub-commissario alla Ricostruzione, Nico Romagnuolo. Le contestazioni, a vario titolo, si estendono dalle operazioni di presentazione delle liste alla raccolta delle firme che hanno accompagnano le medesime. Sta di fatto che, teste al ceppo, la scure del Tar è pronta a mozzare di netto il risultato elettorale che ha premiato l’uscente Iorio con meno di mille voti di vantaggio sullo sfidante Paolo Di Laura Frattura.

Verrebbe da dire, pensando a Iorio, chi di scure ferisce di scure perisce. Fu Iorio, attraverso il cittadino elettore Michele Simiele, oggi suo fedelissimo assistente oltre che celeberrimo sindaco del comune di Cercepiccola, che nel 2000 chiese ed ottenne l’annullamento delle elezioni regionali. Allora vinse Giovanni Di Stasi, per il centrosinistra, ma durò poco più di un anno. La Magistratura amministrativa dette ragione al ricorrente Simiele che aveva contestato la regolare presentazione delle liste.

Oggi, oltre dieci anni dopo, i giudici del Tar Molise sono nelle stesse ambasce dalle quali usciranno allo stesso modo. Stavolta, si augurano i ricorrenti in tempi più brevi. Tempi lunghi, invece, auspicano gli attuali governanti, la maggioranza che li sostiene ed anche l’opposizione, almeno quella eletta che, al netto di Frattura, sta bene come sta, cioè seduta in poltrona. Involontariamente, a confessarlo è lo stesso ricorso (80 pagine più 300 di allegati) così come registrato al protocollo 395/2011 del 6 dicembre 2011. Esso indica tra i resistenti, potenziali oppositori del ricorso, tutti i consiglieri regionali: sia di maggioranza sia di opposizione.

Dal ricorso, stando a quanto è trapelato, manca una cosa: la richiesta di riconta delle schede. “Avremmo vinto – dice una voce fuggita dalla schieramento legato a Frattura – ma ci sarebbero voluti quattro anni per saperlo”. Un tempo, in effetti, troppo lungo per fare chiarezza, meglio chiedere l’annullamento delle elezioni e ripeterle a stretto giro di posta. Considerando i tempi della giustizia amministrativa – di solito celeri – l’ipotesi di un ritorno alle urne nella primavera 2012, o al massimo nell’autunno, non è poi così remota. Ma su questo, da ieri, la parola è passata ai giudici.

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