VITALIZI MOLISE/ Frattura: “Ecco chi non ha rinunciato al privilegio.”

L’estate della politica molisana è diventata oramai luciferina. A gettare benzina sul fuoco, la querelle sulla mancata abolizione dei vitalizi agli ex consiglieri regionali e la rinuncia per quanti la maturano dalla legislatura in corso. Ed ecco arrivare lo scoop, a firma Di Laura Frattura, che evidentemente stanco di attacchi a suo dire strumentali, scocca la freccia: “Per dovere di cronaca gli unici consiglieri ad avere rinunciato in maniera definitiva al vitalizio (avendo approvato la legge che li elimina fin dalla corrente legislatura) sono Salvatore Ciocca, Antonio D’Aimmo, Lucio De Bernardo, Felice Di Donato, Paolo Di Laura Frattura, Cristiano Di Pietro, Domenico Izzi, Filippo Monaco, Carmelo Parpiglia, Giuseppe Sabusco, Michele Scasserra, Cosmo Tedeschi.”

di Andrea Succi

vitalizio_fregatiNel pezzo sui vitalizi in Molise, avevamo posto la domanda in maniera molto diretta, partendo da un presupposto: “Gli unici vitalizi aboliti sono quelli maturati a partire dalla legislatura in corso. Per capirci: i neo eletti in consiglio regionale non potranno beneficiare della “pensione di Stato”. Per quanto riguarda invece quelli che sono alla seconda e oltre legislatura, possono decidere – entro dodici mesi – di farsi ridare indietro l’ammontare dei contributi già versati e rinunciare al vitalizio. Non è dato sapere quanti consiglieri con due o più legislature alle spalle abbiano ad oggi rinunciato al privilegio. Ce lo diranno.”

Ce lo hanno detto. È stato Frattura a chiarire le idee a tutti.

E quello che balza immediatamente agli occhi riguarda un nome, non presente nella lista, quello di Massimo Romano, grillino della prima ora, la cui assenza stride con le battaglie che porta avanti da tempo.

Possibile che proprio Romano, un anti Casta per eccellenza, non abbia rinunciato al vitalizio? Difficile da credere per i suoi elettori, certo è che Frattura non avrebbe lanciato una bomba di tale portata se non fosse stato sicuro del fatto suo.

Constatiamo, con tristezza, che ancora una volta il centrosinistra si è fatto fregare dai volponi guidati da Iorio ed è caduto nella solita rissa da bar, dove si urla a chi ce l’ha più puro (puro, non duro) disperdendo energie preziose che potrebbero servire per dare la spallata definitiva allo iorismo.

Il tutto, in attesa della rappresaglia di Romano. Che non tarderà ad arrivare.

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