TRIVELLAZIONI PETROLIFERE/ Anche il Molise rischia di finire nel piano Passera-Clini

Lì dove il mare luccica e tira forte il vento, probabilmente, spunteranno trivelle per cercare petrolio. Lo sapeva bene il rimpianto Lucio Dalla, che prima di lasciare questo mondo, aveva cercato in tutti i modi di difendere l’adriatico molisano e le Tremiti pugliesi dove amava risiedere per goderne la bellezza territoriale. Perché il rischio, nonostante tutto, c’è ed è sempre più alto, come ha rivelato il Ministro all’ambiente (?) Clini.

di Carlo Flai

trivellazioni-in-mareC’eravamo già occupati di lui e del suo programma (in)sostenibile: Corrado Clini sta all’ambiente come Giuda all’amicizia. Che c’azzecca, direbbe qualcuno? Nulla, appunto. Tanto è vero che da sempre risulta favorevole a nucleare, ogm e inceneritori. Perfetto per la tecnocrazia odierna: dove passa non cresce più niente. Figurarsi l’erba o la flora marina.

E nel 2012 – quando secondo la stragrande maggioranza degli esperti mondiali, le scorte petrolifere sono in via d’estinzione e bisogna quindi trovare nuove forme di energie alternative – i “soliti idioti” Clini e Passera tirano fuori dal cilindro la classica “stronzata” ad effetto: estrarre petrolio in Italia non solo è possibile ma persino doveroso. Per la gioia dei Moratti, dei Garrone e degli operatori stranieri burattinai dell’attuale Governo Monti.

Se la proposta di Passera, ministro dello Sviluppo Economico, è quella di “raddoppiare l’estrazione di olio nero nella penisola fino ad arrivare al 20 per cento della domanda”, quella di Clini, ministro dell’Ambiente riguarda l’abolizione “del limite delle dodici miglia di distanza dalla costa, entro il quale oggi non si possono impiantare trivelle.”

Ancora qualche anno e si potrà fare una bella nuotata fino alla barriera…petrolifera. Vuoi mettere la magnificenza della trivella con il banale corallo?

Le regioni più a rischio sarebbero Sicilia, Emilia Romagna e, appunto, il Molise.

Ma se in Emilia c’è già stata una presa di posizione da parte dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Rimini, Stefania Sabba, assolutamente contraria alle trivellazioni nell’adriatico romagnolo, in Sicilia e Molise la situazione è più complicata, vuoi perché si tratta in entrambi i casi di regioni che andranno presto al voto – e lo scacchiere nazionale tecnocratico influenzerà non poco le future scelte politiche – vuoi perché dopo anni di egemonia presidenziale targata Lombardo da una parte e Iorio dall’altra, le istituzioni locali sono state svuotate (quasi) di ogni potere.

E i cittadini cosa ne pensano (ammesso che ancora contino qualcosa)?

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