Tra esilio e regno il centrosinistra molisano sceglie l’immobilismo delle sue ragioni.

Niente di nuovo e tutto perfettamente nuovo, in qualche modo. Nel disastro generale in cui versa la regione Molise il centrosinistra nostrano sembra quasi non curarsi del disfacimento del regno di Iorio: stagnante e immobile, quasi claustrofobico, vive nell’insofferenza quotidiana che qualcosa da qui a un paio di mesi potrebbe cambiare e per molti degli eletti in consiglio regionale il soggiorno stipendiato potrebbe concludersi prima del previsto.

di Alessandro Corroppoli

poltrona_politicaLa situazione è sgradevolmente semplice, lineare. Ci sarebbe molto poco da aggiungere e da dire e tanto invece da fare. Però il vuoto di una visione strategica d’insieme e la quasi triste consapevolezza di un’impotenza endemica rispetto alle possibili vicende di cambiamento amministrativo gestionale rendono l’opposizione di Palazzo Moffa immobile di fronte al nuovo scenario che avanza.

Nelle ultime due settimane la vita politica regionale è stata scossa da quattro avvenimenti chiave: il congresso tarocco del Popolo delle Libertà, i soliti problemi giudiziari dell’inattendibile Governatore Iorio, la mancata (per ora) proroga dello stato di criticità  e l’elezione a distanza di un anno del Presidente del Consorzio industriale di Termoli (Cosib) Luigi Mascio. Tutte queste situazioni hanno un unico comune denominatore: la sfaldamento del Pdl e il lento declino di Michele Iorio. Declino in qualche modo fisiologico, dato il decennio di domino assoluto, ma allo stesso tempo improvviso e veloce, accelerato al suo interno dagli stessi compagni/coltelli di partito. Un’accelerazione tanto forte che sembra aver preso di sorpresa anche i suoi avversari politici.

Ed è curioso che quanto più la compagine di maggioranza si spacchi e si laceri, tanto più il centrosinistra ne sembri sorpreso e basito. Subito dopo il congresso tarocco del Pdl con la rinuncia e/o lo stop imposto a Vitagliano e ai suoi, il senatore Di Giacomo apre ufficialmente la crisi di governo. Minaccia una  pulizia etnica all’interno del partito e all’interno delle istituzioni di tutti coloro che si schierarono contro il suo pensiero dettatogli. I primi nomi sul suo taccuino erano, sono i due assessori regionali Vitagliano e Fusco Perrella e gli ex Pdl ora Fli della provincia di Campobasso. Una crisi urlata, come nello stile del senatore, tanto urlata da creare una forte otite ai consiglieri di minoranza che proprio non riuscirono a sentire l’esigenza di sedersi attorno ad un tavolo e incalzare il centrodestra in maniera forte e responsabile da farlo capitolare.

Stesso lassismo dopo la condanna ad un anno e sei mesi, in primo grado, inflitta al Presidente Iorio. Una mozione di sfiducia annunciata in bello stile unitario in tv ma che nella realtà e nella sede di competenza ancora vede la luce, perché seppur pronta in diversi sfuggono alla firma.

A smuovere l’immobilismo degli oppositori ci hanno pensato i media, che hanno messo una corona di spine sotto le poltrone pretendendo lumi sul ricorso al Tar, in merito alle elezioni dello scorso ottobre. Ovviamente l’attenzione si è focalizzata sulla possibilità o meno di proseguire il riconteggio delle schede, che se dovesse proseguire impiegherebbe quantomeno un paio di anni prima di giungere a conclusione e, praticamente a oltre metà legislatura. Che senso avrebbe allora dire, eventualmente, Iorio ha perso le elezioni del 2011?

Meglio l’annullamento delle stesse se i vizi di forma riscontrati fossero tanto gravi da indurre il giudice all’annullamento delle consultazioni dello scorso autunno. Ma ecco che i caviglieri della poltrona comoda fanno sentire la loro voce forte e chiara: “Vogliamo il riconteggio”, “Vogliamo l’annullamento”, mettendosi l’un contro l’altro, a tutto vantaggio di chi trasversalmente – il Partito Unico Regionale – tiene in mano le sorti della regione. Proprio ieri c’è stata una riunione tra eletti e segretari di partito per decidere che fare in merito al ricorso, tralasciando però un piccolo particolare, ovvero che a decidere dovranno essere solo ed esclusivamente gli 8 ricorrenti.

In questa sorta di civil war non dimentichiamo certo la comica delle primarie, andata in scena ad Isernia: prima annunciate e poi liquidate. E se a questo atto di lucidità aggiungiamo le mosse da neo statista del consigliere regionale e leader di Costruire Democrazia, Massimo Romano, che prima foraggia e incoraggia Ennio Mazzocco e poi lo abbandona, torna sui suoi passi … ma anche no, comprendiamo bene il perché uomini che hanno desertificato il popolo e il territorio molisano sono riusciti a governare per oltre un decennio. Sempre il Picconatore di Bojano, nel frattempo, corre dall’ex “rottamato” Giuseppe Civati sperando di trovare un “passaggio democratico” per Roma 2013 ma allo stesso tempo non disdegna le lusinghe di Sel.

Infine il silenzio assoluto in merito alla vicenda del Cosib. Perché Francesco Totaro non si scandalizza della paralisi amministrativa dell’ente consortile? Perché Filippo Monaco  resta in silenzio di fronte all’esclusione di Termoli e alle dimissioni dall’ente consortile annunciate del Sindaco Di Brino? Perché Michele Petraroia, che solamente qualche mese addietro denunciava pubblicamente complotti trasversali al trialometano, oggi è nel silenzio più o meno totale? Cosa si nasconde sotto tutto il percolato versato nelle terre basso molisane? Perché non si va oltre i soliti comunicati stampa d’ordinanza e di facciata ma che nulla cambiano nella sostanza?

A tutto ciò non può bastare, come risposta per surrogare l’impotenza programmatica e strategica dell’intera opposizione, un comunicato stampa di Paolo Frattura.  No, Palmer Laura Frattura, se davvero il Molise è di tutti bisogna toglierlo ai soliti noti, ai soliti nomi che da tanto, troppo, tempo hanno inquinato mentalmente l’intera società molisana. E per farlo l’immobilismo, si sa, non paga.

LEGGI ANCHE

SCENARIO MOLISE/ Le nevrosi del centrodestra, Vitagliano e i suoi lacchè, il doppio gioco dei più furbi: è il Far West

CENTROSINISTRA MOLISE/ Chi ha trovato Palmer Laura Frattura?

CENTROSINISTRA MOLISE/ Per chi suona la campana? Tra scimmiette e scimpanzé…

MOLISE/ La Nuova Era del Partito Unico Regionale

SCENARIO MOLISE/ Nessuno tocchi “il compagno” Gianfry.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.