TERMOLI JET/ Un presidente va e un altro stenta ad arrivare

di Alessandro Corroppoli

Scendere in campo, salire sul colle e magari saltare la staccionata! Certo è che il plurimedagliato Silvio è stato il più grande atleta di corsa campestre degli ultimi venti anni. Ma il tempo passa e le ginocchia iniziano a scricchiolare. Se solo avesse avuto la prontezza di alcuni suoi compagni, i quali, pur di arrivare prima, si sono imbarcati sul Termoli Jet per sfrecciare a tutta velocità verso il primo tribunale, sarebbe ancora lì a farci ridere con le sue inarrivabili battute al termine di ogni gara. Come l’ultima del meeting campestre di Cannes: “ I ristoranti italiani sono sempre pieni!”.

 

E adesso? Cosa succede ai naufraghi in fuga sul Jet? Mentre Silvio Berlusconi ruzzola giù dal Colle in Molise, senza che Termoli_jet_1nessuna calamità naturale si abbattesse, continua a slittare sia la proclamazione del nuovo Presidente della Regione sia la proclamazione degli eletti. A distanza di venti giorni tutto tace, tutto rimane avvolto in un’attesa ormai diventata spasmodica  straziante al punto tale che quando avverrà i molisani, i non addetti ai lavori, ignoreranno completamente il fatto. È l’indifferenza che lorsignori stanno cementificando nella società?

Quindi più che aspettare la proclamazione di un Iorio III° quella dei prossimi giorni sarà l’inizio del countdown politico di un uomo, in sella da un ventennio, che si è proposto – guarda caso come Silvio – come l’uomo del fare ma si è dimostrato come l’uomo che non ha saputo fare.

Il Governatore, perso quel potere politico che da anni lo ha contraddistinto, imponendo a tutti la sua legge, rimane uno specchietto per allodole per i suoi druidi i quali pur avendogli giurato fedeltà sono pronti a buttarlo giù se non venissero ricompensati. È il caso dell’ex Margherita Nicola Cavaliere, dell’ex Presidente dello Zuccherificio Domenico Porfido, del pluritrombato Quintino Pallante,  dell’ex Presidente del Consiglio regionale Michele Picciano, all’ex assessore Salvatore Muccilli, all’ex Presidente di Molise Acque Stefano Sabatini  e, non da ultimo, Luigi Velardi. Il tutto senza tralasciare chi oggi è davvero a capo di questa martoriata regione: Gianfranco Vitagliano, Angiolina Fusco Perrella e Antonio Chieffo.

E allora chi rimarrà fedele a Michele Iorio e Silvio Berlusconi? Patriciello? che lo ha già scaricato nella sua Venafro alle recenti consultazioni? La De Camillis già schierata con Scaiola? Picciano e Molinaro che bussano un giorno sì e l’altro pure per un mollica e un tozzo di pane?

Tutto ciò fa sì che nella compagine di maggioranza relativa regni una calma apparente pronta a saltare con estrema facilità non appena qualcuno alza la mano e deposita una riflessione. È  il caso del Presidente della Provincia di Campobasso Rosario De Matteis, persona e politico molto equilibrata,  nei confronti degli esponenti del Movimento 5 Stelle definendoli dei “mocciosi che parlano a vanvera”. È il caso dell’informazione di Palazzo la quale fa passare gli aderenti all’ ANPI (associazione partigiani) come Black Block seguendo e imitando il terrorismo evocato dal Ministro Sacconi per arrivare al mutismo più assoluto  riguardante la  possibilità concreta che elezioni appena svolte possano essere ritenute non valide per via dei vizi di forma nella raccolta firme per la presentazione delle liste.

Se  la realtà è questa e se i novelli corsari cavalcano e cavalcheranno le onde giudiziarie l’esercito del bene che fa? O meglio dov’è?

Perché i partiti del centrosinistra si sono cuciti le bocche? I loro eletti tagliate le lingue? Di cosa hanno paura? Esiste ancora un brandello di sinistra che sappia alzarsi dalle poltrone da cui è seduta è denunci questo “golpe” politico culturale ? Perché nessuno della cosiddetta società civile e in particolare tutte le associazioni  a favore della legalità contro le mafie, i vari osservatori  etc, sono caduti nel silenzio più chiassoso? Perché a distanza di venti giorni nessun fascicolo, nessuna iniziativa e/o  inchiesta  è stata aperto per chiarire cosa sia realmente successo nella notte tra il 17 e 18 ottobre scorsi?

La vera questione oggi è sì andare al Governo a patto che si sappia creare, per  dirla alla Fausto Bertinotti, un corpo politico vivente che sappia collocarsi tra la gente e faccia società. Meglio se poi questo corpo politico riesca vincere  le elezioni meglio. Ma certo è che se il centrosinistra continuerà  con questo silenzio   “l’Ulisse con i tacchi ci sta portando ben oltre le colonne d’Ercole ….” e nessun ricorso potrà fare Governo credibile.

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