TASSE&MALAPOLITICA/ Campobasso tra i 138 comuni con i tributi più alti

Pubblicato l’elenco dei comuni molisani che tramite l’aumento delle tasse hanno pensato di ridurre il deficit. Spicca il capoluogo di regione, dove il sindaco Gino Di Bartolomeo ha sempre sostenuto che non ci sono soldi nemmeno per un gelato, salvo “sprecare” durante la festa del Corpus Domini, con concerti milionari a spese di Palazzo San Giorgio. E tutto ricade sulle spalle dei cittadini, tanto che – secondo il Rapporto Svimez – “tra il 1991 e il 2010 le entrate tributarie pro capite nei comuni del Centro Nord sono quasi raddoppiate, da 222 a 402 euro, ma nel Sud sono addirittura triplicate passando da 119 a 298 euro a testa, a fronte di una qualità dei servizi che non è affatto migliorata.”

di Viviana Pizzi

tasse_alte_in_moliseIl debito pubblico è salito alle stelle e 138 comuni italiani – tra cui alcuni molisani – hanno scelto di (tar)tassare i cittadini per recuperare soldi in bilancio. Le addizionali sono al livello massimo: 0,8% quella comunale, 2,03% quella regionale.  Gli sprechi sanitari degli anni precedenti hanno portato a questa situazione, soprattutto riguardo al deficit sanitario creato dalle prime giunte regionali del terzo millennio. Nel Molise il presidente era sempre Michele Iorio. Secondo il Rapporto Svimez “tra il 1991 e il 2010 le entrate tributarie pro capite nei comuni del Centro Nord sono quasi raddoppiate, da 222 a 402 euro, ma nel Sud sono addirittura triplicate passando da 119 a 298 euro a testa, a fronte di una qualità dei servizi che non è affatto migliorata“.

Questi gli otto comuni molisani dove le tasse sono salite al massimo: Campobasso, Guardialfiera, San Polo Matese, Toro, Trivento. In provincia di Isernia soltanto Montaquila e Roccasicura. Non meraviglia che proprio il capoluogo di regione si sia avvalso di questo sistema per recuperare denaro. Tra l’altro il sindaco Gino Di Bartolomeo ha sempre sostenuto, sin dal primo momento in cui è salito in cattedra, che nel suo comune non c’erano soldi nemmeno per un gelato. Nelle ultime festività natalizie Big Gino – così soprannominato per la notevole stazza fisica – non ha nemmeno messo le luminarie in città, lasciando l’incombenza ai commercianti. Salvo però non risparmiarsi quando si tratta della festività del Corpus Domini e dei “Misteri” (trattasi di ingegni  raffiguranti simboli religiosi progettati dal maestro Saverio Di Zinno che caratterizzano la cultura del capoluogo di regione tra il sacro e il profano).

Si tratta di un evento per Campobasso, per il quale non si bada a spese. Molti cittadini apprezzano ma c’è anche chi preferirebbe un Corpus Domini meno sfarzoso e tasse più basse. Questo è il risultato dell’aver lasciato ai Comuni la possibilità di scegliere che quota applicare di Irpef. Infatti gli enti in rosso cercheranno di risanare i bilanci con questo prelievo, in un momento in cui la benzina costa due euro a litro e la disoccupazione aumenta, rendendo quindi difficile se non impossibile portare il pane a casa. Meglio arrivare alla quarta settimana che non ingoiare il dolcificante a base di “Rose rosse per te”, cantata da quel Massimo Ranieri che l’anno passato fu la “star” del Corpus Domini.

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