TASSE/ La malapolitica si paga cara, soprattutto in Molise, Campania e Calabria

Questo avviene nelle tre regioni in forte deficit sanitario. In Molise la colpa é di una gestione dissennata della cosa pubblica da parte del centrodestra regionale. Un piccolo territorio commissariato i cui medici sono gli stessi che hanno provocato il male: Michele Iorio e Gianfranco Vitagliano. Gli effetti delle tasse incideranno anche sulle guardie mediche, salate per chi vive in Molise ma risiede fuori regione.

di Viviana Pizzi

tasse_e_malapoliticaIl deficit sulla sanità è alle stelle. La gestione dissennata del governo regionale guidato da Michele Iorio è cronaca quotidiana. Il 3 aprile si deciderà anche se rimuoverlo o meno dal suo incarico di commissario. E intanto cosa accade? Le tasse aumentano vertiginosamente. Soprattutto se riguardano l’Irpef. Una casta, quella del Molise, che ha gestito al peggio le risorse che aveva anche grazie alle scelte dell’assessore alla programmazione Gianfranco Vitagliano, correo dello sfascio avvenuto in questi dieci anni. Insieme a Calabria e Campania, il Molise è quello che ha scelto di tenere le tasse più alte. Questo significa che per la malagestione del debito pubblico a farne le spese saranno solo ed esclusivamente i cittadini.

Le addizionali Irpef al 2,03% sono in sette comuni, cinque in provincia di Campobasso e due in quella di Isernia. Negli altri 138 Comuni il conto delle tasse sarà pesantissimo soprattutto grazie all’aumento delle tasse regionali. In quasi tutta la Regione anche la benzina sfiora i due euro a litro. Per quanto riguarda la sanità basti pensare al salasso che subisce chi, risiedendo fuori regione, è costretto a ricorrere alle cure della guardia medica. Quindici euro se ti rechi in sede per una visita, venticinque se il medico arriva nella casa dove hai eletto il tuo domicilio.

Ma tornando a parlare di Irpef il Molise è in buona compagnia con Calabria e Campania. A Catanzaro chi dichiarava 30mila euro di reddito, l’anno scorso pagava 660 euro, mentre quest’anno dovrà sborsarne 849 (240 di Irpef comunale e 609 di Irpef regionale). Ad Acerra il contribuente che dichiarava 100 mila euro, nel 2011 ha pagato 170 euro di Irpef comunale e 1.700 euro per quella regionale. Totale: 1.870 euro. Sempre la stessa persona quest’anno dovrà pagare 574 euro di addizionali comunali e 2.030 euro per quelle regionali. Totale: 2.604 euro. Al Sud le addizionali sono al top in 138 Comuni: le tasse locali sono altissime perché molti Comuni hanno scelto l’addizionale massima. In Campania sono 84 i centri, in Calabria 47.Restiamo comunque in pessima compagnia e se pensiamo che la domanda di lavoro tende a diminuire in queste regioni non è facile immaginare che sarà difficile, nei prossimi mesi, anche portare il pane in casa.

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