TAR MOLISE/ Regionali 2011 da annullare? L’appuntamento è con la storia

È un appuntamento con la storia quello del 17 maggio in Molise. Il tribunale amministrativo regionale deve decidere se le elezioni del 16 e 17 ottobre del 2011 sono valide oppure no. Se Michele Iorio è legittimamente il presidente della Regione Molise.

ELEZIONI ANNULLATE/ Molise, il Tar invalida le Regionali 2011: chiusa l’epoca del satrapo Iorio

di Viviana Pizzi

storia_tar_moliseSi discute del ricorso elettorale degli otto cittadini che hanno chiesto di tornare al voto per due ordini di mortivi: la mancanza di firme per la sottoscrizione della lista elettorale di Molise civile. La seconda l’autenticazione della firma di Nico Romaguolo.

Al riconteggio delle schede ci avevano già rinunciato i ricorrenti del centrosinistra.  In aula davanti al presidente Zaccardi è venuto fuori che ci sono 23 sottoscrizioni doppie ossia sia alla lista Molise civile che ad altre liste. Il presidente Zaccardi su questo quesito ha chiesto agli avvocati delle parti una specificazione migliore.

Il quesito è questo. Se Romagnuolo e Molise Civile non fossero stati ammessi Michele Iorio avrebbe vinto lo stesso? La diatriba è tutta sulla cosiddetta prova di resistenza. Secondo gli avvocati di Iorio il risultato elettorale del presidente non sarebbe cambiato a causa del voto disgiunto. Che porta a due voti distinti e separati: uno sul presidente l’altro sul proporzionale. Secondo l’avvocato Di Pardo invece non é proprio così. Perché i voti a Molise Civile a Romagnuolo, le cui candidature erano viziate, hanno viziato l’intera tornata elettorale perché si è inciso sul risultato finale. “L’elettore deve sapere per cosa vota -ha sottolineato Di Pardo – e se questo principio non è certo si torna al voto“.

Lo ha sottolineato richiamando una sentenza simile del Tar di Brescia dove con le stesse argomentazioni si è tornati al voto. L’ udienza è iniziata con un quarto d’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

Presente in aula, visibilmente emozionato, il candidato presidente Paolo Di Laura Frattura con il cordoncino arancione alla giacca. Non ha voluto rilasciare dichiarazioni per scaramanzia. Gli avvocati sono arrivati alla spicciolata. Prima Umberto Colalillo, Giacomo Papa e Michele Coromano in rappresentanza del presidente Iorio. Al termine dell’udienza si sono detti tranquilli e fiduciosi.

Sono contento -ha dichiarato Colalillo – perché oggi in aula ci sono tutti gli avvocati a cui ho insegnato il diritto amministrativo” Poi Paolo Albano per l’avvocatura dello Stato. Dopo qualche minuto è arrivato Salvatore Di Pardo con Giuliano Di Pardo, Nicola Scapillati e Andrea Latessa per gli otto cittadini elettori. Il presidente della Regione Michele Iorio non era presente perché impegnato istituzionalmente a Roma. Di contro il popolo del centro-sinistra ci crede. Nell’aula del Tar l’anima è quasi tutta arancione. Anche il Guerriero Sannita è lì per la speranza di un cambiamento. Rappresenta in aula quelle speranze di chi crede nel cambiamento e lo ha dimostrato attraverso una notte insonne chattando sui vari gruppi facebook a favore del candidato presidente del centrosinistra.

Anche gli otto cittadini elettori sono arrivati con la speranza di un cambiamento. Alcuni di loro con le lacrime agli occhi che trasudavano una certa tensione ma anche voglia di dire basta al governo Iorio. C’era anche il candidato presidente del Movimento Cinque Stelle Antonio Federico.

Forse spera che le elezioni vengano annullate per tentare la scalata a Palazzo Moffa. Dove non è entrato la settimana scorsa a causa del suo ricorso bocciato. Dopo un’ora ci dice tutto. ” Se quei vizi li avesse avuti la mia lista – ha sostenuto – nessuno ci avrebbe ammessi. Spero che sia fatta giustizia“.

L’udienza è terminata alle 13. Il countdown è iniziato a dispetto di chi sventolava la bandiera del rinvio. Alle 17.30 si saprà la verità di una partita giocata sulla correttezza tra le parti.

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