Tagli all’università: l’Unimol alza le tasse

Tagli all’Università, l’Unimol alza le tasse. Il Molise risulta la Regione che meno ha investito nel  diritto allo studio.

di Giuseppe Macoretta

Tagli all’Università, l’Unimol  alza le tasse. Il Molise risulta la Regione che meno ha investito nel   diritto allo studio.Quando un paese si trova in una situazione economica di forte crisi (per molti settori ormai strutturale), ci si aspetterebbe che lo stato investisse in formazione ed in diritto allo studio per aiutare le aziende ad innovare e a riqualificarsi sul mercato, e soprattutto per garantire che tutti i ragazzi possano avere accesso all’istruzione ed essere davvero liberi. E invece….

Invece il governo Berlusconi sta portando avanti una politica di tagli nei confronti di tutto il sistema dell’istruzione pubblica. La finanziaria in discussione in questi giorni prevede per l’anno prossimo un taglio di quasi 700 milioni di euro del fondo di finanziamento ordinario delle università, il fondo con cui le università pagano una grossa parte della spesa, che passa da 7 e 6,3 miliardi di euro ed un taglio di 13 milioni di euro agli interventi per il diritto allo studio, un taglio del 10%, ad un fondo che il governo aveva già tagliato per 40 milioni lo scorso anno. Con questi tagli (già previsti dalla legge 133 dello scorso autunno) le università pubbliche saranno portate al tracollo finanziario e ci sarà un inevitabile peggioramento della qualità della didattica e della ricerca, con il rischio della trasformazione degli atenei in fondazioni private.

A partire da quest’anno una quota pari al 7% del fondo di finanziamento ordinario delle università viene distribuita tra gli atenei sulla base di una classifica della qualità della didattica e della ricerca, redatta dal Ministero dell’Istruzione. In queste classifiche l’Università del Molise si è attestata intorno al 50° posto (su 56 atenei), con una valutazione negativa della qualità dell’ateneo.

La classifica è stata basata su indicatori contestati da molti e con delle modalità che hanno favorito un po’ gli atenei del nord, ma resta un dato molto allarmante che impone di rivedere e migliorare l’operato dell’università. Per quest’anno la posizione così bassa in classifica ha portato ad una riduzione di quasi 600.000 euro ai fondi destinati all’Unimol, a fronte di un FFO di 30 milioni di euro (2% in meno).

A partire dall’ anno accademico in corso l’Unimol ha scelto di innalzare le tasse universitarie dell’11% e di introdurre degli ulteriori aumenti per gli studenti fuori corso. Gli studenti però non possono diventare il capro espiatorio delle politiche governative. di riduzione dei finanziamenti. Tanto più se consideriamo che, stando ai nostri calcoli, l’Unimol negli ultimi 3-4 anni ha costantemente sforato di circa 3 punti percentuali il tetto massimo imposto alla contribuzione studentesca, che non può superare il 20% del fondo di finanziamento ordinario. Per effetto dei tagli al FFO di quest’anno e dei prossimi anni, la quota di sforamento è destinata ad aumentare ancor di più.

Stando ai dati del Ministero, nell’anno 2007-08, solo il 37% dei ragazzi che avevano tutti i requisiti per ricevere la borsa di studio ha ricevuto effettivamente la borsa: ogni 100 ragazzi idonei, solo 37 ne hanno potuto usufruire. Il motivo delle mancate assegnazioni di borse: l’esiguità dei finanziamenti. Infatti nello stesso periodo il Molise risulta come la regione che ha investito meno in diritto allo studio: non ha investito un euro di risorse proprie per finanziare gli interventi a sostegno degli studenti. E negli ultimi due anni non si sono viste grandi novità da parte della governo regionale. In una regione a così alta emigrazione e con un economia non ricca, ci si aspetterebbe ben altro…

Da quest’anno poi, con l’approvazione del “Piano di indirizzo triennale per il diritto allo studio” , si è stabilito che tutti i ragazzi residenti in comuni distanti fino ad 80 km dalla sede di corso di studio sono considerati pendolari ai fini della determinazione dell’importo della borsa di studio; considerando le condizioni dei trasporti nella nostra regione, è una distanza davvero improponibile. Così molti ragazzi che fino all’anno scorso ricevevano la borsa di studio da fuori sede, si sono ritrovati 2.000€ in meno, una bella cifra. La stessa cosa per i comuni distanti fino a 30 km dalla sede di studio, che vengono ora considerati come “in sede”; i ragazzi residenti in questi comuni riceveranno quasi 1.000 euro in meno.

La politica di tagli messa in atto dal governo Berlusconi è inaccettabile, in quanto non risolve nessuna criticità delle nostre università e le condanna ad un percorso di riduzione della qualità della didattica e della ricerca e dei servizi agli studenti. Gli studenti saranno i primi a subire gli effetti dei mancati finanziamenti, in termini di minore qualità dell’ università e di minori servizi (borse di studio, mense, biblioteche, etc.); è una follia che si facciano economie sul futuro dei giovani e sulla loro libertà di scegliere attivamente la propria vita.

Il governo regionale deve investire seriamente in diritto allo studio, l’anno scorso i nostri emendamenti al bilancio regionale sono stati rifiutati, per il 2010 chiediamo che ci siano gli stanziamenti necessari per garantire un vero diritto allo studio.

Chiediamo ai governi nazionale e regionale di investire davvero in diritto allo studio e formazione, gli chiediamo di investire in futuro!

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