Sul Fatto Quotidiano, Marco Lillo cita l’auditorium di Isernia. “Povera Patria…”

Il novello futurista Gabry Melogli uno che se potesse farebbe cementificare anche se stesso in nome di uno sviluppo che a stento capisce lui, figurarsi gli altri – è riuscito a dare nuovo lustro alla città di cui è Sindaco: Isernia, dopo anni di buio mediatico, si è ripresa i titoloni sulle pagine dei giornali nazionali. Peccato che il motivo di questo ritrovato interesse per le sorti del comune pentro sia tutt’altro che piacevole. Anzi.

 

di Andrea Succi

auditorium_iserniaGli sprechi e gli errori del neomelodico Gabry M. (per chi non lo sapesse, il Sindaco potrebbe far concorrenza a Marco Carta & Co.) si sono sublimati nella grande opera per i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia, quell’Auditorium il cui costo è vorticosamente aumentato , passando dai 5 milioni di euro iniziali ai quasi 31 attuali. Non si sa neppure se riusciranno a completarlo, certo è che nel mega-cantiere che sventra il cuore della città si sono avvicendati personaggi loschi e faccendieri finiti nell’occhio del ciclone, perchè legati alla famosa cricca di Anemone & confratelli.

Alcune scuole chiudono o vengono accorpate, altri istituti andrebbero ristrutturati perchè stanno cadendo a pezzi, spazi verdi non se ne vedono, occupazione solo dietro “disinteressato” scambio di favori, di differenziata nemmeno a parlarne – troppi neuroni andrebbero coinvolti in questo progetto e, a quanto dicono le malelingue, pare che in Giunta scarseggino – insomma, il Comune di Isernia, alla voce sviluppo, non se la passa troppo bene. Poco o niente interessa.

È solo al grido di “Pilu e Cemento” che si scaldano gli animi e i cuori dei manovratori, occulti o meno poco importa; è questo motto che dona nuova linfa ai cervelletti che comandano e che, sull’onda del ritrovato entusiasmo, riescono a creare illusioni e giustificazioni così geniali da far impallidire chiunque provi a mettersi di traverso.

Chiaramente, l’esempio arriva dall’alto, dove il diktat “Pilu e Cemento” diventa prassi consolidata per stringere mani e chiudere contratti a tanti zeri. Troppi. Ed è qui che Marco Lillo, sul Fatto Quotidiano, fornisce spunti di riflessione molto interessanti.

“I fondi per il programma di restaurazione dei “luoghi della memoria” come statue, ossari e luoghi di eventi chiave del Risorgimento, sono arrivati solo alla fine del 2010. Molto dopo la realizzazione delle grandi opere che nulla hanno a che fare con i garibaldini ma che interessavano ai politici di destra e sinistra.

Se oggi un turista arrivasse in Italia per veder come il nostro Paese celebra gli eroi che lo crearono resterebbe basito. Mentre le tombe dei garibaldini sono abbandonate nell’incuria e il monumento al condottiero in piazza Garibaldi a Napoli è ricoperto dalle scritte e circondato dall’immondizia, è stata realizzata ad Imperia con i soldi delle celebrazioni la pista ciclabile da 12 milioni di euro cara a Claudio Scajola. Per dare una patina di patriottismo alle pedalate dell’ex ministro nel suo feudo gli uomini della presidenza hanno rintracciato un passaggio da queste parti del genovese Mazzini. Mentre per giustificare la spesa di 31 milioni di euro per l’auditorium da 700 posti a Isernia (22 mila abitanti) sono tornati utili i fantasmi di sette garibaldini, uccisi in Molise.”

Per trovare scuse credibili ci si allena fin da bambini, quando la maestra chiede i compiti e, come d’incanto, muoiono nonne, zii, parenti fino al 7° grado, qualcuno muore ripetutamente… Eppure gli sprechi continui, le gestioni affaristiche della cosa pubblica, le cricche di potere ricordano strane allucinazioni…

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