STATO DI CRITICITà/ Molise, il cratere ha partorito il topolino

Comunque state tranquilli: prima di venire qui mi son sentito con il Presidente Iorio, il quale mi ha assicurato che il rinnovo, la proroga dello stato di criticità, ci sarà”. Così parlò lo scorso 20 gennaio nella gremita sala della Biblioteca provinciale Albino di Campobasso il consigliere delegato alla ricostruzione Nico Romagnuolo. E in effetti a distanza di circa 2 mesi la montagna, o meglio, il cratere ha partorito il più piccolo dei topolini: 3 mesi di proroga e poi chissà!

di Alessandro Corroppoli

MAPPA_TERREMOTO_MOLISEIn sostanza nella mattinata di ieri la delegazione molisana – composta dal Presidente Iorio, assieme ai parlamentari – è riuscita a strappare una proroga di criticità di 4 mesi, che serviranno a dare ossigeno alla Struttura Commissariale, che non risolveranno il problema e che faranno da gran cassa verso quello spartiacque che sarà il 17 maggio, giorno in cui il Tar dovrà decidere se annullare o meno la tornata elettorale dell’ottobre 2011, passata alla storia come la notte del Watergate. Ed ora i sindaci ribelli come si comporteranno? Minacceranno ancora occupazioni e proteste nei confronti del governo regionale?

E l’opposizione in seno al consiglio regionale come reagirà a questa soluzione tampax?

Una proroga che non intaccherà i 346 milioni di euro, Delibera CIPE del 3.08.2011. Tale somma è destinata agli investimenti eppure sembra essere stata congelata in attesa di una Legge Nazionale. Somma che comunque rientra nei fondi FAS (fondi per lo sviluppo) e quindi in quel Patto di Stabilità da cui non si può prescindere e che impedirebbe l’utilizzo fattivo della stessa. Quindi con molta probabilità per utilizzare tale somma la si dovrà spostare nel Patto di Stabilità Nazionale (fondo emergenza) e questi tre mesi serviranno  evidentemente anche per progettare un utilizzo vero e concreto di tale somma.

Ma allora, oltre alla proroga temporale quanti euro finiranno nelle casse della struttura commissariale? E come verranno ridistribuiti?

La cifra dovrebbe aggirarsi intorno ai 2.5 milioni di euro -50% in meno rispetto a quella stabilita in origine -che verranno ridistribuiti tenendo conto delle criticità comunali. Tanto per capirci il taglio del 40% del personale tecnico negli uffici C.o.c. ci sarà ma sarà proporzionale allo stato di criticità fin ora accertato. Ad esempio se nel comune di Casacalenda ci sono 15 tecnici da domani dovranno essere 10 in modo che nel comune di Campomarino l’unico tecnico potrà continuare ad esercitare la sua funzione e così via per tutti gli altri comuni, per i quali la somma destinata sarà proporzionata al numero dei tecnici operanti.

Fin qui nulla da eccepire però rimangono ancora dei dubbi, ad esempio, sul perché fino ad oggi la struttura commissariale abbia continuato ad essere operativa e i suoi tecnici ad essere stipendiati in assenza della proroga dello stato di criticità e della copertura economica che la stessa offre.

Ed allora, di cosa si sono occupati i 60 tecnici (40 a Campobasso e 20 ad Isernia) dal 1 gennaio ad oggi dato il fermo dei lavori imposto dalla mancata concessione della proroga? E soprattutto da quale fondo  sono stati presi gli euro per pagare le loro mensilità?

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