SLA/ Molise, il caso di Palmina Giannini e l’inutilità politica di un Assessore chiamato Filoteo Di Sandro

di Carmine Gazzanni

La storia di Palmina, di cui ci siamo occupati alcuni giorni fa, ha colpito tutti: un marito costantemente legato a macchinari, dal respiratore fino alla macchina per alimentarlo. Avrebbe diritto, in quanto malato terminale, ad un generatore d’emergenza, ma nessuno continua a darle ascolto. Abbiamo chiesto conto all’assessore alla sanità Filoteo Di Sandro, ma le sue risposte appaiono ancora vaghe. Non solo: sembrerebbero smentite da un altro membro della giunta, Angiolina Fusco Perrella.

SLA_MALATTIAOggi (ieri, ndr) alle dieci e mezza è uscito. È di nuovo a casa. Ma io sono ancora senza generatore d’emergenza, sebbene mi spetti di diritto”. Il dramma per Palmina e suo marito Vincenzo, malato di Sla e reduce da un intervento per un calcinoma all’intestino, non è ancora finito. Nonostante la nostra segnalazione, tutto tace dal mondo delle istituzioni.

La vicenda, come abbiamo avuto modo di documentare, ha dell’incredibile. Tutto comincia alle quindici di venerdì tre febbraio. Trentuno ore di blackout che avrebbero condannato Vincenzo, se sua moglie non avesse avuto la freddezza di portarlo alla Neuromed: “Pensi – come ci aveva confessato solo alcuni giorni fa – quando sono venuti a prendere mio marito era rimasta, nella zona del ventilatore (la macchina che lo fa respirare, ndr) che segnala l’autonomia della macchina, una sola tacchetta. Questa mattina ho saputo che una tacchetta corrisponde grossomodo a venti minuti, un quarto d’ora”.

Ma questa non è solo una storia di coraggio, di amore di una moglie verso il proprio marito. È anche l’ennesime storia di negligenza e di malcostume. Della rabbia di una donna che si vede abbandonata dalle istituzioni tutte. Basti pensare, come già ci aveva detto, che per trasportare il marito alla Neuromed, il 118 si era rifiutato, proprio perché trattasi di “una clinica privata”. Eppure, non per tutti questo comportamento sembrerebbe assurdo: “se è un pronto soccorso – ci dice il neoassessore alla sanità Filoteo Di Sandroci sono regole ben precise, verso le quali non si può derogare. Adesso io capisco la necessità della notizia a tutti i costi, ma non esageriamo. Io infermiere, io autista ricevo una telefonata e mi dicono ‘portami alla Neuromed’, io non lo posso fare perché nel mio lavoro ho delle indicazioni ben precise. Presuppongo sia successo un fatto del genere”. La domanda, tuttavia, resta aperta: ci sono regole inderogabili anche quando si tratta di vita o di morte? O anche questo è “necessità della notizia a tutti i costi”?

La questione, tuttavia, ha degli sviluppi ancora più intricati. Come già abbiamo documentato, Vincenzo, in quanto malato terminale di Sla, avrebbe diritto ad un generatore di continuità che assicuri corrente ai macchinari che lo tengono in vita, anche in caso di blackout. Ma cosa è successo dopo il nostro articolo? Ce lo dice la stessa Palmina: “voi avete offerto un servizio fenomenale. Ma da tutti i messaggi che voi avete mandato, niente. Nessuno si è interessato della questione. Niente

Insomma, non si è mossa una foglia. Ma non per Di Sandro: “Tutte queste disquisizioni … io sono un tipo estremamente concreto e pragmatico. Allora, noi abbiamo fatto un bando. Ora, questo bando prevede una serie di interventi. Interventi personalizzati si possono fare, ma solo dopo. Anche perché non tutti i malati di Sla, ad esempio, hanno bisogno del respiratore. Saranno uno o due in tutto il Molise (anche se a noi risultano molti di più: quattro nella sola Provincia di Isernia, ndr). Quindi si devono organizzare interventi personalizzati, e quindi chiedere i contributi e portare avanti questi progetti”. Tante parole, ma poco di quella concretezza di cui parlava Di Sandro. In pratica, dunque è uscito un bando “che già è in itinere” e “tutti quanti si possono rivolgere ai propri comuni di appartenenza oppure ai comitati di zona impegnati nel sociale. I soldi sono stati destinati e speriamo che questi incidenti possano essere evitati in futuro”.

Sembrerebbe una gran bella notizia. Eppure non è proprio così. Sui tempi, ad esempio, Di Sandro ci dice che è impossibile fare una previsione: “possono passare un mese, due mesi. Non penso che si possa fare un intervento specifico per la signora. Non so se si può fare tecnicamente”. Insomma, “sicuramente si risolverà il problema”, ma è necessario avere “un po’ di pazienza”.

Intanto, però, la signora Palmina ha riportato il marito a casa e vive nella paura che, con le condizioni atmosferiche di questi giorni, possa ripetersi quanto già accaduto (“io starò sempre nel timore che possa riaccadere una cosa del genere. Che possa nuovamente saltare la corrente. Me li riporto a casa con l’incognita, perché non siamo affatto protetti o tutelati”). Ma l’assessore ci dice che “su questo non posso fare niente”.

FILOTEO_DI_SANDRO_ASSESSORE_ALLA_SANITAMa i colpi di scena sembrerebbero non finire qui. Il bando, infatti, di cui parla Di Sandro (“Interventi di assistenza domiciliare ai malati di SLA”) prevede un finanziamento di 650 mila euro che, come si legge sul sito della regione, “verranno trasferite ai Comuni interessati al fine di finanziare i caregivers degli ammalati di SLA, siano essi familiari del paziente o persone terze rispetto al nucleo familiare”. Insomma, soldi da destinare a chi si occupa dei malati di Sla. La stessa Palmina, infatti, dichiara che quei soldi previsti dal bando, “sono soldi destinati ai parenti dei malati di Sla, e non, propriamente, per fra fronte alle spese di macchinari o, come nel mio caso, del generatore d’emergenza”. Non solo: “anche l’assessore Fusco Perrella, che ho sentito ieri per telefono, ha detto che quei soldi di questo progetto per i malati di Sla non c’entrano niente. L’assessore mi ha confermato, infatti, che questi 650 mila euro sono per i familiari dei malati di Sla. Non sono per far fronte alle spese dirette dei malati. Perché quei soldi del gruppo elettrogeno devono essere presi da finanziamenti per un progetto a favore dei familiari?”.Insomma, Di Sandro sarebbe smentito anche da Angiolina Fusco Perrella secondo cui, ci dice sempre Palmina, “è l’Asl che li deve dare”. Quella stessa struttura sanitaria a capo di cui siede Filoteo Di Sandro.

Non solo. Ammettiamo pure che questi 650 mila euro vadano anche a finanziare supporti e macchinari. “Mio marito – chiosa Palmina – è segnalato da cinque anni come malato terminale e come, per questo, avente diritto al generatore di continuità. Perché in cinque anni non l’hanno aiutato?”. Senza dimenticare, come detto, che passerà del tempo finchè non ci saranno interventi concreti: “e intanto mio marito da oggi è a casa, senza gruppo di continuità”.

La situazione, dunque, appare senza via d’uscita. Avevamo documentato una vicenda distinta da un solo leit motiv: scaricare la responsabilità su terzi. Sono passati alcuni giorni e si continua con la stessa triste, gretta abitudine: nessuno che dica “sì, interverremo” o “ci scusiamo, è colpa nostra”. Palmina, ora, è stanca, incredula, delusa. Lei ha sempre creduto nella politica e nella bontà delle istituzioni. Addirittura, ci racconta, “nonostante tutto, nonostante cancro e Sla, io ho fatto votare anche mio marito alle elezioni regionali”. Ora basta, però. “Se nessuno mi darà una mano, andrò davanti al comune  e straccerò la sua e la mia tessera elettorale. Sono disgustata”.

Ma, nonostante la triste realtà che si trova a vivere ogni giorno, Palmina non vuole arrendersi: “io ho una dignità. Non voglio chiamare Filoteo Di Sandro, Iorio o chicchessia per farmi prendere ancora una volta in giro. Nessuno che mi abbia chiamato: né lui, né Iorio, né il sindaco. Nessuno”. E promette: “Ho deciso di ricorrere a vie legali. Contatterò un avvocato per risolvere la questione”.

Quello che resta è soltanto tanta amarezza e una rabbia che si fa fatica a reprimere. E le parole rotte dal pianto di Palmina: “Noi non vogliamo niente di particolare. Noi vogliamo soltanto quello che ci tocca. Dovrebbero fornirmelo loro. Mi spetta. E invece niente”.

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