SENTENZA TAR MOLISE/ A giorni le motivazioni. Ecco tutti i possibili scenari: dall’esclusione del centrodestra tutto fino ad una nuova corsa elettorale

“In parte li accoglie, e per l’effetto annulla la proclamazione degli eletti e gli altri presupposti, sino alla fase di ammissione delle liste alla competizione elettorale, che conseguentemente deve essere rinnovata”. Questo è il passaggio chiave di tutto il dispositivo delle sentenza emessa dal Tar lo scorso 17 maggio in merito alla quale si sono annullate le elezioni regionali in Molise. Ma quali potrebbero essere le motivazioni della stessa?

 

di Alessandro Corroppoli

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Le motivazioni verranno rese note prevedibilmente entro la giornata di lunedì o al massimo in quella di martedì. Ma quali potrebbero essere? Quali le variabili indipendenti che andranno a determinare uno scenario politico piuttosto che un altro?

Partiamo col dire che la sentenza di annullamento pronunciata dal Tar difficilmente potrà essere ribaltata in seno al Consiglio di Stato. Potrebbe, però, essere parzialmente modificata. Dove?

Essenzialmente tutto ruota attorno alla frase “[…] ammissione delle liste alla competizione elettorale”. Perché? Presto detto. Tutti immaginano che la sentenza del Tar abbia invalidato le elezioni per la lista Molise Civile e per la candidatura di Nico Romagnuolo. In realtà non è detto che ci si possa fermare qui. Infatti la parte ricorrente chiedeva anche l’inammissibilità per intero del listino del Presidente. Per intenderci, l’inammissibilità del listino maggioritario. Non solo. Anche se per vizi minori si parlava anche di altre liste collegate quali Progetto Molise, Udc, Adc e Grande Sud.

Ipotizziamo questo scenario. La motivazione del parziale annullamento delle consultazioni riguarderebbe, oltre alla lista Molise Civile e il consigliere Romagnuolo, anche il listino del Presidente. Una delle possibilità sarebbe proprio quella che si torni ai nastri di partenza con le stesse formazioni e capitani ad eccezione delle liste sopradette. Quindi potremmo avere solo Paolo Frattura (centrosinistra), M5S e La Destra. E il centrodestra? Non venendo ammesso il listino del Presidente salterebbe anche tutto il resto della coalizione.

Questo è chiaramente un scenario estremo, ma da non scartare perché rientra tra le possibilità. Così come rientra tra le possibilità anche quella che vedrebbe le stesse formazioni con l’esclusione di Molise Civile e del consigliere delegato alla ricostruzione.

Ma entrambe le situazioni farebbero storcere il naso ai tanti che alzeranno la mano e diranno: “Ok. Andremo a votare con le stesse squadre di un anno fa. Ma le coalizioni sono cambiate e non vi sono più gli stessi uomini”. Giusto. Giustissimo. Ed allora come si fa?

Stesso problema anche per il centrosinistra. A fagiolo cade infatti la situazione di Alternativ@. Come era facile ipotizzare, il movimento di Ruta è sfiorito prima di nascere, tanto da far tornare il suo fondatore nella casa madre del Pd, dove, nel mentre, gli è stato custodito e tenuto in caldo la poltrona da Presidente. Alternativ@, in base alle ipotesi di cui sopra, dovrebbe riproporsi. Nonostante la sua scomparsa dalla scena politica. Per evitare la sua presentazione bisognerebbe che il 50% più uno dei candidati rifiutasse la candidatura.

Bisogna anche considerare un’altra ipotesi, probabilmente ancora più estrema: che magari qualche capitano di squadra – magari Frattura piuttosto che lo stesso Iorio – rinuncino per questioni personali. In questo caso non solo verrebbe meno la loro presenza, ma anche quella dell’intera coalizione.

L’ultima ipotesi è quella in cui sperano tutti. A cominciare dal centrodestra. Ipotesi secondo la quale si torni a votare facendo ripartire tutta la macchina elettorale da zero. E lasciare che siano i cittadini molisani, ancora una volta, ad esprimersi. Sperando, però, che questa volta non ci sia alcuno Watergate.


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