SE NON ORA QUANDO/ Violenza alle donne, pazzesco in Molise: manca l’assessorato alle pari opportunità

In Molise aumentano i casi di violenza. E cosa fa il presidente Michele Iorio? Si “dimentica” di istituire l’assessorato regionale alle pari opportunità, infischiandosene di chi rischia ogni giorno di essere uccisa dal proprio compagno o stuprata dallo sconosciuto di turno. È solo grazie al ministero del Lavoro se, almeno questo, è prevista una figura come quella di Giuditta Lembo, consigliere di parità. Che denuncia: “Con la rete regionale avevamo fatto una legge contro la violenza alle donne. Ma giace in quarta commissione consiliare dal 2007. Per due legislature non c’è stato il tempo di occuparsene”.

di Viviana Pizzi

violenza-donne_molise1La deriva della violenza alle donne è realtà, in questo amaro 2012, anche in Molise. Dopo Stefania Cancellieri (l’isernina uccisa a Lecco dall’ex marito), la cronaca ha dovuto registrare altre vittime molisane della ferocia maschile. A Ururi un padre padrone ha ferito la figlia diciottenne nell’intento di far male alla moglie. Un cinquantenne di Casacalenda ha picchiato la madre per ottenere la sua pensione. E poi i casi di violenza sessuale su una ventottenne di Matrice e su una bimba di soli 8 anni, vittima del cugino ventenne che con lei ha avuto anche un convegno carnale a tutti gli effetti. Fino a Mirela, detta Pamela, assassinata dal compagno suicida in una casa di Campomarino Lido.

Cinque episodi, tutti risalenti all’appena trascorso mese di luglio.

Il punto è: occorre non soltanto terapia gratuita per chi subisce violenza, per cancellare dalla mente e dal cuore delle donne quanto subito, ma è necessaria una struttura protetta che tuteli le vittime e permetta loro di tornare a sorridere.

Se ne potrebbe parlare con l’assessore regionale alle pari opportunità, giusto? Solo in teoria, Perché in pratica il presidente Michele Iorio, nell’assegnare le deleghe assessorili, ha avuto un lapsus freudiano e ha dimenticato una specificità in tal senso. Come se l’essere vittima di stupro in Molise sia una cosa secondaria. Una cosa da poco conto. Quindi oltre al danno la beffa: niente case protette, niente terapie gratuite e niente assessore con cui dialogare. Gravissimo, soprattutto in un periodo come questo dove un maschilismo violento e rabbioso spesso degenera in episodi brutali.

L’aspetto più grave è il congelamento della giunta fino al 16 ottobre, data in cui il Consiglio di Stato si esprimerà sulla validità delle elezioni regionali del 2011. Il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri ha anche ricordato al leader dell’Idv Antonio Di Pietro che nulla si potrà decidere prima della pronuncia del consiglio di Stato. Questo per il Molise potrebbe significare elezioni in primavera con quel che ne consegue in caso di conferma della sentenza del Tar. Se invece non si voterà si potrà procedere a un rimpasto di giunta, magari pensando all’esigenza di nominare un assessore alle pari opportunità. Chi ci perde è comunque la donna maltrattata.

Per fortuna, almeno questo, il Ministero del Lavoro ha previsto una figura che si occupi di tematiche legate alla violenza sulle donne. Parliamo di Giuditta Lembo, consigliere di parità da dieci anni: “Insieme alla rete antiviolenza – denuncia – avevamo presentato, nel 2007, un progetto di legge contro la violenza alle donne. Prevedeva anche le cure gratuite per le vittime. Ma la proposta è parcheggiata in quarta commissione regionale da allora. I consiglieri della nona e della decima legislatura non hanno mai avuto il tempo di discuterla. Questo è stato un vero peccato. Perché potevamo essere la prima regione ad avere una normativa del genere e di genere, ma grazie al disinteresse di chi troppo spesso ci dimentica siamo diventati il fanalino di coda”.

La quarta commissione consiliare è quella dedicata ai servizi sociali. Nella nona legislatura era presieduta dal mastelliano Vincenzo Niro. Questa invece la composizione dal 17 ottobre fino ad oggi: il presidente è Lucio De Bernardo per la maggioranza. Due i vicepresidenti Giuseppe Sabusco sempre per il centrodestra e Filippo Monaco per il centrosinistra. Il segretario è il consigliere Vincenzo Bizzarro mentre gli altri quattro componenti (due per parte) sono Antonio D’Aimmo, Riccardo Tamburro, Felice Di Donato e Carmelo Parpiglia.

Giuditta Lembo ci è sembrata davvero sensibile al problema della violenza alle donne. Anche se il suo compito istituzionale riguarda soltanto il loro inserimento dal punto di vista lavorativo ed evitare che subiscano violenze dai loro superiori.

A settembre – aggiunge – ho intenzione di organizzare gli stati generali sulle pari opportunità. Inviterò rappresentanti delle scuole e del mondo del lavoro. Si parlerà di occupazione, di sociale, imprenditoria e salute. Ma non trascureremo il problema delle violenze, domestiche e non. Ci sarà anche un tavolo con le colleghe di altre regioni. Di recente ho dialogato con la mia omologa marchigiana che proprio in questi giorni ha fatto approvare all’interno della legge contro la violenza alle donne un fondo a favore delle vittime. Quello che volevamo anche noi ma che purtroppo si è arenato”.

Ed è proprio Giuditta Lembo a spiegarci che anche se non esiste un assessorato alle pari opportunità c’è una figura con la quale poter e dover dialogare per il raggiungimento di determinati obiettivi in Molise. Nella nona legislatura il referente era l’assessore alle politiche sociali Angela Fusco Perrella, con la quale lo scambio di idee è stato sempre buono. Ora l’assessore di riferimento è Filoteo Di Sandro (delega alla sanità) con il quale il rapporto non è stato altrettanto fitto.

Allo stesso tempo la Lembo ci ha reso edotti di altre iniziative (sempre sue personali e non della politica): si tratta di protocolli d’intesa con tutte le procure molisane (compresa quella generale della Corte d’appello) e con gli ordini degli avvocati di Campobasso e Isernia.

Il primo protocollo prevede la possibilità di costituirmi in giudizio, come consigliera di parità, in processi in cui la donna è vittima di violenze. Per ora mi sono già costituita in casi relativi alla tratta delle schiave del sesso. Per questo devo ringraziare il procuratore capo di Campobasso Armando D’Alterio e il sostituto Fabio Papa che ha coordinato le indagini. Un plauso va anche a Rossana Venditti sempre vicina a noi per quel che riguarda il problema della violenza alle donne. Nel secondo invece, grazie al patrocinio degli ordini degli avvocati di Campobasso e Isernia le donne che vanno a processo e che hanno un reddito basso possono usufruire, in caso di denunce di stupri, maltrattamenti in famiglia, stalking e altri reati contro la donna, del patrocinio legale gratuito”.

E allora viene spontaneo rivolgere un appello al prossimo presidente della Regione Molise, affinché istituisca al più presto l’assessorato competente e non faccia gravare il problema del diritto delle donne sul già oberato assessorato alle politiche socio-sanitarie.

Ma perché Iorio non ha nominato una figura regionale specifica? Troppi costi o incompetenza da parte delle Regioni sul tema?

Sicuramente non il secondo motivo, visto che ad esempio in Emilia Romagna l’assessore c’è e si chiama Donatella Bortolazzi. Come il Molise, invece, soltanto la Campania di Stefano Caldoro (guarda caso di origini molisane..).

Speriamo che Iorio o chi per lui colga la palla al balzo, perché tutti, prima di presentare il loro programma elettorale, dovrebbero ricordarsi un dato di fatto: la maggioranza degli elettori è donna.

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