SE NON ORA QUANDO/ Molise, il sindaco di Campobasso contro le donne:“Siete femmine, non mi scocciate!” [video]

di Viviana Pizzi

Mentre impazza la polemica per la poca partecipazione alla vita di partito e di palazzo da parte delle donne, un gruppo di auto organizzate a Campobasso ha affrontato il primo cittadino Gino Di Bartolomeo, Pdl. Il motivo del contendere é l’attacco del primo cittadino alla mobilità verde e sostenibile. In un video la difesa del sindaco, secondo cui “chi non ha la residenza non ha nemmeno diritto a protestare”. I bambini? “Portateli altrove.” E soprattutto “femmine, non ce la faccio più!“. [GUARDA IL VIDEO]

SE_NON_ORA_QUANDO_MOLISEIl movimento Se Non Ora Quando in realtà non ha mai attecchito in Molise. Soltanto una pagina Facebook con poche persone che hanno aderito. Ma ci sono lo stesso donne “pasionarie e indignate”. Giornaliste, medici, impiegate e anche docenti universitarie. Tutte pronte a dire la propria su quello che accade in città e soprattutto a lottare contro le cose che non vanno.

Mentre a Roma, Napoli, Milano e le altre grandi città le donne si sono mosse con l’aiuto di concerti, manifestazioni organizzate, bandiere e striscioni, nel capoluogo molisano é bastato un confronto con il sindaco Gino Di Bartolomeo per far uscir fuori tutto quello che di solito “le donne non dicono”. La rappresentanza del gentil sesso aveva appena finito di partecipare alla raccolta firme per riottenere la chiusura al traffico della centralissima piazza Gabriele Pepe, visto che il sindaco ha aperto le aree pedonali della città alle auto.

Tutte preoccupate per l’ambiente, nessuna di loro vorrebbe che i bambini loro figli ma anche i figli delle altre, respiri aria inquinata. Dopo aver raccolto più di duecento firme, con l’aiuto dei colleghi uomini, hanno incrociato il primo cittadino appena uscito dal bar dopo l’aperitivo di rito. Ma mentre mariti e compagni si sono tenuti lontani, un gruppo di donne ha avvicinato il sindaco. ” Cosa pensa di questa manifestazione, cosa vuol fare per ascoltare la nostra protesta?“. Questa la prima domanda a un Gino Di Bartolomeo che di certo non si aspettava di dover rispondere al confronto.

Sono il sindaco di tutti – risponde – non posso certamente ascoltare solo voi. Chiedetelo al vostro amico compagno che vi ha strumentalizzate. Prima poteva parcheggiare in piazza solo lui ora lo fanno tutti. Fatemi fare questo esperimento che durerà ancora per altri venti giorni“. A quel punto una delle donne lo accusa di essere il “sindaco dei commercianti”, mentre un’altra ci va giù duro dicendo: “Lei non é il sindaco di tutti, ascolta soltanto chi ha il potere economico“.

E il sindaco allora si scalda soprattutto perché altre lo incalzano dicendo che non ha mai preso una decisione seria. Si difende con voce urlante. Poi quando si tocca la questione bambini e inquinamento risponde:”Ci sono tante altre piazze per i più piccoli c’è la villa comunale. Lasciate perdere la protesta che siete solo quattro gatti. Tra questi delle associazioni che vogliono la chiusura di Piazza Pepe ci sono anche sei o sette persone che non sono di Campobasso. Andassero a fare queste cose al loro paese“. Una delle donne allora rilancia.

“Ma chi non ha la residenza ha meno diritti?”. La risposta del primo cittadino é questa: “Fatevi la residenza a Campobasso e poi parlate“. Il sindaco, scortato dalla mamma di un consigliere comunale che invitava le altre al silenzio, ha ceduto e chiuso la conversazione:”‘Femmine, non ce la faccio più!“. Una frase emblematica che spiega tutto. Campobasso non é una città per donne secondo il sindaco. Non abituato a questo scatto d’orgoglio delle rappresentanti del gentil sesso che rilanciano:”Siamo solo all’inizio. La nostra lotta non si ferma qui“.

E c’é da crederci perché tra le donne c’era anche una studentessa di prima liceo scientifico, con un cartello puntato in faccia al sindaco in cui gli chiedeva di ridarci la città. Cecilia, questo il suo nome, promette davvero bene. Ha sfidato anche la preside, sempre una donna, per essere al fianco della protesta per tutta la giornata. Per il suo impegno Campobasso ormai é donna. Ora bisogna solo organizzarsi bene per canalizzare nelle istituzioni la forza femminile che sta venendo fuori nel capoluogo molisano.

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