SCUOLE SICURE/ La triste sorte del Liceo Classico di Isernia

Tre giorni fa un corteo, organizzato dai ragazzi del Liceo Classico di Isernia, è partito dalla nuova sede dell’istituto (in pratica l’Itis Mattei) ed è arrivato in Corso Garibaldi. Davanti ad un edificio storico, ma abbandonato dalle istituzioni. Gli studenti ora non transigono più: vogliono tornare in quell’edificio perché è quella la sede del Liceo Classico di Isernia. 

ev72561-oriE questa stessa manifestazione, d’altronde, è solo l’apice di un percorso molto più articolato: tanti di loro hanno cercato di capire perché mai da venti mesi il Liceo Classico è chiuso. “Inagibile”, dicono senza altra spiegazione dal Palazzo della Provincia. Eppure sono molti i chiaroscuri di questa vicenda.

E’ proprio la chiarezza,infatti, ciò che sembra mancare nella gestione della sede naturale del Liceo Classico. “Ricordo che quando facevo l’ultimo anno – ci dice Marco Colavitti, ex studente ora a Urbino, ma ancora fortemente attaccato alla scuola che l’ha visto crescere e formarsi – protestammo per le scuole sicure e ci dissero che la nostra era la scuola più sicura. E in effetti c’è di peggio. E poi l’ex Presidente Mauro aveva fatto molti lavori”.

Ed è proprio così. Voci interne alla Provincia rivelano che, prima del termine del mandato di Raffaele Mauro, furono disposte relazioni tecniche sullo stato degli edifici scolastici. Per il Liceo Classico il risultato della perizia era chiaro: a parte alcuni lavori che comunque dovevano essere apportati, la scuola era agibile. A questo punto, però, accade l’imprevisto: cambio di dirigenza, cambio di gestione e nuova perizia tecnica sull’istituto la quale, essenzialmente, ribalta (o radicalizza) l’esito della prima. La scuola dev’essere evacuata, l’istituto è inagibile. Ora, nessuno (se non un tecnico) può dire quale delle due perizie sia esatta. Certo è che una delle due, a rigor di logica, dev’essere quantomeno “non corretta”. Quale?

Non spetta a noi dirlo. Senz’altro è nei fatti che l’istituto di Corso Garibaldi è stato dichiarato inagibile, mentre la stessa città di Isernia conta ben altri edifici che tutto sono meno che sicuri e stabili. I conti infatti, secondo molti, non tornano. Abbiamo interpellato una persona “del mestiere” che incredula ci rivela: “il Fascitelli è sicuro,  costruito a ‘regola d’arte’ perché presenta pilastri 40×40 e tondini fi 24”. E questo è un enorme vantaggio per il Liceo Classico considerando che”nelle costruzioni odierne si usano al massimo i fi 18”. E ancora: “ tutti i muri sono incatenati tra di loro con tondini annegati nel cemento per ogni metro andando in verticale”. Conclusione: quell’edificio è “l’opera più sicura mai vista ad Isernia”.

E non è finita qui. Abbiamo interpellato anche un altro ex studente: “come mai – si chiede – per fare una perizia tecnica c’è stato bisogno di rompere e demolire muri?”. Questo infatti è successo: prima che la scuola venisse dichiarata inagibile, i ragazzi che l’anno precedente alla chiusura hanno affrontato la prova di maturità, hanno svolto le prove nell’ala nuova dell’edificio perché “avevano già rotto parte della vecchia ala”. Alcuni, infatti, anche allora avevano notato queste stranezze, ma subito vennero tranquillizzati: “a noi avevano detto che erano solo dei controlli. Ed ora la scuola è chiusa da due anni!”.

Intanto le voci sui possibili esiti della vicenda sono alquanto preoccupanti. C’è chi ritiene che l’anno prossimo gli studenti siano costretti ad emigrare nuovamente in altra sede (probabilmente al Magistrale); forti sono anche le voci secondo cui nell’edificio di Corso Garibaldi vengano trasferiti i volumi della Biblioteca Provinciale di Isernia (dopo lo spaventoso taglio dei finanziamenti – si è passati da 75 mila euro a 15 mila euro – sarebbe un’altra umiliazione anche per la Biblioteca stessa che, come afferma Agostino Rocco, “non è un pacco postale”). Ma sempre più pressanti sono anche le voci di accordi poco ortodossi dietro la questione: molti ritengono, infatti, che sia convenuto chiudere il Liceo Classico perché, così facendo, si sono dirottati, per la manutenzione dell’istituto, soldi che, sotto la gestione Mauro, erano stati destinati ad altri progetti “sconvenienti” (per chi?).

Sono soltanto voci, sia chiaro. Ma certamente molto preoccupanti.

Intanto pare che qualcosa, anche a livello regionale, si stia muovendo. Dopo la lettera accorata di Sergio Sorella (segretario regionale Flc-Cgil) in cui si afferma che la sicurezza nelle scuole in Molise sia ancora “una chimera” e dopo le successive pressioni di alcuni consiglieri regionali, ieri si è tenuta una seduta monotematica in Regione a riguardo: per intervenire sulle scuole sono stati stanziati 20.114.794 euro. Di questi alla sola città di Isernia andranno circa 2.670.000 euro. Se basteranno ce lo diranno i lavori. Si spera, però, che parte di questi finanziamenti siano girati alla Provincia e da qui destinati ai lavori per l’edificio di Corso Garibaldi.

La vicenda del Classico, intanto, ha riportato la questione in primissimo piano. E al coro di proteste degli studenti si aggiungono anche quelle di professori e professoresse e di alcuni ex alunni. “Provo un senso di tristezza indescrivibile – ci rivela Marco Colavitti – è come se mi avessero rovinato gli anni più belli della mia vita. Pensa che avevo il liceo come sfondo del cellulare. E ora quel cancello chiuso, quelle finestre sporche e mai più aperte, quella bandiera tristemente a mezz’asta … Ma Sono contento che gli attuali alunni – ci dice ancora Marco – si stiano mobilitando, sono con loro. Spero sia vero che stanno ristrutturando, ma poco ci credo … conoscendo l’Italia, chissà se deve mangiarci qualcuno con quella scuola … ma voglio essere fiducioso”.  Ne vale davvero la pena?

 

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