SCENARIO/ Ultime notizie da San Giuliano di Puglia

di Pasquale Di Bello e Michele Mignogna

Indiscrezioni provenienti dall’ARPA Molise “tranquillizzano” i cittadini di San Giuliano di Puglia sulla presenza nel sottosuolo di arsenico e piombo. I valori dei campioni esaminati sono nei limiti massimi previsti. Ma non è questo il tema. Il vero quesito è capire come le due sostanze siano finite nel sottosuolo del comune simbolo del terremoto molisano del 2002. Il dubbio, che permane, è se qualcuno abbia utilizzato i cantieri della ricostruzione come discariche per fanghi tossici.

Disinformacjia stile Pravda. Puntuale come un boia, la disinformazione ha preso il sopravvento sulla vicenda disinformazionedelle sostanze tossiche rinvenute a San Giuliano di Puglia. Inutile allarmismo, testimonianze raccolte dalle semplici voci di alcuni cittadini, l’allarme a San Giuliano non c’è mai stato. Questo, più o meno, il tenore dei commenti circolati nei giorni scorsi a fronte delle indiscrezioni trapelate (o fatte trapelare) dall’ARPA Molise, l’agenzia regionale per la protezione ambientale incaricata di esaminare i campioni di terreno  prelevati a San Giuliano di Puglia, paese simbolo del terremoto molisano nel cui sottosulo sono state rinvenute quantità di arsenico e piombo tali da generare allarme tra la popolazione. Obiettivo della disinformacjia, spostare l’attenzione dal tema centrale a quello accessorio, ovvero parlare dei valori di arsenico e piombo per non parlare del come le due sostanze siano arrivate a San Giuliano di Puglia.

Ma veniamo ai fatti. Il livello di arsenico riscontrato da un laboratorio privato di Parma ha evidenziato un accumulo di questa sostanza pari a 5,2 milligrammi per chilo di terreno. L’ARPA Molise, invece, avrebbe riscontrato la presenza di 9 milligrammi concentrati in un chilo di terreno, quindi quasi il doppio di ciò che ha certificato il laboratorio al quale una famiglia di San Giuliano si è rivolta. Sempre l’ARPA dice che al massimo in un chilo di terreno si può arrivare a 20 milligrammi, il doppio di quello che è stato trovato a San Giuliano. Stessa cosa per il piombo, infatti la legge indica in 100 milligrammi il valore massimo per chilo di terreno. A San Giuliano ne sono stati trovati 51, esattamente la metà.

Detto questo, il problema posto dalla nostra inchiesta non si sposta di un millimetro. Quello che c’è da capire, prima del livello di presenza di arsenico e piombo nel sottosuolo, sono le ragioni della presenza stessa. Lo ripetiamo: va capito se qualcuno abbia sfruttato il cantiere San Giuliano di Puglia come discarica di fanghi. Accogliamo con molto piacere la notizia di valori non letali, ma alcune domande si pongono oggi ancor più di ieri e ancora più forti, e cioè: il Sindaco, che in questi giorni ha vestito pure i panni del medico tranquillizzando tutti e dispensando consigli sui comportamenti da assumere in questi casi, e con lui i professionisti della disinformacjia che hanno inteso farci la solita, trita lezioncina di “corretto giornalismo”, ci dicono di grazia come ha fatto ad arrivare a San Giuliano di Puglia l’Arsenico, visto che in quella zona i valori dovrebbero essere pari o vicini allo zero? Ci dicono, sempre il sindaco e sempre i professionisti della disinformacjia, cosa succede ad una persona che nel corso degli anni assume quotidianamente le dosi rilevate dall’ARPA? Non solo, il governo Italiano, per l’acqua in bottiglia fissa un massimo di arsenico per ogni litro si 10 nanogrammi, un milionesimo di grammo, per l’acqua che noi beviamo; in quanto tempo quell’arsenico potrà raggiungere le falde acquifere? Cari professionisti della disinformacjia, stiamo parlando di una situazione che per stessa ammissione del sindaco Barbieri è da alcuni anni è sotto la lente d’ingrandimento della magistratura frentana: saranno allarmisti pure loro? In ogni caso, raccogliere le “semplici voci” dei cittadini, che hanno una paura fondata di ciò che accade su quel territorio è opera legittima e si spera meritoria. Cosi come ascoltare le voci di chi vuol far passare questi cittadini come folli e fomentatori di paure inutili.

Una cosa però è certa: quelle sostanze a San Giuliano probabilmente non ci sono finite per caso. Qualcuno, probabilmente, ha pensato bene di mischiare rifiuti tossici al bitume delle strade ed alle strutture delle opere pubbliche costruite in questi anni a San Giuliano, così risparmiando sui costi di smaltimento. Come mai, solo ora, e solo dopo che la ricostruzione è arrivata al termine, i prodotti coltivati dai cittadini non arrivano a maturazione?

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