SCENARIO MOLISE/ Verso l’election day: con una politica commissariata e i giudici sugli scudi

Il Consiglio di Stato ha fissato al 16 ottobre (a un anno esatto dalle Regionali del 2011) la discussione nel merito di uno dei quattro ricorsi contro la sentenza del Tar che annulla la consultazione che ha dato vita alla decima legislatura. Questo significa che qualora la sentenza venisse confermata si voterà in primavera sia per le politiche che per le amministrative. In ballo, non lo dimentichiamo, anche il futuro del Comune di Isernia. Domani mattina infatti l’avvocato Italo Spagnuolo Vigorita si recherà al Tar Molise per presentare un ricorso voluto da cinque politici e venti cittadini elettori: in pratica si contestano le dimissioni dei 17 consiglieri comunali e la decisione della prefettura pentra di commissariare il Comune. La riflessione è questa: la politica molisana è stata commissariata e ormai si decide nelle aule giudiziarie.

di Viviana Pizzi

politica_commissariataIn attesa di dopodomani, quando il Consiglio Di Stato si esprimerà sulla sospensiva in merito a tre dei quattro ricorsi elettorali tesi a ripristinare la validità delle consultazioni regionali del 16 e 17 ottobre 2011, un altro appuntamento è stato fissato.

Il 16 ottobre 2012, a un anno esatto dalla competizione tra Michele Iorio e Paolo Di Laura Frattura, verrà discusso nel merito il ricorso presentato dai consiglieri regionali Vincenzo Niro, Franco Giorgio Marinelli e Lucio De Bernardo. Quello patrocinato dall’avvocato Giacomo Papa. Questo significa una sola cosa: che di fatto le elezioni regionali del Molise, qualora la sentenza del Tar che annulla le consultazioni del 2011 dovesse essere confermata, le elezioni non si svolgeranno in autunno. Non ce ne sarebbe materialmente il tempo.

Allora che succede in Molise nel 2013? Si va con molta probabilità, in primavera, verso “la giornata delle elezioni”.

Se la sentenza del Tar dovesse essere confermata infatti la Regione tornerà al voto. Ma con chi altro? Di certo si sa che il parlamento dovrà essere rinnovato. La scadenza naturale delle camere è fissata proprio alla primavera del 2013.

E non è tutto. In gioco ci sono anche le Comunali a Isernia, Venafro e in tutti gli altri comuni commissariati tra i quali spicca Vinchiaturo.

Se si entrerà alle urne per votare su tutte queste schede però lo dovrà stabilire soltanto il ministero degli Interni. Il quale potrebbe anche scegliere di dividere la tornata elettorale: una giornata per le politiche e l’altra per le amministrative.

Elezioni amministrative intese come regionali e comunali. Nella sostanza cambierebbe poco perchè chi si candida alla carica di governatore del Molise non potrà scegliere di conseguenza la via romana per la propria carriera politica. L’attuale presidente della Regione Michele Iorio e lo sfidante Paolo Di Laura Frattura saranno chiamati a una decisione ben precisa: o il Molise o Roma.

Così come i vari Gianfranco Vitagliano, Filoteo Di Sandro ed altri che potrebbero a questo punto decidere di lasciare palazzo Moffa per approdare a Roma. Ma questi scenari futuri sono tutti ancora da decifrare. La via è lunga e tortuosa e non mancheranno a questo punto numerosi colpi di scena.

Il primo della serie riguarda il Comune di Isernia: domani l’avvocato Spagnuolo Vigorita si presenterà davanti alla cancelleria del Tar Molise per presentare il ricorso contro le dimissioni dei 17 consiglieri comunali che di fatto hanno impedito a Ugo De Vivo di governare a Isernia. E contro la decisione della Prefettura pentra di commissariare Palazzo San Francesco. Il ricorso è firmato anche dall’avvocato Giovancarmine Mancini e voluto da cinque politici e venti cittadini elettori. Cosa accadrà anche qui è tutto ancora da vedere. Ancora una volta sarà la giustizia amministrativa a dire l’ultima parola. Una cosa è certa però: la politica quando entra nelle aule dei tribunali perde di valore. Viene di fatto commissariata.

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