SCENARIO MOLISE/ Partito in cerca d’autore. Il PD apre a Frattura e Fanelli.

di Pasquale Di Bello

Il Partito democratico, nella sua versione molisana, ha riunito la propria Assemblea regionale per procedere all’analisi del voto del 16 e 17 ottobre scorsi. Il risultato delle regionali del Molise non è stato lusinghiero, con un PD sceso sotto il 10% dei consensi. Un crollo dell’intera coalizione di centrosinistra a cui fa invece da contraltare il successo del suo candidato a presidente della Regione: Paolo Di Laura Frattura. Sono circa 15mila i voti che quest’ultimo ha aggiunto al raggruppamento che lo ha sostenuto. Verso Frattura e verso Micaela Fanelli, già candidata al vertice della provincia di Campobasso, il segretario regionale del PD, Danilo Leva, fa ponti d’oro. A loro e alla società civile il partito offre ampi spazi. Grande assente all’Assemblea, l’ex parlamentare Roberto Ruta che, col suo movimento Alternativ@, è accusato di aver svuotato il PD.

Paolo_Frattura_a_sinistra_e_Micaela_FanelliA due mesi dalle elezioni regionali del Molise, il Partito democratico ha finalmente proceduto all’analisi del voto. Danilo Leva, il segretario regionale, non si nasconde dietro a un dito: il risultato del PD è stato deludente, come del resto – questo è il pensiero del segretario – lo è stato quello di tutta la coalizione di centrosinistra. Un vincitore, però, c’è stato: Paolo Di Laura Frattura, candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, uomo d’impresa e con alle spalle un passato non propriamente rossodipinto. Ciò nonostante, Frattura ha aggiunto alla coalizione rossodipinta circa 15mila voti, tutti quelli che ha sottratto al suo competitore, il berlusconiano Michele Iorio giunto al terzo mandato al termine di una competizione elettorale che è al momento sub judice. Il 17 maggio 2012, come noto, il TAR Molise si pronuncerà sull’esito dei ricorsi elettorali presentati a fronte di presunte (al momento) ma verosimile irregolarità verificatesi tonto in sede di presentazione di liste e listini, sia in sede di scrutinio dei voti. Basta, per capirsi, citare un caso per tutti: quello del minorenne che viene ammesso al voto nella sezione n. 15 di Isernia. Insomma, una tornata elettorale psichedelica i cui effetti allucinogeni sono sotto gli occhi di tutti. Iorio governa, ma tra un anno andrà a casa quando la legge avrà fatto il suo corso e avrà certificato che sta dove sta col vestito di carta e il cappello di mollica: come Pinocchio, vincitore di una elezione bugiarda.

Detto questo, l’assemblea del PD – preceduta da una conferenza stampa del segretario Leva – non si è sviluppata senza colpi di scena. Partiamo da quelli positivi, legati all’entrata dello stesso Paolo Di Laura Frattura nel PD, insieme al sindaco di Riccia, l’ottima Micaela Fanelli già candidata lo scorso maggio alla presidenza della Provincia di Campobasso. Per ora si tratta di un corteggiamento al limite del fidanzamento, ma il convenire a nozze è un percorso a ben vedere già disegnato. Frattura e Fanelli siedo in aula e seguono diligentemente tutto il dibattito, ciò in attesa di una riflessione ulteriore prima di un eventuale tesseramento nel partito di Bersani. I due, indubbiamente, porterebbero al PD un cospicuo valore aggiunto, capace di recuperare il terreno (e i voti) perso dal partito rispetto al trend e alla media nazionale. Se in Italia i democratici sono al 30%, in Molise sono sotto al 10%: un po’ pochino per un partito che vuole conquistare la regione. E sul calo elettorale nessuno accampa scuse, a partire dal segretario Leva che – mal comune mezzo gaudio – nella debacle elettorale trascina anche Di Pietro e l’Idv. Tonino è stato in Molise per tutta la campagna elettorale, s’è girato paesi, monti e valli ma non è andato oltre un risicato 8%. Anche lui, in fondo, è andato maluccio. E allora, che fare? A questa domanda Leva arriva già risposto: il PD apre, anzi spalanca le porte alla società civile molisana. Massimo coinvolgimento e, con l’esclusione dell’Assemblea regionale e delle segreterie provinciali e regionale, azzeramento e ricostituzione di tutti gli organi di partito. Uno scossone non da poco se si considerano i mal di pancia interni al partito.

Critiche alla gestione Leva sono venute in particolare dal senatore Augusto Massa e dal segretario provinciale PD di Campobasso, Pietro Maio. Entrambi evocano il convitato di pietra dell’intera serata, Roberto Ruta, l’onorevole margheritino che ha drenato consensi ed eletti dal PD attraverso il suo movimento localistico Alternativ@. La questione, se fosse una scissione, sarebbe già risolta. Invece ci troviamo davanti ad un Ruta che mantiene l’iscrizione al PD, salvo poi costruirsi con Alternativ@, un’alternativa tutta personale. O dentro o fuori. Questo è il messaggio di Massa e Giorgio al segretario. E’ questa un’ambiguità che va risolta immediatamente, specie se si decide di aprire ulteriormente il partito a nuovi ingressi. E, in effetti, è una contraddizione questa da risolvere: non si può essere inclusivi al mattino per finire frazionisti la sera. La domanda, tuttavia, così com’è stata posta, così resta: senza risposta. Ruta non c’è, e si vede che non c’è. Il dibattito è monco e forse sarà anche per questo che Frattura e Fanelli non sciolgono la loro riserva. Vogliono entrare nel PD – probabilmente c’entreranno – ma senza fare da stampella a nessuno e, soprattutto, senza assumere il ruolo di tappabuchi di antiche falle.

Le grandi manovre, insomma, sono aperte e queste tendono tutte a due appuntamenti: le prossime regionali (che all’esito dei ricorsi potrebbero essere fissate a novembre) e le elezioni politiche del 2013.

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