SCENARIO MOLISE/ Le nevrosi del centrodestra, Vitagliano e i suoi lacchè, il doppio gioco dei più furbi: è il Far West

Mentre nel centrodestra locale continuano a suonarsele di santa ragione, come nei migliori saloon del Far West, nel centrosinistra vivono uno strano immobilismo, nell’attesa che il buon dio lanci loro un segnale e suggerisca il da farsi. In questo contesto il Movimento 5 Stelle, che a livello nazionale attraversa una fase di forti scossoni, in Molise mantiene una linea di sobrietà e coerenza con il programma politico presentato agli elettori. Niente di eclatante, per carità, ma tra i due litiganti… E il Presidente Iorio? Appollaiato alla finestra, insieme al fido Patriciello, osserva l’ormai ex braccio destro Vitagliano diventare strumento inconsapevole di un gioco più grande di lui. L’Assessore bassomolisano, mal consigliato dai suoi lacchè, ha ormai perso la verve democristiana che lo caratterizzava ed è finito, suo malgrado, nei panni di un imbonitore sguaiato che nessuno sta più a sentire.

di Andrea Succi

far_west_moliseFAR WEST – Due sono i fronti aperti e roventi della guerra intestina interna al Pdl: il disastrato bassomolise, su cui regna da oltre dieci anni l’attuale assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano, ex braccio destro di Michele Iorio e suo fido scudiero dal 2000 all’altro ieri; e la provincia di Isernia, impero della famiglia Iorio, messo in discussione dalle mire di Filoteo Di Sandro, attuale (e inutile, visto il commissariamento) assessore alla Sanità, e dal redivivo europarlamentare Aldo Patriciello, che farebbe di tutto pur di agguantare la Presidenza della Regione – anche per interposta persona – persino allearsi con l’amico/nemico Michele Iorio.

Un caos istituzionale che sta disgustando gli elettori pidiellini, fin troppo abituati a schemi di partito verticistici, dove uno solo è al comando e tutti gli altri abbozzano. Ora che l’impero sta crollando e i vari peones provano ad alzare quella testa tenuta bassa fino ad oggi ecco che si crea una situazione parallela a quella del centrosinistra, dove tutti vogliono comandare e alla fine vincono gli altri.

VITAGLIANO E I SUOI LACCHÈ – Gianfranco Vitagliano, l’uomo che da Richelieu del Re si è via via trasformato in spina nel fianco, ha iniziato una sua guerra personale contro i vertici del partito, Presidente Iorio e Senatore Di Giacomo in testa, e ora ne sta pagando le conseguenze. Mal consigliato dai suoi lacchè, che di strategia non hanno mai capito un’acca, soprattutto se messi sotto pressione, Vitagliano prende sberle e ceffoni un giorno sì e l’altro pure, fermo restando che non è certo uno che sta a guardare. “Le guance sono solo due e abbiamo una sola faccia!” ha urlato pochi giorni fa sul suo profilo Facebook.

Perché? Semplice: qualche settimana fa c’è stato il Congresso Provinciale del Pdl campobassano e Vitagliano, che voleva presentare un suo candidato e una sua lista è stato costretto ad abbozzare sul candidato unico. Seppur dovendo ingoiare l’amaro rospo della vittoria di Gianluigi Lepore, uomo sponsorizzato dal duo Iorio-Di Giacomo, Vitagliano ha risposto per le rime e non si è nemmeno presentato al Congresso, ritenendolo evento privo di democrazia.

E ancora: solo pochi giorni fa è stato rieletto il Presidente del Cosib, il Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Valle del Biferno, ente pressoché inutile da un punto di vista dello sviluppo in quanto tale, tant’è vero che il bassomolise vive una crisi economica nera, ma pur sempre poltrona ambita nello scacchiere politico regionale. Quanti più uomini si riescono a piazzare nella miriade di enti locali, tanto più si accresce il potere personale e politico.

La riconferma alla Presidenza di Luigi Mascio, sindaco pidiellino di Portocannone, è stata conseguenza di un conflitto politico che lascerà il segno. Il Senatore Di Giacomo, sostenuto dai vertici regionali, ha di fatto impedito che la città più importante del Cosib, Termoli, potesse correre per la poltrona presidenziale. La stessa Termoli dove il “nemico” Vitagliano ha ottenuto oltre il 20% dei consensi nelle elezioni regionali di ottobre 2011.

Non che cambi poi molto, perché il Presidente Mascio è pur sempre un uomo molto vicino a Vitagliano, che proprio nel comune di Portocannone è risultato essere di gran lunga il più votato nelle scorse regionali. Ma si tratta di una questione di principio: Vitagliano è stato gabbato proprio a casa sua.

Nella nota postata su Facebook parla di “fuoco amico”, rivendica sincerità e lealtà, persino “apertura al confronto democratico”, non come altri, le cui “manine” stanno conducendo il partito verso “il precipizio”. Sembra cascato ieri dalla culla, l’Assessore basso molisano, perché risulta davvero difficile da credere che non si sia mai accorto, in dieci anni di berlusconiana militanza, in quale nido di serpi si era cacciato. E ora che si è stancato, per interesse sia chiaro, inizia a fare il puritano? Credibilità ai minimi storici.

PATRICIELLO IN STILE “IENA” – Non ce ne voglia l’europarlamentare pidiellino Aldo Patriciello se utilizziamo la metafora della iena per spiegare quanto sta accadendo nella provincia di Isernia, altro fronte caldissimo per le sorti del centrodestra molisano. Secondo Wikipedia le iene hanno “un olfatto sviluppatissimo, riescono a percepire la presenza di una carogna o di sangue fresco a centinaia di metri di distanza e sono inoltre abilissime a osservare il volo degli avvoltoi per individuare le carcasse d’animali morti.

E l’olfatto di Patriciello, animale politico di tutto rispetto, gli ha fatto intendere che se vuole la Presidenza della Regione, per lui direttamente o per il cognato Mario Pietracupa, attuale Presidente del Consiglio Regionale, deve stare ancora dalla parte di Iorio e “bruciare” – politicamente parlando – gli avversari interni che potrebbero sbarragli la strada. Tra questi proprio Gianfranco Vitagliano, che con la strategia consigliata dai suoi lacchè si sta auto-eliminando da solo, e Filoteo Di Sandro, l’inutile assessore alla sanità molisana (inutile, stante il commissariamento in materia), originario della provincia pentra e dissidente all’interno del partito di maggioranza.

Per dirne una, al Congresso Provinciale, sponda Isernia, a differenza di Vitagliano, Di Sandro è riuscito a presentare – contro il duo Iorio/Di Giacomo –  un suo candidato e una sua lista e non l’ha spuntata per una manciata di voti. Chi è corso in aiuto di Iorio? Chi ha sentito, lontano un miglio, odore di sangue (politicamente) fresco? Chi ha osservato il volo degli avvoltoi, vedi ex sodali di Iorio, per individuare la carcassa di un politico (quasi) finito? Aldo Patriciello, ça va sans dire.  

Che prima ha giocato d’astuzia con Vitagliano, facendogli credere chissà cosa, una sorta di “vai avanti tu che a me vien da ridere”, e poi lo ha gabbato (e sono due) sposando ancora una volta la causa di Michele Iorio. Tanto è vero che sia al congresso campobassano, dove Patriciello si è materializzato in compagnia di Iorio, sia in quello isernino, il suo apporto – tutt’altro che disinteressato – è stato decisivo per permettere al Presidente di far eleggere i candidati di sua nomina.

DOPPIO GIOCO – Se Patriciello è tornato ad essere indispensabile per la stabilità ioriana del Pdl, Filoteo Di Sandro, assessore con ottime entrature vaticane, che nelle ultime regionali è risultato in assoluto il candidato più eletto nella circoscrizione di Isernia, dopo la vittoria sfiorata al congresso ha acquisito ancora più potere. E le sue decisioni risulteranno fondamentali per far vincere o meno Rosetta Iorio, la sorella del Presidente, nella corsa a sindaco di Isernia (6-7 maggio), dove ancora una volta il centrodestra mostra tutte le sue crepe. A contrastare l’ascesa della Grande Sorella c’è infatti Raffaele Mauro, ex Presidente della Provincia pentra in quota Pdl, ora tornato tra le braccia dei finiani e de La Destra.

Anche in questa operazione ci sarebbe la longa manus di Gianfranco Vitagliano, che sogna la sconfitta di Iorio a occhi aperti, e vorrebbe piazzare come coordinatore di Fli il “suo” Nicola Cesare, presidente del Termoli calcio e imprenditore dell’istituto di sondaggi Digis (sempre molto utili in politica…). Tutto dipenderà dai diktat che imporranno Patriciello da una parte e Di Sandro dall’altra. Se decideranno, entrambi, di appoggiare Rosetta Iorio, Vitagliano subirà l’ennesima sberla, altrimenti piazzerà il colpo ad effetto di conquistare la casa-madre del “nemico” Iorio. 

Sensazioni? I bene informati raccontano che quasi sicuramente l’assessore bassomolisano verrà gabbato ancora una volta, gli si è fatto credere della possibilità di scaricare Iorio a Isernia per mandarlo allo sbaraglio, “bruciarlo” e liberarsi di un potenziale nemico. Probabilmente questa è l’operazione fatta da Di Sandro e Patriciello, che in un colpo solo si disfano di un avversario pericoloso e acquistano il potere, immenso, di determinare le sorti della famiglia Iorio. Mai successo fino ad ora.

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