SCENARIO MOLISE/ L’apertura all’Udc e le “fratture” nel centrosinistra

La dichiarazione di Danilo Leva che apre all’Udc ha provocato un maremoto all’interno delle forze politiche regionali. Sel e Idv sbattono la porta in faccia al partito di Teresio Di Pietro. Mentre Massimo Romano, specificando di non volersi alleare con Iorio, si candida a costruire un nuovo modello di sinistra in Molise. E il Pd? In caso l’Udc si sganciasse dal Pdl sarebbe il vero e proprio ago della bilancia in vista di prossime elezioni regionali. Altro problema per i moderati sembra il nome di Paolo Frattura a candidato presidente.

di Viviana Pizzi

Consiglio_regionale_950Governo di larghe intese no, accordi in consiglio regionale per la modifica della legge elettorale sì. Sembra essere questo il motto del centrosinistra di fine agosto. Ma il quadro politico non è così netto come sembra, non tutti la pensano così. Le posizioni dei partiti sono singole e tra loro diverse. Pronti a qualsiasi tipo di quadro politico in vista delle possibili elezioni regionali del Molise, che potrebbero anche svolgersi a gennaio 2013 (sempre che il Consiglio di Stato confermi l’annullamento delle consultazioni del 2011).

Chi chiude a tutte le ipotesi di collaborazione con lo schieramento avversario è Candido Paglione, segretario regionale di Sinistra Ecologia e Libertà.Dico no al governo di larghe intese – ha esordito –, non si può pensare a nessun tipo di accordo con chi in questi ultimi dieci anni ha distrutto il Molise intero (il governo Iorio, ndr). Nemmeno la possibilità di incontro per la riforma della legge elettorale. Dal 2001 al 2006 sono stato presidente della Commissione per l’autoriforma e ho capito che nessuno voleva cambiare alcunché”. Anche su possibili alleanze elettorali con l’Udc Paglione è abbastanza scettico. “Non vorrei scendere a patti con chi fino a ieri ha governato con Michele Iorio – ha sottolineato Paglione –m, questo significherebbe farlo con lo stesso presidente della Regione. Poi anche a livello nazionale il Partito democratico nella persona di Pierluigi Bersani ha specificato di preferire Vendola a Casini. Sono convinto dell’inopportunità di questa apertura”.

Leggermente diversa la posizione dell’Italia dei Valori, riferitaci dal segretario regionale Pierpaolo Nagni. “Sulle larghe intese non siamo affatto d’accordo – ha spiegato –, non siamo assolutamente disposti al governissimo con Michele Iorio. Non ci sono i presupposti per metterlo in campo. Siamo invece disposti a discutere di legge elettorale qualora si parli di esclusione del listino dalle elezioni e di riduzione dei consiglieri regionali da trenta a venti”. Come il segretario regionale di Sel, anche quello dell’Italia dei Valori dice un no convinto all’alleanza con l’Udc. “Questo partito in Molise è rappresentato da Michele Iorio. Non si può pensare di accordarci con il nemico. La nostra voglia di cambiare le cose cozza con i valori dell’Udc. Non posso immaginare una regione con Chieffo, Iorio e Vitagliano che sono stati il male di questa regione”.

 

Ma cosa ne pensa il Partito democratico? Certo, la posizione del segretario Leva è abbastanza diversa da quella degli alleati della vecchia foto di Vasto 2011.  “Dico no al governo di larghe intese – ha sottolineato Leva – ma sulla legge elettorale sono disposto a parlare con il governo regionale per il bene del Molise”. Ma è l’apertura all’Udc che potrebbe creare qualche problema all’interno del centrosinistra molisano. “Sono favorevole al dialogo – ha dichiarato Leva –, quello che accade a livello nazionale non può lasciarci indifferenti. Quanto accaduto a livello regionale e al Comune di Isernia ci dice che dobbiamo aprire ad altre forze per vincere le elezioni regionali. E soprattutto non si può immaginare un centrosinistra senza Massimo Romano”.

E la posizione di Costruire Democrazia?Ho apprezzato la dichiarazione di Leva – dice il segretario regionale Massimo Romano –, che riconosce i meriti di Costruire democrazia. Il movimento lavora a una coalizione sui programmi e con persone coerenti con quelle idee programmatiche, piuttosto che a ragionare su sigle di partito. Apprezzo la dichiarazione di Bersani, che invita Casini a lavorare sul fronte dei moderati. È  opportuno che ci sia, per converso, qualcuno che lavori a costruire il fronte della sinistra. Costruire Democrazia si candida a farlo. Mi auguro che anche in Molise l’Udc si sganci dal Pdl e da  Iorio e cominci a costruire un fronte dei moderati che, ovviamente, è incompatibile con Iorio stesso”. Sul nome di Frattura Romano non torna indietro e dice no alla sua candidatura a presidente della Giunta regionale.

Dal canto suo l’Udc sostiene di non voler lasciare l’alleanza con Iorio. Ma fino al 16 ottobre, data della pronuncia del Consiglio di Stato sulle elezioni del 2011, la strada è ancora lunga. Udc e Costruire democrazia hanno più punti in comune di quanto può sembrare: il no a Frattura presidente e la volontà di costruire nuove alleanze. Dall’altra parte Idv e Sel sono compatte nel non volere il partito di Teresio Di Pietro tra gli alleati di coalizione. Quali gli aghi della bilancia del nuovo scenario politico del centrosinistra? L’unità sembra essere davvero una chimera.  Se l’Udc volesse restare con Iorio, si arriverebbe a una foto di Vasto da una parte (Pd, Idv e Sel) e dall’altra ci sarebbe Costruire Democrazia.

Ma che cosa potrebbe avvenire se l’Udc dovesse seguire i dettami nazionali e lasciare il Pdl? Si potrebbero creare nuove alleanze. Idv, Sel e lil resto della sinistra insieme con Frattura al vertice della coalizione. Udc e Costruire Democrazia potrebbero volere una nuova casa dei moderati. Determinante il Pd, che a quel punto dovrebbe scegliere con chi stare. Chi dovrebbe essere il candidato presidente dei centristi sarebbe ancora da vedere. Non certamente Michele Iorio, come qualcuno vocifera, ma una figura in grado di rappresentare la sintesi della costruenda alleanza. Nomi? È presto, troppo presto.

Il modello francese di Hollande è lontano anni luce dall’Italia. Lì intanto lo spread e la crisi stanno pian piano regredendo. Dimostrando che tassare la casta è possibile. E a Roma? Tutto cambia (da Berlusconi a Monti) ma tutto resta uguale.

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