SCENARIO MOLISE/ Iorio ricandidato e le (possibili) spaccature del centrosinistra

Finita l’euforia per la vittoria al Consiglio di Stato per i politici molisani, trascorse le festività di halloween e di Tutti i Santi verrà l’ora di rimettersi al lavoro per decidere gli schieramenti politici che dovranno prendere parte alle prossime elezioni.

 

di Viviana Pizzi

FRATTURA_VS_IORIO_ELEZIONI_ANNULLATEIn queste ore il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri ha ricordato che per il Molise la prima data utile (come per Lombardia e Lazio) è il 27 gennaio.  Con molta probabilità però l’election day si terrà in un giorno successivo perché proprio in quella data si celebra la giornata della memoria.  Prima si vota è meglio è, su questo ormai sono d’accordo tutti: dal centrodestra di Michele Iorio al centrosinistra di Paolo di Laura Frattura. Come farlo e come verranno costruite le alleanze? Su questo c’è molto da discutere ancora e probabilmente i giochi si chiuderanno dopo Natale a presentazione delle liste effettuata.

 

QUI CENTRODESTRA: IORIO CANDIDATO PRESIDENTE E IL CASO UDC

Nel centrodestra non ci sono dubbi: Michele Iorio sarà il candidato presidente della coalizione che in lui si rispecchierà ancora. Con lui ci saranno quasi sicuramente tutti i simboli che lo hanno appoggiato anche il 16 e 17 ottobre: Pdl, Adc, Progetto Molise, Molise Civile, Udeur e Grande Sud. L’assessore alla programmazione Gianfranco Vitagliano, che proprio col presidente Iorio ultimamente non ha intrattenuto grandissimi rapporti, parrebbe orientato verso la candidatura alla Camera dei Deputati.

Uno solo resta l’interrogativo e si chiama Unione di Centro: è stato infatti lo stesso segretario regionale Teresio Di Pietro a lasciar intendere un’apertura bipartisan, sia a destra che a sinistra. In pratica a seconda di quello che si deciderà per le alleanze alle elezioni politiche di primavera. Peccato che in Molise, lo ha assicurato lo stesso ministro degli Interni, si voterà almeno con due mesi di anticipo. La sua indecisione è ormai ben nota a tutti, per questo motivo ha pure commentato con sdegno la sentenza del Consiglio di Stato che lo costringe a fare una scelta: o con Iorio o senza Iorio. Anche per l’Udc molisana, da sempre parte del sistema di governo di Michele Iorio, è tempo di decidere cosa fare. E questa volta, da indiscrezioni emerge, i vertici romani potrebbero essere poco tolleranti verso chi non seguirà la linea nazionale del partito.


QUI CENTROSINISTRA: L’ALLEANZA CON TERESIO DI PIETRO E LO STRAPPO CON ROMANO

Lo stesso giorno in cui il Consiglio di Stato ha deciso di annullare definitivamente le elezioni regionali molisane in Sicilia l’alleanza Pd- Udc vinceva la partita per la presidenza dell’Ars palermitana. Un risultato che non ha potuto non portare ad alcune riflessioni.

Di certo si sa che i vertici piddini (da Roberto Ruta a Danilo Leva) faranno di tutto per allargare al massimo la coalizione elettorale che andrà a scontrarsi con quella di Michele Iorio. Per farlo sono disposti anche a guardare all’Udc di Teresio Di Pietro perché il loro unico obiettivo resta “sconfiggere l’attuale sistema e sbarazzarsi dell’attuale governatore del Molise”.

Una mossa, quella del Pd, che però potrebbe frantumare ulteriormente la coalizione di centrosinistra: infatti gli elettori dell’Idv, di Sinistra Ecologia e Libertà insieme alle frange dell’estrema sinistra non sono affatto d’accordo con l’ingresso in scena dell’Udc proprio perché rappresenta quel partito che fino a oggi è ancora ancorato all’alleanza con Michele Iorio e che ha avuto suoi rappresentanti nelle giunte dell’ormai ex governatore. Voler imporre a tutti i costi un’alleanza con l’Udc potrebbe portarci davanti proprio allo stesso scenario che abbiamo visto in Sicilia: Pd e Udc da un lato e Idv-Sel- Federazione della Sinistra dall’altro.  Con candidati presidenti da scegliere.

Con numeri ben diversi però: stando alle elezioni del 2011 il Pd insieme ad Alternativa hanno raggiunto il 15% ma l’Udc si fermò al 6,5%. Tutto questo vuol dire che il Molise non è la Sicilia, l’Udc lì si è attestato sino al 12,5%.

Allo stesso tempo se i partiti di Giovanna Marano in Sicilia hanno raggiunto tutti insieme il 6,50% lo stesso non fu in Molise lo scorso anno. Infatti l’Idv da sola arrivò all’8,5%, Sel raggiunse il 3,22% senza dimenticare il 2% di Rifondazione Comunista. Numeri che sono il doppio di quelli siciliani. Un parallelo risulta quindi quasi impossibile da farsi.

I problemi del centrosinistra tuttavia non finiscono qui: Massimo Romano, che lo scorso anno aveva sostenuto il centrosinistra, ha apertamente dichiarato che “con Frattura non cambierà il Molise”. Si riuscirà a ricomporre questo strappo? Ancora una volta il Pd ha dichiarato di voler provarci, di voler sapere cosa chiede Romano e tentare di riunire la coalizione.

 

PRIMARIE SI PRIMARIE NO: IL  DUBBIO AMLETICO DEL CENTROSINISTRA

Le intenzioni del leader di Costruire Democrazia potrebbero però già essere state svelate da un recente alleato, il consigliere regionale di Sel Filippo Monaco che chiede a gran voce il ritorno alle primarie. Non sarà certo facile accontentarlo per due ordini di motivi. La prima è che il suo partito lo avrebbe già sconfessato sostenendo la candidatura a presidente di Paolo di Laura Frattura insieme all’Idv e la seconda riguarda la quasi impossibilità a organizzare la competizione. I comitati sono ora a lavoro per le primarie nazionali, che si svolgeranno il 25 novembre e potrebbero vedere gli elettori nuovamente alle urne dopo quindici giorni qualora tra Bersani, Renzi, Vendola e Nencini nessuno superi il 50% più uno dei voti. Quando votare allora? La prima domenica di dicembre potrebbe essere la prima data utile ma tutti i partiti del centrosinistra sembrano quasi essere convinti che non ci sia il tempo di farle visto che si sceglierà il nuovo consiglio regionale a febbraio. In tal caso la scelta sarebbe obbligata e sostenuta dal popolo di centrosinistra: candidato presidente Paolo Di Laura Frattura.

Il quale, va ricordato, aveva ridotto di sole 948 lunghezze la differenza di voti con Michele Iorio e che forse, senza Molise Civile e Udc escluse di fatto dal Consiglio Di Stato, avrebbe anche potuto vincere le elezioni del 2011. Nel 2001 l’ormai ex presidente della Regione sconfisse Giovanni Di Stasi con un distacco di 33mila preferenze, nel 2006 lo stesso Iorio si impose su Roberto Ruta per sedicimila voti. Numeri che andrebbero presi in considerazione prima di effettuare qualsiasi riflessione in materia.

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