SCENARIO MOLISE/ Il vetriolo, l’abusivo e il vincitore morale. Il centrosinistra? Da rottamare…

di Alessandro Corroppoli

Il clima politico si arroventa ogni giorno che passa e la tensione sociale di conseguenza aumenta: questo post voto si sta confermando molto più interessante di una campagna elettorale all’insegna del trash dove il rifiuto del confronto e la conseguente mancanza di esposizione programmatica l’ha fatta da padrone. Le ultime settimane sono state inquinate da querele ad personam e da analisi superficiali sul risultato elettorale, specie a sinistra, dove a prescindere da chi sarà proclamato il voto, ha segnato uno spartiacque tangibile: Michele Iorio è il vero sconfitto e Paolo Di Laura Frattura il vincitore morale (e non solo).

fuori-dalle-elezioni1Con molta probabilità verrà annunciato ufficialmente per la terza volta consecutiva Governatore della regione Molise Michele Iorio l’unico commissario (alla sanità e alla ricostruzione) plurindagato che tra qualche settimana, quando terminerà l’iter parlamentare, in base  al decreto“premi e sanzioni” verrà dichiarato incandidabile e di conseguenza ineleggibile e moralmente un Presidente abusivo.

Comunque sia sarà per la terza volta Iorio che dovrà fare i conti economici e politici dei molisani e con la sua maggioranza di palazzo che difficilmente chinerà la testa ai voleri del capo anzi in molti casi sarà il contrario, come già alludono i vari Vitagliano, Perrella e Chieffo solo per citarne alcuni.

Chi dovrà tenere conto delle difficoltà di questa maggioranza relativa dovrà essere il centrosinistra e in particolar modo Paolo Di Laura Frattura, al quale bisogna dare il merito di essere stato il valore aggiunto della coalizione se non addirittura l’asse portante della stessa, a cui però si pone un problema di carattere generale. In una regione dove il limite della pazienza e voglia di cambiamento sono maggioranza sul territorio l’interrogativo è: in che modo si può rendere spendibile e produttiva “l’anomalia” costituita dalla qualità del consenso ricevuto e che ancora va rafforzandosi intorno alla figura di Paolo Di Laura Frattura?

Certamente non attraverso le solite, comprensibili ma non più accettabili, chiusure a riccio e dichiarazioni dai toni aspri che stanno contraddistinguendo questo post voto a sinistra: gli argomenti messi in campo – ex forza Italia e vincitore di primarie falsate – non paiono arrestare una parabola che porta in se un segno tangibile di novità. Il paradosso risiede proprio nella soluzione innovativa che la figura di Frattura ha portato con : tanto più Frattura è stato e viene sminuito quanto più Frattura ha cementato e costruito consenso attorno a sè e i 14 punti percentuale in più  rispetto ai partiti della coalizione stanno lì a testimoniarlo.

Ed è in virtù di questo dato che i partiti, i vertici dei partiti del centrosinistra, dovrebbero interrogarsi sul perché del successo di Frattura e soprattutto della loro incapacità di reggerne il confronto; invece ad oggi abbiamo solo vacue giustificazioni che più vengono urlate, vedi Astore e D’Ascanio, più assomigliano all’anticamera di una resa, di una sconfitta, la loro, sotto tutti i punti di vista: programmatica, strategica, politica e generazionale.

La figura di Frattura potrebbe rappresentare una soluzione, in parte lo è già stata, ad un antico problema del centrosinistra in tutte le sue ultime versioni ( Ulivo – Unione) perché è l’uomo che è riuscito a scompaginare ed a raccogliere consensi in una parte di elettorato che mai avrebbe votato, e mai lo farebbe, un candidato presidente “puro” di sinistra.  Non è un caso che l’ex presidente di Unioncamere sia più amato fuori dal centrosinistra che all’interno, ricordando un pò la vicenda di questi giorni di Matteo Renzi a livello nazionale e, se si vuole uscire dai confini nazionali, di Tony Blair, amato più fuori che dentro il Labour Party.

Ed allora per tornare all’interrogativo di cui sopra la risposta potrebbe essere proprio la rottamazione di un centrosinistra regionale che non fa più nulla per interagire con il popolo molisano, fermando la propria azione politico sociale a via IV Novembre. Ben vengono allora i Frattura e tutti quegli uomini che possano dare una svolta e una ventata di freschezza ad un apparato comatoso e lagnoso che chiede solamente che qualcuno gli stacchi la spina.

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