SCENARIO MOLISE/ Il maggio nero del Governatore. Ma ha vinto il centrosinistra o ha perso la famiglia Iorio?

Ieri mattina c’è stata la proclamazione a Palazzo San Francesco (Isernia) di Ugo De Vivo. All’inizio della prossima settimana verranno rese note le motivazioni che hanno indotto il Tar del Molise ad annullare le consultazioni dello scorso ottobre. In mezzo, sabato 26 maggio, sapremo se Michele Iorio e Gianfranco Vitagliano, conosciuti nell’ambiente come CIPE e CIOP, saranno condannati o meno nel processo sullo scandalo della Turbogas di Termoli. Potrebbe essere il colpo del ko. Ma intanto il centrosinistra? Sarà in grado anche solo per un momento di non pestarsi i piedi e approcciare un bozza di governo alternativo?

 

di Alessandro Corroppoli

FRATTURA_VS_IORIO_ELEZIONI_ANNULLATE

In questo momento tutto sembra girare a favore del centrosinistra (dato che da un po’ di tempo a questa parte non  si ode più il frinire dei grillini): la sentenza del Tar prima e la vittoria di Ugo De Vivo in quel di Isernia poi. Tutti segnali positivi. Tutti messaggi che lasciano presagire ad un futuro amministrativo di colore diverso per il Molise. Ma tutta questa positività, da sola, può bastare per ribaltare in maniera netta e definitiva le forze in campo?

A sentire i commenti, non tanto più così a caldo ormai, sembrerebbe di sì: “E’ finito un ciclo e se ne è aperto un altro”, dice qualcuno; “è caduto l’ultimo baluardo del centrodestra”, aggiunge un altro; ”abbiamo raccolto la voglia di cambiamento dei cittadini”, chiosa un altro ancora. Tutto giusto. Ma nessuno che abbia cinguettato un’analisi un tantino più realistica.

Tralasciando per un attimo la prima parziale vittoria legale, analizziamo il voto della città pentra. Due sono i dati da prendere in esame. Il primo relativo al dato dei votanti. L’affluenza, in questo turno di ballottaggio, è stata molto bassa. Il secondo aspetto è il numero di consiglieri eletti in seno al consiglio comunale: su trentuno, ventuno appartengono al centrodestra. Un centrodestra diviso, d’accordo, ma chi potrebbe impedire una réunion d’intenti nell’eventualità in cui Rosa Iorio dovesse davvero dimettersi?

Perché il problema del centrodestra è stato l’imposizione di Rosa Iorio da parte del fratello Michele e in più in generale del suo staff. Ora, se il fiore di casa Iorio dovesse optare per il ritiro a vita privata verrebbero a mancare i presupposti delle divisioni e delle lacerazioni di questi mesi. Cosa frenerebbe al nuovo centrodestra creatosi a Palazzo San Francesco di mandare a casa Ugo De Vivo nel giro di qualche mese e riproporsi unito in divenire? Tutto, nel bene o nel male, ruota attorno a Iorio.

Stesso scenario si potrebbe riproporre a livello regionale dove, aldilà delle scaramucce ufficiali di questi giorni (come l’accusa di silenzio che il Governatore rivolge ai suoi in queste ore), la gara per  la successione e la sostituzione di Michele Iorio è già partita da tempo.

E in tutto questo il centrosinistra cosa fa?

Ovviamente si gode le vittorie di questi ultimi giorni. Ma allo stesso tempo sfugge, ora che ne avrebbe il tempo, ad una analisi complessiva del nuovo quadro politico. Sia lo scorso ottobre, sia a maggio di quest’anno, infatti, a vincere sono stati i frontman della coalizione, non la coalizione. I partiti del centrosinistra vivono un fase involutiva di consensi. Gli unici che si salvano in questa pozzanghera elettorale sono gli eletti o quegli uomini che hanno cariche all’interno dello stesso. Perché? Perché i primi hanno in mano il denaro per fare campagna elettorale durante tutto l’anno. I secondi perché magari attraverso le tessere di partito che controllano  riescono anche ad indirizzare le preferenze durante le consultazioni.

Ma soprattutto non tengono conto del dato più importante che è quello dell’affluenza. Quasi il 50% dei molisani si rifiuta di andare al voto. Chi ha scelto, chi ha determinato la vittoria o la sconfitta dei maggiori candidati,  in queste due tornate elettorali  prese in esame, sono stati i bastian contrari di partito. Prima hanno votato contro Michele Iorio, poi contro Rosa Iorio. Ma per le possibilità che offre il voto disgiunto hanno confermato la loro appartenenza al centrodestra. Altro che voglia di cambiamento. E allora si torna al quesito di partenza: ha vinto il centrosinistra oppure ha perso la famiglia Iorio?

Ma soprattutto come recuperare quella percentuale di astensionismo che è maggioranza in regione? Una soluzione sarebbe quella di coinvolgere con liste civiche scollegate da qualsivoglia partito. Si rischierebbe di lasciare molti attuali big fuori dalla porta del Consiglio regionale; di contro però darebbero un contributo fattivo a costruire un’alternativa di governo partendo davvero dal basso, dalle esigenze dei cittadini. Sarà in grado di fare questo Paolo Frattura e liberarsi dai soliti schemi di Palazzo (già in atto) che ormai sanno di Muffa?

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.