SCENARIO MOLISE/ Elezioni regionali: tra Fratture e riconciliazioni possibili, ecco il quadro molisano

Cos’è il Molise politico del dopo 13 luglio 2012, giorno in cui il Consiglio Di Stato ha deciso di entrare nel merito dei ricorsi contro la sentenza del Tar il 16 ottobre? Un cristallo dalle mille facce. Una per ogni ipotesi di scheda elettorale che i cittadini si potrebbero trovare tra le mani se e quando torneranno al voto per l’undicesima legislatura. Noi abbiamo tenuto conto di tre importanti macrovariabili: la data delle elezioni (autunno o primavera) le spaccature presenti all’interno delle coalizioni (centrodestra e centrosinistra) e la possibilità di arrivare alle primarie. Ecco cosa ne è venuto fuori…

di Viviana Pizzi

croupier_poker_scenari_politici_moliseArchiviata la rinuncia alla sospensiva da parte del centrodestra della sentenza che ha annullato le elezioni regionali del 2011 è ora di cominciare a pensare al futuro del Molise. E quali saranno gli scenari che si potrebbero verificare? Ormai moltissimi. Sembra di trovarsi davanti a un cristallo dalle mille facce.


ACCOGLIMENTO DEL RICORSO DEL CENTRODESTRA

Il primo scenario, anche se a questo punto sembra essere il più improbabile, è quello che il 16 ottobre, quando i giudici entreranno nel merito dei quattro ricorsi del centrodestra, si ribalti la sentenza del Tar e tutto resti così com’è, portando a conclusione naturale la decima legislatura, quella in mano al presidente della Regione Michele Iorio, che vincerebbe in maniera definitiva per 948 voti su Paolo di Laura Frattura.

 

SI TORNA AL VOTO

C’è la possibilità, concreta, che una volta entrati nel merito dei ricorsi si torni al voto perché la sentenza del Tar diventa definitiva: le elezioni regionali del 2011 verrebbero annullate. In questo caso gli scenari si moltiplicano e le variabili che entrano in gioco modificano le prospettive come se nulla fosse.


QUANDO SI TORNA AL VOTO

Il primo aspetto da considerare, a quel punto, è il timing: quando si torna al voto? E anche qui ci sono due scuole di pensiero: la prima è quella proposta dal centrosinistra, che pensa di potercela fare anche per novembre; il centrodestra è invece convinto di riuscire a tirare avanti con l’ordinaria amministrazione fino alla prossima primavera. Per il Molise sarebbe certamente meglio votare a novembre, perché vivere quasi un anno con un consiglio regionale bloccato e pilotato soltanto per provvedimenti urgenti sarebbe devastante come un vero e proprio commissariamento.


ELEZIONI IN AUTUNNO

Ma cosa succederebbe se si votasse a novembre? Di certo c’è solto un aspetto: non ci sarebbe il tempo per organizzare le primarie né per il centrosinistra né per il centrodestra. Il candidato presidente dovrebbe essere scelto quindi dai partiti e non dal popolo. Fermo restando che i dissidi e i malumori serpeggianti all’interno delle due coalizioni più rappresentative (almeno fino ad oggi) possono determinare l’esito finale del voto. Come?

Centrosinistra diviso: quattro candidati alla presidenza regionale

La prima ipotesi è questa: Michele Iorio candidato del centrodestra, Paolo Di Laura Frattura in rappresentanza della foto di Vasto (Pd- Idv e Sel) aperta anche ad altre forze moderate, Costruire Democrazia con Massimo Romano o Nicola Magrone e l’outsider Antonio Federico (che forse tanto outsider non è)in rappresentanza del il Movimento Cinque Stelle. 

Il teatrino si dimostra tale, scoppia la pace: tre candidati alla presidenza regionale

Paolo Di Laura Frattura farà di tutto per tentare la riunione della coalizione. E quindi un’altro scenario, stavolta più semplice, è questo: tre candidati presidente – Michele Iorio, Paolo Di Laura Frattura e Antonio Federico – a giocarsi la partita, com’è stato nelle regionali 2011.

Centrodestra diviso: e tornano ad essere quattro candidati alla presidenza regionale

Di certo non dimentichiamo l’evento e (l’effetto) di Piana dei Mulini. Lì il centrodestra si è mostrato spaccato. Accanto a Iorio mancavano Gianfranco Vitagliano e Ulisse Di Giacomo, i due riconosciuti dal 2001 ad oggi come braccio destro e sinistro del Presidente. Il che potrebbe significare che la spaccatura da mediatica si trasforma in elettorale. Lo scenario si ricompone di quattro candidati: Paolo Frattura per il centrosinistra, Michele Iorio con un simbolo nuovo e con la sua gente, Gianfranco Vitagliano, Di Giacomo o altri con i partiti tradizionali e Antonio Federico del Movimento Cinque Stelle.

Le divisioni sono insanabili da entrambe le parti: corsa a cinque

Potrebbe anche accadere, siamo sempre nel campo delle ipotesi, che sia il centrodestra che il centrosinistra non riescano a ricomporre le loro fratture. E allora ci troveremmo davanti a una possibile corsa a cinque: Paolo Di Laura Frattura per il centrosinistra, Massimo Romano o Nicola Magrone per l’area di Costruire Democrazia, Michele Iorio con un suo simbolo, Gianfranco Vitagliano Gianfranco Vitagliano, Di Giacomo o altri con il centrodestra ufficiale (quello dei partiti) e l’outsider Antonio Federico.


ELEZIONI IN PRIMAVERA

Da tre a cinque i candidati se le elezioni si svolgessero in novembre. Ma cosa accadrebbe se i comizi elettorali non riuscissero a organizzarsi per la tornata autunnale e rinviassero tutto alla primavera 2013?

La lotteria delle primarie

A quel punto torna la possibilità, almeno per il centrosinistra, di rifare le primarie. Uno strumento voluto da tutti i partiti della coalizione della foto di Vasto e anche da Costruire Democrazia. Se non venissero accettate come strumento di democrazia partecipata rimarrebbe tutto uguale alle ipotesi già fatte per le probabili elezioni autunnali. Ma i segretari regionali di Pd, Idv e Sel non hanno chiuso le porte alla possibilità di organizzare una macchina simile a quella del 4 settembre 2011 che portò alla schiacciante vittoria di Paolo Di Laura Frattura.

Che farebbe in quel caso il candidato presidente delle elezioni del 2011? Lo disse già quando noi, in esclusiva, rivelammo che c’era parte del centrosinistra che lavorava contro Frattura.

Sono pronto a scendere in campo – fece sapere Frattura – e penso di avere la possibilità di vincere nuovamente la competizione elettorale grazie al calore della gente che mi ha accompagnato lo scorso ottobre”. Una dichiarazione che ha sempre confermato e che appoggiano anche i segretari di partito Danilo Leva, Pierpaolo Nagni e Candido Paglione.

Massimo Romano dal canto suo ha sempre parlato di primarie. Si è distaccato dalla coalizione in occasione delle comunali a Isernia proprio perché non erano state organizzate.

Nel caso la macchina riparta quindi potrebbe essere della partita.

Si era parlato di primarie anche nel centrodestra. L’ipotesi era partita da Ulisse Di Giacomo all’indomani delle dimissioni dei 17 consiglieri comunali di Isernia ed era da applicare alla competizione pentra (anch’essa in programma probabilmente in primavera). Ma il discorso era stato ampliato anche alla corsa regionale.

Eppure Iorio, salendo a Piana dei Mulini e mettendosi a comunicare con i propri elettori in maniera diretta, ha fatto capire che non intende rinunciare alla sua carica. Non vuole mollare lo scettro e sta mettendo in campo una strategia comunicativa per recuperare il terreno perduto dall’ottobre 2011, quando vinse di un soffio, alla condanna in primo grado del maggio 2012 e alla contemporanea sconfitta della sorella Rosa.

Come potrebbe finire allora? I candidati presidente sarebbero 3 o 4.


Centrodestra unito: tre candidati

Questa la prima ipotesi: il vincitore delle primarie del centrosinistra, Michele Iorio per il centrodestra – che trova la sua unità – e Antonio Federico per il Movimento Cinque Stelle.

Centrodestra diviso: i candidati sarebbero quattro

Se teniamo conto della (presunta) spaccatura verificatasi a Piana dei Mulini, e quindi se il centrodestra risultasse effettivamente diviso, avremmo quattro candidati: il vincitore delle primarie del centrosinistra, Michele Iorio col suo nuovo simbolo, Vitagliano, Di Giacomo o altri con i simboli dei partiti e infine Antonio Federico per il Movimento Cinque Stelle.


LE RIFLESSIONI

Sia chiaro che per quanto riguarda la corrente del centrodestra Vitagliano – Di Giacomo portiamo avanti i loro nomi perché ancora non è chiaro se hanno davvero intenzione di presentare una candidatura alternativa a Michele Iorio oppure se stanno facendo il gioco delle tre carte, in cui fingono di essere nemici dell’attuale presidente della Giunta, giusto per (tentare di) rifarsi una verginità e poi riorganizzarsi nelle solite truppe cammellate che, puntualmente, battono il centrosinistra.

C’è da sottolineare che l’unica costante, tra i nomi proposti, è Antonio Federico del Cinquestelle: nessuno ha mai messo in discussione la sua candidatura semplicemente perché un nome vale l’altro. Se uno vale uno, conta la squadra non chi la rappresenta. Prendere nota non sarebbe male.

Abbiamo quindi cercato di elencare i possibili scenari politici futuri del Molise. Da questo punto in poi si accettano scommesse e solo quando i giochi politici saranno finiti e le carte verranno scoperte il croupier potrà pronunciare la fatidica frase : rien ne va plus.

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