SCENARIO MOLISE/ Elezioni annullate: cosa succederà nelle stanze del Potere?

Mentre impazzano i  legittimi festeggiamenti nel clan di Palmer Frattura, sia nella sua coalizione di riferimento che in quella avversa, dopo qualche ora di riflessione, ci saranno le rispettive controffensive. Quali? Come si muoveranno nelle stanze dei bottoni? 

di Alessandro CorroppoliTwitter.com/AlexCorroppoli

stanza_del_potereOre 16 del 17 Maggio 2012. Il Tar Molise annulla le elezioni dello scorso 16 ottobre 2011 per vizi di legittimità legati all’ammissione di liste e candidati del centrodestra. Paolo Frattura: “Michele Iorio è l’ex presidente della Regione Molise, una sentenza lo ha stabilito ora aspettiamo dieci giorni per conoscere le motivazioni. Giustizia è stata fatta. Si torni al voto”. Ancora più esplicito è Michele Petraroia (Pd): “Il PDL rinunci al ricorso in Consiglio di Stato e agevoli il ritorno al voto il prima possibile”. Ma nell’euforia del momento è lo stesso Frattura che si lascia sfuggire un: “Non importa chi sarà il candidato presidente, ciò che conta è andare a votare”.

QUI CENTRODESTRA.

Ammortizzato il colpo della sentenza del Tar Molise, quasi fosse una formalità, i legali dell’ormai ex inattendibile governatore Iorio chiederanno la Sospensiva della stessa per due semplici motivazioni. La prima, per dare la possibilità alla Regione Molise di non rimanere scoperta amministrativamente per lungo tempo, visto che si potrebbe arrivare autunno inoltrato; la seconda, per preparare con calma il probabilissimo ricorso al Consiglio di Stato, come conferma ai nostri microfoni un contrariato e bastonato Ulisse Di Giacomo: “Andremo certamente in consiglio di Stato convinti di ribaltare questo dispositivo”.

Ovviamente, in prima battuta, questa mazzata legale peserà tantissimo sulla portata elettorale della famiglia Iorio. Esattamente questo fine settimana, quando al comune di Isernia la sorella dell’ ormai ex governatore, Rosa Iorio, se la dovrà vedere nel turno di ballottaggio con l’avvocato Ugo De Vivo. Quanto peserà la sentenza di annullamento sulle coscienze dei cittadini pentri ad oggi non è dato sapere, ma è chiaro che potrebbe condizionare l’ultimo giorno di campagna elettorale.

Superato lo scoglio del ballottaggio Michele Iorio si tufferà sulla sua situazione regionale. La sospensiva gli servirà per riequilibrare i rapporti di forza all’interno della coalizione. La stessa sarà utilizzata non tanto per le riforme (caso mai sarà la cartina tornasole) ma per iniziare la solita corrida di finanziamenti a pioggia, assunzioni low cost ecc. In aula potrebbe tornare anche la famigerata legge 30 (salva poltrone) ma sarebbe davvero raschiare il fondo della poltrona.

Certo è che il Presidente uscente, se vorrà mantenere fede alle sue parole (“Sarò io il candidato del centrodestra nel caso si tornasse al voto”) dovrà sudare parecchio per convincere i suoi ad accettarlo ancora. I più pericolosi in tal senso sono i due assessori Filoteo Di Sandro e Gianfranco Vitagliano. Il primo, sempre assente negli ultimi due consigli regionali di una certa importanza – mozione di sfiducia e discussione legge n. 30 – è stato l’unico ad opporsi concretamente durante i congressi provinciali del Pdl. Nella provincia di Isernia ha dato filo da torcere a di Giacomo e Mazzuto (coordinatore provinciale del partito) e in tanti sono pronti a giurare sulla malafede di Di Sandro nei confronti di Rosa Iorio.

Gianfranco Vitagliano, negli ultimi mesi, è rimasto pressoché in silenzio, tranne qualche uscita tra amici di social network, dove ha fatto buon viso a cattivo gioco. È risaputa la sua voglia di essere leader, di primeggiare. Se Di Sandro attacca ad Isernia, Vitagliano attacca a Termoli: dove può contare sul dominio del nucleo industriale bassomolisano e sulla probabile fuoriuscita dalla maggioranza di centrodestra al comune di Termoli da parte di tre suoi uomini (pronti a passare in Futuro e Libertà, alle cui spalle c’è l’imprenditore isernino e Presidente del Termoli calcio Nicola Cesare).

E qui il cerchio si chiude, perché questi ultimi hanno apertamente appoggiato Raffaele Mauro durante le scorse consultazioni pentre e molto probabilmente, così come Di Sandro, non vedono l’ora di affossare definitivamente la famiglia Iorio. Tra dieci giorni, quando il Tar comunicherà le motivazioni della sentenza di annullamento, sapremo anche con quali modalità si tornerà a votare e si capirà che fine faranno le liste (escluse?) di Molise Civile e dell’ex consigliere delegato alla ricostruzione Nico Romagnuolo.

QUI CENTROSINISTRA.

Proviamo ad andare oltre le dichiarazioni di facciata di queste ore di giubilo per un risultato insperato alla vigilia. In molti scrivono testualmente nelle loro note ufficiali: “Il ricorso presentato dal Centrosinistra è stato…..”. Non è esattamente così. Nel momento del bisogno, ovvero 6 mesi addietro, quando Frattura e i suoi legali hanno presentato il ricorso, gli stessi sono stati isolati dal resto della compagnia. Se si esclude l’Italia dei Valori, nessuno degli attuali consiglieri ha mosso un dito in tal senso. Troppo facile oggi salire sul carro del vincitore. Troppo facile oggi fare festa.

Siamo convinti che quelle stesse persone che in queste ore inondano le redazioni dei vari giornali con “si torni subito alle urne”, a sentenza sfavorevole avrebbero utilizzato la stessa per togliere terreno sotto i piedi di un titubante Frattura. Ora Palmer deve fare una scelta vera, concreta: passare da leader a chiacchiere a leader vero della coalizione. Deve tornare nelle piazze e conquistare la fiducia di quel quasi 50% dei molisani che lo scorso ottobre ha preferito farsi una birra al bar. Paolo Frattura, oltre all’adesione formale dei partiti, deve conquistarsi il voto popolare della maggioranza degli aventi diritto al voto. E per farlo deve andare da loro.

Ma ovviamente Frattura ha le sue croci. In primis Massimo Romano che, già ad Isernia, ha optato per altri sentieri. Ennio Mazzocco è una sua invenzione. Doveva essere la testa d’ariete per sfondare nell’elettorato di centro. Ecco, il buon Romano – parallelamente a Vitagliano – sta cercando in maniera più o meno intelligente, più o meno discreta, di prendersi una parte di quell’elettorato moderato che sicuramente è pronto a fare le valige e abbondare l’isola delle libertà per approdare in nuovi lidi.

A Romano bisogna aggiungere Michele Petraroia (Pd), ottimo solista ma pessimo giocatore di squadra. A lui Frattura deve chiedere soprattutto una cosa: fare gioco di squadra perché i battitori liberi alla lunga sono pericolosi.

Ci piacerebbe che si tornasse subito alla elezioni, nel più breve tempo possibile. Sarebbe bello che tra dieci giorni il giudice oltre a comunicare le modalità di voto imponesse, ma questo è un sogno utopico, la non ricandidatura di tutti quegli uomini/donne che alle spalle hanno dieci anni di legislatura. Questo sì che renderebbe più pulito il cielo molisano e Palazzo Muffa.

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