SCENARIO MOLISE/ Elezioni 2013, la regione del grande fratello Presidente.

Più che una competizione elettorale quella che si sta profilando in Molise è una sorte di Grande fratello politico che a differenza del ben più famoso format televisivo non suscita interesse nè seguito, addetti ai lavori esclusi.  Dal Pd al Pdl passando per il Movimento 5 stelle sino a Rifondazione Comunista, tutti hanno il loro nominato. Chi la spunterà tra smentite e ripensamenti?

 

di Alessandro Corroppoli

logo-grande-fratello_agg1L’ultimo in ordine di tempo ad entrare nella lista dei possibili candidati per la poltrona regionale più ambita è il dottor Giovanni Cannata, Magnifico Rettore dell’Università del Molise. Questa del rettore dell’Unimol sarebbe, a prescindere da come la si pensi, una candidatura di notevole qualità ma anche di continuità con l’amministrazione  regionale ultra decennale di Michele Iorio.

Una continuità con l’esistente anche se di valore. Cannata sarebbe l’uomo giusto al posto giusto in un momento di forte crisi in seno la centrodestra molisano. Michele Iorio, nonostante ostenti sicurezza imperiale, non è più così granitico come lo scorso anno: diverse le prese di posizione, autorevoli, che osteggiano la sua ennesima candidatura. Da Ulisse Di Giacomo, Gianfranco Vitagliano, Franco Giorgio Marinelli, Vincenzo Niro, Adelmo Berardo e Filoteo Di Sandro solo per citare alcuni senza dimenticare chi vorrebbe fare ritorno alla casa madre del centrosinistra come Nicola Cavaliere e Antonio Chieffo.

L’unico che rimarrebbe fedele all’ex presidente sarebbe l’Eurodeputato  Aldo Patriciello. Lo farebbe non tanto per convinzione politica ma per opportunità politica. Infatti più volte il politico venafrano ha espresso volontà di tornare nel Bel Paese ovvero tra gli scranni del Parlamento italiano.

L’ eventuale candidatura del dott. Cannata in colpo solo risolverebbe parecchi problemi all’ex governatore. In primis riuscirebbe a mettere a tacere tutti coloro che lo osteggiano attualmente , rinsalderebbe la coalizione ed egli stesso avrebbe una più sicura via d’uscita verso Roma.

Il C.I.P. (Cannata –Iorio -Patriciello) tornerebbe ai fasti di un tempo ma il condizionale è d’obbligo perché se da un verso le voci che vogliono il Rettore candidato Governatore sono fondate dall’altro nessuna smentita o conferma è arrivata dall’interessato fatto questo che oggi porta  ad una sola logica conclusione ovvero che sono stati fatti diversi tentativi per coinvolgere importanti personalità della società e della cultura molisana  ma nessuno ha dato disponibilità e quindi Michele Iorio risulta ancora l’unico possibile e credibile candidato che possa esserci nel centrodestra. In sostanza si tornerebbe al punto di partenza.

Sul versante opposto il centrosinistra non è così tranquillo. Terminato l’entusiasmo per il verdetto del Consiglio di Stato sono cominciati i primi problemi per il leader designato Paolo Frattura. Non solo Massimo Romano ma anche Antonio Di Pietro e Giovanni Di Stasi.

Il Tonino nazionale potrebbe prendere in considerazione il Molise solo in ultima analisi ovvero qualora non riuscisse più a far quadrare strategicamente il proprio partito a livello nazionale. Sappiamo bene invece che l’Italia dei Valori in Molise è ben ancorata alla candidatura di Frattura. Diverso il discorso che riguarda l’ex premier regionale Giovanni Di Stasi. Il fatto curioso che a lanciarlo nuovamente nell’arena politica regionale sia stato l’ex assessore regionale Gianfranco Vitagliano (Pdl). Situazione più che singolare questa non solo per il suo mentore ma anche perché il politico di Casacalenda è voluto da parte di quella società civile che una decina di anni fa si riconosceva nel movimento basso molisano che si opponeva all’installazione della centrale turbogas di Termoli. Centrale che proprio in Di Stasi ha visto l’uomo che ha dato il via all’iter della stessa. E, se consideriamo che a volerlo come avversario è il Papà della centrale (G. Vitagliano) a cui si aggiunge l’allora sindaco della cittadina Adriatica, Remo Di Giandomenico (come Di Stasi membro dell’associazione Giustizia e libertà) il quale fu uno dei fautori della centrale, il cerchio si chiude. Sullo sfondo, infine, ci sono sempre le primarie. Primarie  ultimamente rilanciate anche dallo stesso Frattura e volute dal Pd regionale e in maniera particolare dal suo segretario Danilo Leva. Non crediamo vengano indette per mancanza di tempo e per l’inutilità, nella fattispecie del momento, delle stesse. Ma se dovessero esserci chi si candiderà contro Frattura dato che Romano si è tirato elegantemente fuori? Regola vorrebbe che il segretario del Pd scendesse in campo. Quindi per dare credibilità ad eventuali primarie regionali del centrosinistra Danilo Leva in qualità di Segretario regionale deve essere in campo a fronteggiare Palo Frattura.

Riuscirà questo partito trasversale che va da Iorio ai duri e puri del comunismo a mettersi di traverso a Paolo Frattura? Staremo a vedere perché i lavori sono in corso.

Discorso a parte merita Massimo Romano. Il consigliere regionale è da tempo in rotta di collisione con Frattura e i suoi alleati e cerca sponde ovunque. L’ultima è quella di creare un’asse, una coalizione con il Movimento 5 Stelle. Romano sa bene che non potrà essere l’uomo di punta di questa coalizione perché entrando in orbita M5S supinamente dovrà accettare le regole che gli verranno imposte del padre padrone Grillo. Un duro dazio a cui sottostare ma fondamentale  allo stato attuale.  Massimo Romano è uno dei big che rischia di rimanere fuori dalla prossima assise regionale. Il lavoro certosino del leader di Costruire Democrazia va visto tutto in un’ottica elettoralistica o meglio di una sua riconferma regionale.  Infatti, solo con il suo movimento rischierebbe anzi quasi sicuramente non riuscirebbe più ad entrare nelle stanze di Palazzo Moffa, per via della riduzione del numero dei consiglieri passati da 30 a 20. Ed allora cosa ci sarebbe di meglio che allearsi con chi in questo momento storico cavalca l’onda del successo? Ecco spiegata l’apertura ad Antonio Federico e i suoi attivisti del M5S. Ma se Romano non sarà la punta di diamante della squadra chi farà il capitano? Difficilmente lo sarà  Antonio Federico, per lui si mormora che il comico genovese abbia in mente un candidatura per la camera dei deputati, più probabile si faccia ricorso al papa nero. Il mister X era stato individuato nella persona dell’avvocato Vincenzo Iacovino ma la riservatezza è andata immediatamente a farsi benedire ed ora con  il legale campobassano “bruciato” i nostri dovranno cercare altro a meno che ci siano ripensamenti dell’ultima ora imposti dalla Liguria oppure si opti per quel Nicola Magrone che tanto ha comiziato in questi mese nelle piazze molisane.

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