SCENARIO MOLISE/ È il caos: tra cavalli di ritorno, fughe verso la Capitale e “primarie di Damocle”

Il 29 ottobre 2012 la 5^ Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n° 4704/2012, rigetta il ricorso del centrodestra contro il verdetto del Tar Molise, confermando in sostanza la delibera di annullamento delle regionali molisane del 2011. Si torna al voto.  Si torna al voto tra le polemiche di chi, tutto l’entourage del centrodestra, già da giorni parlava di una sentenza scritta e di chi, centrosinistra, deve far fronte ai soliti ennesimi veti e prese di posizione.

 

di Alessandro Corroppoli

kaos_logoSi  tornerà a votare il prossimo 27 gennaio 2013, salvo slittamento di qualche giorno per via della coincidenza con il giorno della memoria (la Shoà), per decidere il nuovo Governatore regionale. Sarà un election day che vedrà coinvolti non solo i cittadini molisani ma anche quelli lombardi e  laziali.

In Sicilia ha vinto la tanto discussa alleanza Pd – Udc. Alleanza che si vorrebbe e dovrebbe sperimentare anche in Molise. A volerla fortemente è l’attuale segretario del Partito Democratico, Danilo Leva, e del suo presidente, Roberto Ruta.  I due per ora, anche se in maniera ufficiosa, hanno avuto l’appoggio dei socialisti molisani. Il leader designato Paolo Frattura risulta essere più che titubante ma soprattutto è distratto dai continui attacchi di Massimo Romano e dalle possibili primarie che egli stesso rilancia tuttavia senza crederci troppo. Anche il centrodestra per dare una possibilità ad altri che non siano della Iorio family potrebbe ricorrere allo strumento delle consultazioni interne.

Dunque le primarie potrebbero essere  il piatto forte di questo autunno se entrambi li schieramenti dovessero utilizzarle per la scelta del loro leader. Ma a chi gioveranno di più?

Sicuramente non al centrosinistra. Che senso ha dar vita ad una nuova “guerra civile” ? E’ un modo per poter riabilitare Massimo Romano? Oppure si vuol dare la possibilità anche ai “vacanzieri di ritorno” come il senatore Giuseppe Astore?

No, sarebbero deleterie per due ordini di motivi. Il primo è presto detto: Frattura non ha nessun bisogno di passare nuovamente sotto le forche delle primarie. Lui è stato decretato leader meno di un anno fa sbaragliando una più che agguerrita concorrenza (Romano e Petraroia) mentre il buon Giuseppe Astore preferiva una bella crociera. Perché dargli ora una camera gratis nel miglior albergo della regione? .

Secondo, quante volte si porterebbero  i cittadini alle urne? Due volte per le primarie (nazionali e regionali), una per le secondarie e infine il voto per le politiche in primavera. Quattro (4) volte nel giro di pochi mesi. Questo accanimento elettorale provocherebbe l’effetto opposto del coinvolgimento  ovvero aumenterebbe il numero degli astensionisti .

Viceversa sarebbe molto più efficace se l’intera coalizione e in particolare Frattura iniziasse a interagire e a vivere realmente il Molise nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze, viaggiare con i pendolari  e capire, vivendole, le difficoltà di ogni giorno e provare a ridare speranza a chi oggi non l’ha più.

Tanto inutili per il centrosinistra, quanto fortemente utili se non fondamentali per il centrodestra. Perché? Per un semplice motivo. Uscire dopo un decennio da casa Iorio e rilanciare democraticamente uomini e idee nuove che possano essere giudicate e confrontate con la parte avversa.

Angiolino Alfano ha già lanciato il nuovo corso, infatti Berlusconi è più che adirato , stabilendo che il prossimo  il 16 dicembre si svolgeranno le primarie per la scelta del nuovo leader e lui in qualità di segretario nazionale del Pdl sarà in gara.

Anche il centrodestra molisano potrebbe ricorrere allo strumento delle primarie per rilanciare la propria azione politica sul territorio ma soprattutto per trovare un uomo nuovo, pulito per il dopo Michele Iorio.

Non a caso l’ex presidente, nelle ore successive la sentenza che lo ha messo fuori dalla porta di Palazzo Moffa, si è subito affrettato a specificare che lui è il candidato naturale per la guida della regione in virtù del fatto che elezioni sono state rese nulle ma non sono state perse.  Di parere opposto il coordinatore regionale del Pdl, il senatore Ulisse Di Giacomo, che chiede discontinuità per il futuro.  Sulla stessa scia l’Udc il quale, forte della nuova alleanza sicula e nazionale con i progressisti (Pd-Udc), vuole sì discontinuità col passato ma continuità con il potere: fiuta l’aria, scruta il vento e lo segue perché anche in Molise l’alleanza con il Pd potrebbe essere vincente.

Per tutelarsi Iorio riunisce in conclave gli eletti della sua coalizione per assicurarsi la loro fiducia sull’indicazione del nome che dovrà guidarli alla vittoria. Esclusi ancora una volta i partiti e il Pdl in maniera particolare.  Non sono mancati i silenzi e gli scontri: Gianfranco Vitagliano e Nicola Cavaliere entrambi del Pdl ma entrambi, nonostante le apparenze, fortemente avversi al loro datore di lavoro. Il primo oggi sembra essersi riavvicinato al suo mentore perché impossibilitato a essere egli stesso il candidato Presidente cerca di essere candidato per uno dei posti in Parlamento.

In questo modo, se eletto, avrebbe campo libero per la propria azione politica che sappiamo essere molto lontana dallo iorismo. Il secondo è in procinto di tornare nel box della casa madre (Nicola Cavaliere nel 2006 venne eletto nelle fila della Margherita ma poi l’offerta giusta lo fece capitolare alla corte di Iorio) per via delle dimenticanze che Iorio gli avrebbe riservato nell’ultimo anno.

I due potrebbero fare qualche passo indietro solo nel caso in cui l’ex governatore abdicasse in maniera definitiva dal ruolo di prima donna della coalizione. Oggi Michele Iorio equivale per il Molise a ciò che Silvio Berlusconi equivale per l’Italia, un peso e un pericolo per il cambiamento.

Tuttavia le probabilità che il centrodestra possa indire le primarie sono poche e con ogni  probabilità si arriverà ad uno scontro tutto interno che porterà ad avere una coalizione più che dimezzata magari divisa con Iorio e i suoi fedelissimi da una parte e il Pdl e il resto della coalizione ufficiale del centrodestra dall’altra.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.