SCENARIO MOLISE/ Distensione tra Iorio e Di Giacomo, ma nel centrodestra si avvicina la nube chiamata Udc

Mentre il presidente Michele Iorio riapre al dialogo coi partiti facendo la gioia politica di Ulisse Di Giacomo segretario del Pdl, il ciclone Udc potrebbe abbattersi sulla coalizione di centrodestra come un fulmine a ciel sereno. In passato l’assessore Velardi aveva sempre dichiarato fedeltà al presidente Iorio ma i vertici nazionali da Chianciano avvertono: non si può agire sul nazionale in un modo e nelle regioni in un altro. Mettendo in campo la possibilità di una corsa in solitaria anche in occasione di eventuali elezioni regionali in Molise nel 2013.

 

di Viviana Pizzi

indexI segnali di distensione erano  già stati  anticipati ma ora è arrivata la conferma. Direttamente dal senatore Ulisse Di Giacomo segretario regionale molisano del Pdl. L’attesa da parte del presidente Michele Iorio di un’opinione ufficiale dei partiti su argomenti quali lo Statuto Regionale, il numero dei consiglieri e  il salvataggio della Provincia di Isernia ha messo a tacere quegli scontri che si erano venuti a creare ai tempi dei congressi alla Piana dei Mulini.

Sulle ultime dichiarazioni del presidente Iorio – ha dichiarato Di Giacomo – non posso che apprezzarne la posizione. Sono e resto convinto che i partiti molisani debbano al loro interno discutere di tematiche importanti quali lo Statuto Regionale e il Riordino del Territorio. Apprezzo la voglia del presidente di volersi confrontare con tutti noi per decidere il futuro della nostra Regione”.

Parole inequivocabilmente di distensione quelle del segretario regionale del Pdl che sgombrano il campo a qualsiasi altra interpretazione di sorta di quello che sta accadendo all’interno del centrodestra molisano. Non aver invitato i partiti al confronto con i consiglieri regionali aveva posto qualche dubbio alla vigilia del primo vero appuntamento di autunno del centrodestra molisano.

Ma il ritrovato accordo tra il presidente Iorio e i vertici del Pdl non significa certamente che la coalizione di centrodestra si ripresenterà a un eventuale appuntamento elettorale – che potrebbe scaturire dalla decisione del consiglio di Stato il 16 ottobre – uguale a quella del 2011.

Infatti è la posizione dell’Udc che potrebbe dare pensieri all’attuale governatore. Dopo il congresso di Chianciano infatti dai vertici nazionali è arrivato il diktat di mantenersi equidistanti sia dagli schieramenti del centrodestra che da quelli del centrosinistra così come intesi finora.

Cosa potrebbe significare tutto questo? Quello con il Pd è ancora un fidanzamento. Nessuna alleanza è stata ancora ufficializzata nemmeno a livello nazionale. Ma da indiscrezioni fondate emerge che questa volta l’Udc molisano non potrà non seguire i dettami nazionali. Non potrà, in altre parole, assumere due posizioni diverse: in Italia da soli e in Molise col centrodestra.

Sembra infatti che Pierferdinando Casini abbia chiarito che la linea del partito debba essere unica in tutte le amministrazioni che vengono rappresentate.

Si potrebbe quindi delineare anche la possibilità che l’Udc molisana debba presentarsi da sola al probabile appuntamento elettorale del 2013 in Molise. Sempre che prima non si raggiungano accordi precisi con il Partito Democratico. Tutto questo per Michele Iorio significherebbe comunque un indebolimento del suo potere elettorale. Soprattutto considerando che proprio di recente  si sono verificati alcuni passaggi di consiglieri regionali proprio dal Pdl all’Udc.

Uno di questi è l’agnonese Franco Giorgio Marinelli che torna nella sua prima casa dopo aver permesso proprio al governo Iorio della scorsa legislatura di salvarsi dagli attacchi dell’allora udiccino Aldo Patriciello.

Insomma, il quadro politico all’interno del centrodestra è in continuo mutamento. Non si esclude che la griglia elettorale della primavera 2013 possa essere questa (ma restiamo comunque in ipotesi fantapolitiche): coalizione di centrodestra, Udc, coalizione di centrosinistra, Costruire Democrazia, Domenico Di Lisa in rappresentanza della sinistra critica e il Movimento Cinque Stelle.

I movimenti civici al momento restano nell’alleanza di centrodestra, ma non si escludono anche nuovi possibili sviluppi in vista di probabili nuovi cambiamenti di casacca annunciati per un futuro prossimo.

 

 

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