SCENARIO MOLISE/ Centrosinistra, politica dell’alternanza o trionfo dell’inciucio permanente?

Due cittadini si danno fuoco davanti alle Agenzie dell’Entrate: avevano delle pendenze tributarie che non riuscivano ad appianare. Ancora: disoccupato non trova lavoro e si getta dal balcone. Il lavoro e la sua importanza in una società in crisi sparge vittime. Ma ovviamente non è per tutti così. Un esempio di laboriosità è il consigliere regionale Gennaro Chierchia (oggi Psi, domani con chi?) alias il consigliere tornello. L’unico uomo in Molise che a domanda risponde: “Lavoro contro”. La scorsa estate contro Michele Iorio oggi contro Paolo Frattura. Il tutto mentre il centrosinistra, senza smentirlo, continua nella sua opera di immobilismo più totale.

di Alessandro Corroppoli

Muro-Brezhnev_and_Honecker_kiss_softA distanza di qualche settimana dalla proclamazione di Michele Iorio quale Presidente inattendibile della Regione Molise scrivemmo che all’interno dello schieramento opposto cominciavano i soliti giri di valzer di nomi nuovi per far fuori Palmer Frattura. Balli diventati più intensi e frequenti quando l’ex Presidente di Unioncamere si rifiutò di aderire al Partito Desaparecidos (Pd) nel giorno in cui il trio di Alternativ@ Perdente (Ruta – Neri – Macchiarola), interpretando uno spezzone dello sceneggiato “Torna a casa Lassie”, rientrarono nei ranghi democratici. L’onda lunga delle musiche da sottobosco istituzionale continuarono fino a quando il solito consigliere tornello per paura di un mancato rinnovo della tessera “mo de qua mo de là” esce allo scoperto.

Il 19 marzo scorso L’Infiltrato ne dava notizia in esclusiva. Molti ci accusarono di aver scritto un pettegolezzo da bar. La riprova della veridicità della notizia, invece, l’ha data lo stesso Gennaro Chierchia. Il consigliere socialista nelle scorse ore si lascia andare come un fiume in piena davanti ai microfoni: “Serve un leader vero. Si autoproclama leader ma nessuno lo ha investito di tale carica” bocciando di fatto Frattura quale candidato Premier regionale per un prossimo futuro.

Che Paolo Frattura non fosse simpatico e mal digerito da una parte della coalizione lo si sapeva da tempo ma ciò che più preoccupa è il silenzio di chi invece è vicino all’imprenditore Campobasso: nessuna difesa, nessuna presa di posizione, nessuna pacca sulla spalla. Frattura assomiglia sempre più ad un Re isolato nel suo castello che sta andando a fuoco.

L’uscita di Chierchia è solo ultima in ordine di tempo. Come non ricordare, ad esempio, il famoso panino dell’inciucio alla frittata comunicato dagli Ecodem Molise (ovvero una parte dello staff consigliare del consigliere democratico Michele Petraroia)? Oppure le accelerate e le retromarce di Massimo Romano in quel di Isernia? Senza considerare le ultime dichiarazioni di Romano, che sposa praticamente in toto la “linea Chierchia”. Se due indizi fanno una prova le dichiarazioni di Chierchia, quelle di Romano e il silenzio dei vari Leva e Di Pietro fratturano inesorabilmente il centrosinistra.

Quindi non c’è molto da meravigliarsi della confusione che regna all’interno dell’opposizione: un tutti contro tutti che fa passare senza clamore, quasi in silenzio, la fine di un ventennio.

Non c’è da sorprendersi allora se il “Serve un’iniziativa di piazza” lanciata dal capogruppo dell’opposizione alla Provincia di Campobasso, Micaela Fanelli, sulle pagine del nostro giornale lo scorso 20 marzo sia caduta nel vuoto e nel silenzio più assoluto. Ma d’altronde, come potrebbero scendere in piazza se hanno paura di staccarsi dalle loro poltrone?

Fortuna vuole che Michele Iorio stia cadendo da solo schiacciato dagli scandali e da un esodo incontrollabile di dirigenti, militanti ed eletti.  Non ultima la convocazione da parte del Gip competente, 30 marzo, di 14 dei 16 indagati nello scandalo “Zuccheropoli” per nuove misure interdittive. Anche se i cittadini molisani si chiedono il perché l’opposizione non chiede a gran voce le dimissioni del Governatore un sì e l’altro pure? Dimissioni che moralmente sono necessarie e dovute. Dimissioni che solo la nostra testata giornalistica ha chiesto e continua a chiedere.

Anche i più attivi della passata legislatura sembrano vagare all’ombra dei loro comunicati stampa. Il Picconatore Massimo Romano, ad esempio, sembra aver perso quella verve di denuncia tanto da optare più per strategie di vecchia politica da palazzo. A prova di ciò ci sarebbe il ritiro degli esposti legali, apparentemente senza motivazione, nei confronti della Solagrital di Dante Di Dario.

Molto di questo nervosismo è dovuto a due fattori. Il primo riconducibile allo stop al riconteggio elettorale e il secondo alla riforma statuaria in merito al numero dei consiglieri regionali che dovrebbero passare dagli attuali 30 ai futuri 20.

Quanti consiglieri d’opposizione in cuor loro speravano nella prosecuzione del riconteggio delle schede e sperano che Michele Iorio venga confermato governatore regionale? Tanti.

Ed è qui che Paolo Frattura e gli uomini a lui più vicini dovrebbero compiere un balzo in avanti: scendere tra la gente con la gente. Costruire con loro un’alternativa partecipata ad un groviglio governativo fatto di clientele varie (come gli scandali processuali testimoniano) e di inciuci perenni.

A meno che, anche Palmer Frattura, abbia accettato il trend nazionale dell’inseguimento al Terzo Polo (in modo particolare si vede con occhio benevolo la nascita di FLI Molise) per creare una Grande Coalizione Regionale con l’unico scopo di far fuori l’ormai cadente Michele Iorio. Nel qual caso ciò altro non sarebbe che il fallimento della politica dell’alternanza democratica e il trionfo dell’inciucio perenne.

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