SCANDALO REGIONI/ La Gdf anche negli uffici regionali molisani. Di Giacomo (Pdl): “nessun caso Fiorito”

Dopo Lazio, Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia anche in Molise gli uomini della Guardia di Finanza si sono recati nella sede della Regione per acquisire documentazioni sulle spese dei gruppi e dei consiglieri regionali nel biennio che va dal 2010 al 2011. Sotto la lente d’ingrandimento i comportamenti della seconda e della terza legislatura targata Michele Iorio. Da centrodestra a centrosinistra si dicono tutti tranquilli. Nessuno sembra pensare che ci possa essere l’effetto Fiorito anche a Campobasso. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e il responso finale lo daranno il sostituto procuratore Nicola D’Angelo e gli uomini della Guardia di Finanza che hanno acquisito  centinaia di pagine di bilanci.

 

di Viviana Pizzi

consiglio-regionale-moliseNe avevamo parlato in occasione dell’esplosione dello scandalo su come venivano spesi i fondi regionali del Pdl nel Lazio, all’indomani dell’inchiesta che ha portato all’arresto del capogruppo dei Berlusconiani Franco Fiorito. Ci eravamo quasi ”meravigliati” quando abbiamo notato che la Guardia di Finanza aveva bussato alla porta dei consigli regionali di Emilia Romagna e Piemonte, ma non a quella del Molise. Fino ad oggi nessuno era entrato nelle sedi per controllare le spese dei diciassette gruppi regionali di questa legislatura.

Ma da oggi qualcosa è cambiato: come avevamo previsto noi di Infiltrato.it la finanza si è presentata alle dieci di questa mattina negli uffici di via Colitto a Campobasso per acquisire bilanci sulle spese dei gruppi e dei singoli consiglieri regionali.

L’ordine di perquisizione è partito dal sostituto procuratore Nicola D’Angelo che ha aperto un’inchiesta simile a quella venuta fuori dalla procura di Torino: per ora non ci sono infatti indagati, ma si stanno soltanto acquisendo documenti ufficiali per capire se ci sono le premesse per ipotizzare anche in Molise il reato di peculato per qualche gruppo consiliare o per qualche singolo consigliere.

Un passaggio necessario per un consiglio regionale accusato di sprechi molte volte: diciassette gruppi a cui sono andati più di due milioni di euro all’anno negli ultimi anni.

I conti che sono stati setacciati si riferiscono al biennio 2010- 2011: un periodo a cavallo tra la seconda e la terza legislatura targata Michele Iorio, il governatore condannato in primo grado a un anno e sei mesi di reclusione per il reato di abuso d’ufficio relativamente alla vicenda Bain&Co e di recente prosciolto sempre per lo stesso capo d’imputazione nell’inchiesta che riguardava l’assunzione all’ospedale Veneziale di Isernia del luminare Cristiano Huscher. In piedi restano però altre dieci inchieste.

Ma come l’hanno presa i principali protagonisti della vicenda lo vediamo subito. Grande tranquillità trasuda dalle parole del consigliere regionale dell’Italia dei Valori Cristiano Di Pietro.

Dal periodo dicembre 2011 ad oggi sono serenissimo – ha dichiarato i nostri bilanci sono a posto, abbiamo fatturato tutto. Siamo a piena disposizione della Guardia di Finanza per fare chiarezza su quanto è accaduto. Siamo felicissimi che la procura e le fiamme gialle abbiano deciso di vederci chiaro. Sono convinto che in questa regione ladri di polli non ce ne siano. Ma siamo contenti dell’interessamento della Finanza: vogliamo sapere come hanno speso i soldi quelli che ora definiamo i traditori”.

Alle nostre domande ha risposto anche l’ex Idv ora capogruppo di Costruire Democrazia Massimo Romano.

Mi auguro che accertino le eventuali anomalie che si sono verificate in questi anni e  se ci sono cose che non vanno. Chi fa questo mestiere lo faccia in sua autonomia e senza condizionamenti e che venga presto fuori la verità”.

Stessa tranquillità si respira anche in casa Pdl; ce lo ha riferito direttamente il segretario regionale e senatore Ulisse Di Giacomo.

Ho saputo dei controlli in atto nella sede della Regione Molise – ha dichiarato – noi come Pdl non abbiamo nulla da nascondere. Qui siamo un partito sano e mi sembra giusto che ci siano controlli sui bilanci dei gruppi consiliari. Quello che mi sento di escludere categoricamente è la nascita di ‘casi Fiorito’ in Molise”.

Dello stesso tono anche le dichiarazioni del presidente del consiglio regionale Mario Pietracupa. Secondo il quale “è giusto indagare anche sui conti della Regione Molise”.

L’unica verità verrà fuori dopo le indagini incrociate di procura e Guardia di Finanza: solo allora sapremo se il consiglio regionale del Molise è davvero esente da scandali.

 

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