SANITÀ IN MOLISE/ Larino, 1 ottobre. Una manifestazione per dire basta allo scippo

di Comitato per la difesa dell’ospedale “G. Vietri” di Larino

Da circa tre anni, da quando è cominciata la nostra battaglia per contrastare la chiusura degli  ospedali di Larino, Agnone e Venafro, unitamente ai comitati civici sorti anche in queste ultime due città, non abbiamo fatto altro che denunciare, quasi tutti i giorni, i disagi, le disfunzioni, gli sprechi e la gestione clientelare della Sanità molisana, creati dal Governatore uscente Michele Iorio negli anni in cui ha (dis)amministrato questa Regione.

Non ci ha mai degnati di una convocazione per ascoltare le nostre istanze se non quando l’abbiamo sanitrichiesta noi con forza e, in tali circostanze, ha solo cercato di blandirci con cumuli di menzogne. Ci ha sempre snobbati non ritenendo mai di dover replicare alle nostre proteste con chiarimenti o giustificazioni e oggi, forse rendendosi conto che sul dissesto della Sanità può perdere il “regno”, si accorge di noi e ci attacca a testa bassa. Lo fa, naturalmente, a modo suo continuando a propagandare le menzogne a cominciare dalla sua lotta ai Tavoli Tecnici Nazionali per evitare la chiusura degli ospedali che, riconvertiti in RSA (Residenze Sanitarie Assistite), di fatto non sono più ospedali ergo verranno chiusi.

Racconta favole quando vaneggia: “abbiamo una buona sanità”. Per fare un’ecografia si è costretti ad aspettare minimo 12 mesi; i pronti soccorsi sono al collasso al punto che, dopo estenuanti ore di anticamera, i rischi di gravi conseguenze per i pazienti in attesa alimentano tensioni tali da sfociare spesso in risse. Questi sono solo due esempi dell’efficienza del nostro sistema sanitario raggiunta, oltretutto, con la produzione di un disavanzo di circa 800 milioni di Euro da quando Michele Iorio ha deciso di occuparsi in prima persona della sanità. E’ del 17 settembre 2003 la delibera n. 1020 con la quale il Presidente e gli allora assessori componenti la sua Giunta: Antonio CHIEFFO, Rosario DE MATTEIS, Filoteo DI SANDRO, Michele PICCIANO e Gianfranco VITAGLIANO decisero all’unanimità di liberarsi dell’allora Direttore Generale ASREM, Michelangelo Bonomolo, perché, a loro dire:

Con la variazione del bilancio, avvenuta il 25.07.02, sorretta da una motivazione verosimilmente pretestuosa e senza adeguati presupposti di certezza delle risorse, il D.G. ha provveduto ad incrementare il valore complessivo della produzione, determinando, di fatto, un presunto e fittizio avanzo di gestione, che ha mascherato l’effettivo deficit gestionale stimato in circa 11.000.000,00 di Euro.

Un piccolo buco che con Michele Iorio, uomo solo al comando (il sostituto di Bonomolo era, infatti, nient’altro che un factotum del Presidente così come oggi il sostituto del sostituto), era divenuto già nel 2006 una voragine di 450 milioni di Euro che l’allora Governo Prodi decise di ripianare. Pur essendogli stata data la possibilità di ripartire da zero e di operare una riorganizzazione che portasse ad una gestione virtuosa del Sistema Sanitario, il Governatore ha continuato, invece, ad accumulare debiti su debiti al punto che noi Molisani siamo costretti alla tassazione più alta d’Italia e non ci vengono più garantiti neppure i livelli essenziali di assistenza. Finalmente, però, l’emersione di tutte queste scandalose verità sul suo operato, stanno facendo tremare i polsi a Michele Iorio tanto che, alla vigilia delle elezioni regionali, nonostante l’affannoso impegno per i tagli di “nastri inaugurali” riguardanti le opere (intere e/o a lotti ed in molti casi senza collaudi) predisposti in funzione propagandistica, il Presidente della Regione trova anche il tempo di preoccuparsi dei Presidenti dei comitati civici di Agnone, Venafro e Larino additandoli come ”avventurieri” incapaci di intendere la politica e quindi non idonei a risolvere i problemi della Sanità Molisana.

 Se fosse stato più attento avrebbe compreso che i Comitati Civici non hanno mai avuto la presunzione di riorganizzare il sistema sanitario. Piuttosto dai Comitati è partita la segnalazione del disagio dei malati e dello scollamento tra quelli che sono i servizi garantiti per legge e quelli, pochi ed inefficienti, offerti dal nostro sistema; del mancato controllo degli operatori e dello spreco causato da apparati ridondanti ed inappropriati; delle nomine clientelari e delle confuse disposizioni amministrative, sollecitando il Presidente ed i suoi collaboratori a ricondurre la Sanità nel suo alveo naturale: garantire a tutti i cittadini un’assistenza efficiente e di qualità. Il Comitato Civico per la difesa dell’ospedale “Vietri” di Larino non fa da “portatore d’acqua” a nessuno: la “politica più attiva” del Comitato è mirata a toglierne quanta più possibile a chi racconta menzogne e non mantiene le promesse affinché politicamente “muoia di sete”.

Tutto questo ed altro ancora racconteremo durante la manifestazione indetta a Larino per Sabato 1° ottobre a partire dalle 9,30 in Piazza del Popolo per protestare contro lo scippo del nostro bene più prezioso: l’ospedale “G. Vietri”. Cittadini, facciamoci sentire!


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