San Giuliano di Puglia: oltre al danno la beffa. E Rinaldi

Tempi duri per chi vive nell’area di San Giuliano di Puglia: fine delle agevolazioni per energia e gas. E pure la presenza dell’indagato Claudio Rinaldi.

 

S.giuliano31 ottobre 2002. Nessuno in Molise può dimenticare questo giorno. Un giorno di distruzione, morte, tragedia. Nel terremoto che colpì San Giuliano di Puglia ed altri paesi della zona terremotata persero la vita 27 bambini e la loro insegnante. Nessuno può dimenticare, tranne, pare, qualcuno. E gli ultimi provvedimenti, le ultime vicende ne sono una prova.

Iniziamo dalla cessazione delle tariffe agevolate dell’Enel. Com’è naturale che sia, l’AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas) concesse agli abitanti delle zone terremotate delle agevolazioni riguardo alle forniture di gas ed energia. Ma già dal primo gennaio di quest’anno si è deciso per la piena tariffazione. Immediatamente si sono alzate le proteste davanti ad un provvedimento alquanto illogico se si pensa che, come ci conferma anche il senatore Astore, “oggi noi abbiamo San Giuliano quasi totalmente ricostruita in maniera positiva; abbiamo però gli altri comuni del cratere per i quali sono al 30-35% la classi A, cioè quelli più gravi e colpiti”.

Misura talmente irragionevole che anche Michele Iorio non ha potuto chiudere gli occhi e, il 14 settembre, vista anche la crescente protesta dei poveri malcapitati, ha dovuto spedire una lettera a Bertolaso in cui chiedeva delucidazioni sul caso. E per lui certamente non è stato facile, dato che il termine delle agevolazioni sicuramente è imputabile, almeno in parte, all’ultima ordinanza in materia presa dal Governo Berlusconi (ordinanza del 12 gennaio 2010). In questa ordinanza si legge che “i Presidenti delle regioni Molise e Puglia sono confermati Commissari delegati e provvedono a completare, entro il 31 dicembre 2010, tutte le iniziative già programmate per superare definitivamente le criticità legate agli eventi sismici del 2002”; dopodiché “i Commissari provvedono a trasferire alle amministrazioni e agli enti territorialmente competenti i beni, le attrezzature, il personale eventualmente utilizzato, e la documentazione contabile e amministrativa relativa alla gestione commissariale”. Insomma,  non si fa alcun cenno ad ulteriori benefici, quando invece, nel decreto diramato proprio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri risalente all’anno scorso (16 gennaio 2009), si leggeva che “il Consiglio ha deciso di prorogare altri stati d’emergenza già dichiarati” e tra questi anche quelli riguardanti “Campobasso e Foggia (per eventi sismici)”. Insomma, un dietrofront deciso nel “palazzo”, ma che a scontare saranno soltanto i poveri abitanti delle zone terremotate.

Dietrofront confermato anche dal Sottosegretario Guido Bertolaso, il quale, nella risposta a Michele Iorio, non lascia adito a dubbi, come sottolinea anche il capogruppo Pd alla Regione D’Alete: “le agevolazioni, anche quelle dell’autorità indipendente per l’energia elettrica ed il gas, terminano con la fine ufficiale dell’emergenza”. Il che è tutto dire se si pensa che in molti comuni del cratere i sindaci hanno più e più volte insistito sulla necessità di continuare a godere di tali agevolazioni, soprattutto perché ancora ci sono molte strutture in legno, presenti in larga parte a Bonefro, sprovviste di allacci per il gas e che, quindi, richiedono “un utilizzo eccezionale di energia elettrica – come affermato da D’Alete nella sua interrogazione del 20 settembre – superiore di gran lunga all’uso normale di un appartamento tradizionale”. E, per inciso, tutto questo mentre si fa sempre più vicino l’inverno.

E questo è solo uno dei diversi problemi che possiamo incontrare nel quadro della ricostruzione post-sisma. Una ricostruzione che, a volte, presenta più ombre che luci. Non è un caso che in Regione l’opposizione, nelle persone di due combattivi come lo stesso D’Alete e come Petraroia, sta cercando di vederci chiaro. D’Alete, infatti, nella sua interrogazione del 20 settembre, ha chiesto anche di sapere qual è ad oggi lo stato della ricostruzione pesante e quale la reale situazione dei fondi a disposizione della Regione Molise. Questa, infatti, è un’altra questione che, per usare un eufemismo, è poco chiara.

Questione su cui anche Petraroia ha insistito parecchio. L’otto settembre in un’interrogazione il consigliere Pd aveva chiesto di conoscere la rendicontazione di 900 milioni di euro, impegnati e spesi, per la ricostruzione post-terremoto, rendicontazione fino ad allora non portata a conoscenza dal Presidente di Regione. Ma perché Petraroia ha così insistito su tale rendicontazione? Perché c’è un particolare: soggetto attuatore per la  ricostruzione di S.Giuliano di Puglia  (CB)  e per altri interventi realizzati sul territorio della provincia di Campobasso (colui dunque che ha gestito i soldi) è stato, fino al 2009, l’ingegner Claudio Rinaldi. Probabilmente ai più questo nome non dice nulla, ma Rinaldi è indagato a Roma per abuso d’ufficio e a Firenze per corruzione. In pratica era uno degli uomini della “cricca” e, in particolar modo, era il Commissario straordinario per i Mondiali di nuoto che ha favorito tanti “amici” nella costruzione di piscine e centri (tra cui la Salaria Sport Village. Vi dice niente?) in barba a leggi e piano regolatore.

Un bel nome a cui affidarsi.

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