RIDUZIONE CONSIGLIERI/ Parola al csx. Tutti d’accordo, ma occhio alle urne nel 2014. “Norma nazista” per Di Sabato

Il centrosinistra è al lavoro per studiare una possibilità per ridurre i consiglieri da trenta a venti. Tutti i maggiori partiti approvano la proposta, tranne i comunisti che temono per la loro rappresentanza al governo della Regione Molise. Frattura: “dobbiamo lavorare per trovare la possibilità di eleggere venti consiglieri”. Nagni (Idv) : “Potrebbe essere una trappola per votare nel 2014”.

 

di Viviana Pizzi

consiglio-regionaleUna nota della Prefettura di Campobasso ha chiarito le modalità con le quali il consiglio regionale del Molise può modificare lo Statuto regionale. Il ministero ha sottolineato che la riduzione da trenta a venti non è tassativa, ma è a discrezione della Regione stessa. Ciononostante, dicono dalla Prefettura, è proprio questo – il numero dei consiglieri – l’unico margine di intervento possibile. Un intervento necessario, vista la spending review messa in atto dal Governo Monti in materia di rappresentanza politica. Ecco il parere dei leader del centrosinistra molisano.

Paolo Frattura: Troviamo il modo di farlo, insieme al centrodestra

Sono d’accordo con la necessità di ridurre il numero di consiglieri da trenta a venti– ha sottolineato – anche se condivido la necessità di rappresentanza politica di tutte le componenti politiche. Il problema ora  è trovare l’iter per poterlo fare. Un modo per  legittimare questa norma. Il nostro statuto non prevede espressamente il numero di consiglieri da eleggere. Potrebbe quindi anche bastare approvare una legge di un solo articolo impostata in questo modo. L’importante è, in caso si vada a nuove elezioni dopo il sedici ottobre, non perdere tempo. Per ora stiamo lavorando con un tavolo aperto del centrosinistra poi credo sia necessario istituire un confronto anche con il centrodestra”.

Italia dei Valori favorevole ma mette in guardia “attenzione, si potrebbe votare nel 2014”

Siamo il partito dei referendum sui tagli nei costi della politica– ha dichiarato il segretario regionale Pierpaolo Nagni –  siamo convinti che questa cosa si debba fare. Cambiare la legge elettorale sarebbe possibile solo in materia di riduzione dei consiglieri. Ma attenzione al trucco: in base allo statuto della Regione Molise del 1971 non c’è nulla che specifichi il numero di consiglieri, quindi non si dovrebbe cambiare nulla. Ma c’è una proposta di nuovo Statuto in cui si dice che il numero di componenti dell’assise regionale deve essere 32. Il nuovo Statuto è passato alla Corte Costituzionale ma non è stato ancora promulgato. Qualora il testo diventi legge bisogna passare a una fase di modifica che porti i consiglieri a venti. Per farlo bene ci vorrebbe del tempo. Per questo il centrodestra è contento. Cambiare una legge promulgata di recente significherebbe attendere come minimo quattordici mesi e votare, qualora il Consiglio di Stato dica si alla sentenza del Tar sulle regionali del Molise, nel 2014. Questo fatto è gravissimo e vorrei ben capire quale sia il ruolo della Prefettura in questa vicenda ”.

Il sì di Sel

Il segretario regionale di Sel– ha dichiarato Candido Paglioneè favorevole alla riduzione a venti consiglieri. Capisco la posizione dei comunisti che sono contrari e si pongono un problema di rappresentanza democratica.  Sarebbe necessario, per risparmiare ulteriormente, anche ridurre le indennità e i benefit. Siamo in una condizione in cui non si può fare diversamente e bisogna compiere ogni sforzo possibile per passare da trenta a venti. E’ ovvio che questo non sarà l’ultimo problema. Chi fa politica  deve fare ogni azione utile per conquistare la fiducia della gente. Perché politica attualmente significa soltanto casta e privilegi. Non condivido invece la riforma dei tagli sui consiglieri comunali.  Per il risparmio basta dimezzare le indennità di consiglieri e parlamentari. Chi si mette in gioco deve fare politica, ma la deve fare con sobrietà”.

Il Pd: si devono ridurre i consiglieri

Ridurre i consiglieri è un atto urgente e indifferibile – ha sottolineato il segretario regionale Danilo Levain ordine al contenimento della spesa. Altrimenti ci troveremo a vivere un paradosso con un Molise che, nonostante la sentenza numero 63 del 2012 della Corte Costituzionale, rappresenterebbe un’eccezione negativa nel panorama italiano. Il Pd garantisce la massima e leale collaborazione nell’interesse di un proficuo confronto con le altre forze politiche purchè la riforma trovi compimento”.

Rifondazione Comunista: “Fascismo autorizzato”

Ridurre la rappresentanza politica da trenta a venti consiglieri ha sottolineato il segretario regionale Italo Di Sabato – è una norma nazista che  richiedeva di applicare Licio Gelli con la P2. Il Governo Monti e quello regionale in nome della riduzione dei costi della politica elimineranno i luoghi di rappresentanza politica. Questo non ci sembra giusto soprattutto perché avviene con il consenso popolare drogato dall’informazione distorta. In Molise perché non si tagliano le diarie e  non modificano l’articolo 7 sui portaborse? Così si avrebbero quattro milioni di euro di risparmio. Così facendo in consiglio e in parlamento si arriverà al fascismo col consenso dei cittadini, quando invece si potrebbe risparmiare sui costi della politica non erogando stipendi superiori ai tremila euro al mese”.

 

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