REGISTRO TUMORI MOLISE/ Una task force del Crom al lavoro

Adesso il gruppo di ricercatori del Crom di Mercogliano, finanziati dalla Fondazione Sbarro di Philadelphia, di cui è presidente il professore Giordano, ha deciso di creare una taske force scientifica che ha come obiettivo lo studio di tutti i tumori e delle malattie correlate all’ambiente delle Regioni del cosidetto ‘Obiettivo 1’: Campania, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia.

 

di Assocampaniafelix e Medici per l’Ambiente Campania

crom_registro_tumori_molise“Dicono che siamo pazzi? Allora lo siamo. Ecco perché andremo avanti a colpi di lavori scientifici, per dimostrare che in questa Regione si muore di più a causa dell’inquinamento”. Così ha dichiarato il Prof. Antonio Giordano, presidente del Comitato Scientifico CROM di Mercogliano e Ordinario di Anatomia e Istologia Patologica presso il Dipartimento di Patologia Umana e Oncologica dell’Università di Siena, durante il convegno pubblico tenutosi a Sperone il 22 marzo scorso, alla presenza di medici, ricercatori, associazioni ambientaliste, cittadini e del Sindaco Salvatore Alaia, tutti desiderosi di conoscere i risultati del suo studio.

“Un anno orsono – ha esordito Giordano – ho pubblicato su una rivista oncologica internazionale un lavoro scientifico che ha dimostrato un aumento impressionante dei tumori della mammella nel territorio della Asl Napoli1. E abbiamo dedotto che non vi poteva essere altra causa se non quella ambientale”. “Lo studio ha dimostrato che in Campania – ha dichiarato il Dott. Di Maio – sono circa 7000 i nuovi casi di cancro della mammella, circa il 20% in più della media nazionale. Un dato sconvolgente, in quanto l’età media delle pazienti si è abbassata. Adesso ci si ammala dall’età di 25 anni e non più oltre i 45.”

“L’incidenza per i primi casi è quella che conta – è stato ribadito dai ricercatori presenti – Infatti, lo studio ha escluso le recidive del tumore entro uno o due anni dalla comparsa della malattia”. Adesso il gruppo di ricercatori del Crom di Mercogliano, finanziati dalla Fondazione Sbarro di Philadelphia, di cui è presidente il professore Giordano, ha deciso di creare una taske force scientifica che ha come obiettivo lo studio di tutti i tumori e delle malattie correlate all’ambiente delle Regioni del cosidetto ‘Obiettivo 1’: Campania, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia.

I risultati saranno pubblicati sulla rivista New England e impegnerà moltissimi giovani ricercatori di molte Università e Centri di Ricerca del Sud. “Devo dare merito ad Antonio Marfella e al professor Giuseppe Comella – ha ammesso Giordano – perché gran parte del mio lavoro ricalca le loro precedenti osservazioni e i loro studi scientifici nel settore oncologico”. Molto entusiasti i Medici per l’ambiente dell’Isde, che per bocca del loro Coordinatore Gaetano Rivezzi hanno accolto con favore l’iniziativa di Giordano e ribadito la necessità di sottoporre la popolazione più esposta ad analisi individuali per dimostrare la contaminazione da tossici ambientali, onde poter avviare le bonifiche e le pratiche di prevenzione dei tumori legati ad essa. “Il Sebiorec non sarà mai pubblicato – ha ironizzato Marfella – Le autorità temono allarmismi, ma noi abbiamo il dovere di dire tutta la verità sul disastro ambientale della Campania! Qui si vive due anni in mano secondo l’Istat!”.

Si è ribadita la necessità, quindi, di istituire un registro tumori regionale, che possa convogliare tutti i dati delle patologie della popolazione in un unico centro di elaborazione dati e finalmente orientare gli interventi di bonifica e prevenzione in maniera mirata e trasparente. “Dobbiamo auspicare che questi convegni li farete alla presenza di chi ci governa – ha dichiarato Gennaro Allocca, presidente del Comitato Difesa Agro Nolano – così saranno loro a dover dimostrare che state dicendo delle fesserie! Teniamo su due assi paralleli l’aziona ambientalista da quella scientifica. Solo quando gli scienziati dimostreranno un nesso di causalità probante tra malattie ed ambiente potremo ritenerci soddisfatti. Fino ad allora non saremo credibili”.

Significativi gli interventi di alcune attiviste dei Comitati antidiscariche di terzigno-Boscotrecase e di una ricercatrice italiana che lavora a Londra che ha presentato uno studio che dimostra che le bonifiche fanno guadagnare molti soldi nel lungo termine, perché si risparmiano le spese sanitarie. Nel finale l’APPELLO di Giordano: “Scienziati campani, uniamoci tutti per arrivare alla verità”. Prossimo incontro: riunione tecnico-scientifica per definire la ‘squadra’ per questo grande progetto di ricerca.

 

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