REGIONALI MOLISE – LO SPECIALE/ A che punto siamo? Parlano i big:”L’astensionismo è un brutto segno…”

di Andrea Succi

Tre Onorevoli, due Assessori uscenti, un Sindaco, un Segretario regionale di partito e un candidato Presidente. Ci sono tutti (o quasi) i big della politica regionale, con cui inauguriamo questo Speciale Elezioni, che comincia adesso e proseguirà fino a martedì, per la gioia di tutti quelli che vorranno seguirci. Gli unici che non siamo riusciti a raggiungere (per il momento) sono gli esponenti della Destra di Giovancarmine Mancini, ma ci sarà tempo per rimediare. Intanto concentriamo sull’astensionismo, che sembra il fatto rilevante di giornata e proviamo a vedere, da un punto di vista storico, quanto è cambiato nel tempo.

La prima giornata di voto sta correndo via e i dati sull’affluenza, rilevati alle 12 e alle 19, dimostrano un calo del 6% sulla precedente I 4 candidati alla Presidenza: Iorio, Frattura, Mancini, Federicotornata elettorale, quella del 2006, che decretò il bis del Presidente uscente Michele Iorio.

Secondo il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, “questo è un segnale della disaffezione dei cittadini molisani nei confronti di una politica che non ha saputo dare le adeguate risposte al nostro territorio. È palpabile la voglia di cambiamento.”

Forse qualcuno ancora non lo sa, ma Di Pietro non potrà votare per questa battaglia campale, i cui risvolti incideranno sugli equilibri nazionali. Perché? Semplice, non risiede in regione ma a Bergamo, “e di certo non cambio la mia residenza adesso.”

Gabriele Melogli, sindaco di Isernia e candidato nella sua circoscrizione con la lista di Progetto Molise, a sostegno di Michele Iorio, a votare ci è andato eccome. “E ho votato per me, ti sembra credibile? Voglio avere fiducia in me stesso” ci dice con un pizzico di guasconeria. E non gli garba il dato sull’astensionismo, perché “ognuno deve partecipare alla costruzione di un futuro migliore, senza lasciare che siano altri a decidere.”

Antonio Federico, candidato Presidente del Movimento 5 Stelle, è sereno, “mi sento bene, sono andato a votare stamattina, ma la bassa affluenza non mi sembra un dato positivo.” Almeno in questo due poli opposti come Melogli e Federico concordano, ma se il sale della democrazia – brutta o bella che sia – è l’espressione del voto libero, allora entrambi hanno ragione.

Perché è un dato di fatto che, nel corso degli ultimi quarant’anni, la percentuale di votanti si è via via assottigliata, passando dall’ 84,32% del giugno 1975 – quando a vincere fu la Democrazia Cristiana con il 50% dei voti e al secondo posto si piazzava il PCI, appena al 17% – ad una percentuale nettamente inferiore.

Le ultime elezioni regionali, quelle del 2006, hanno portato il 65% dei molisani alle urne: al netto degli emigranti, tanti, partiti per scacciare l’incubo di una vita di stenti, è un dato su cui l’intera classe politica deve riflettere. Meno 20% in quarant’anni. Vi sembra poco?

L’unico big della politica molisana secondo cui l’affluenza “sembra buona”, è l’Assessore uscente Filoteo Di Sandro, Pdl, candidato sul proporzionale nella circoscrizione di Isernia, che ha già votato, “mezz’ora fa” e sembra molto sicuro di sé. Forse non a torto, visti i precedenti. Ma l’indignazione potrebbe travolgere persino una macchina da voti come lui.

Chi invece si lascia andare a qualche riflessione che possa spiegare le ragioni di tale distacco dei cittadini dalla politica è l’Onorevole Sabrina De Camillis, che da Larino legge la situazione in questo modo: “Qui l’affluenza è scarsa, ma tieni presente che c’è la raccolta delle olive. E anche una processione”, ragion per cui la gente potrebbe scegliere la giornata di domani per esprimere la propria preferenza.

Ma l’Onorevole non si ferma qui e si lancia in una domanda da cento milioni di dollari: “Senti, ma perché vi chiamate L’Infiltrato? Fa un po’ paura parlare con L’Infiltrato.” Appunto. Quindi…

Impegnato in un tour de force elettorale, “non ho nemmeno pranzato”, è il Segretario regionale del Pd molisano e candidato consigliere Danilo Leva, che chiaramente ha già messo la x sulla sua scheda e si gioca la “madre di tutte le battaglie” nel posto che lo fa sentire più protetto, a Fornelli, dove risiede.

Chiudiamo questa prima giornata di elezioni con la riflessione di uno dei grandi vecchi della politica regionale, il Senatore Giuseppe Astore, ex Idv ora nel gruppo misto, da sempre antagonista di Michele Iorio. “Se ci fossi stato io…”, esordisce mesto l’Onorevole. “Vado a votare domani, sono ancora a Roma, ma non chiedermi niente perché non ho seguito.” Da volpone qual è, può darsi anche che abbia già votato e che sia a San Giuliano di Puglia, il suo paese d’origine; ma a colpire è l’amarezza di chi si sente tagliato fuori dai giochi. “L’affluenza è bassa? Brutto segno…”

Lo speciale di Infiltrato.it , appena iniziato, proseguirà fino a martedì, con un diretta elettorale nella giornata di domani , cui faranno seguito approfondimenti e interviste. Che vinca il migliore.

 

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