REGIONALI MOLISE 2012/ “Lavoriamo contro Frattura? Vogliamo le primarie. Anzi no…”

Paolo Di Laura Frattura, Cristiano Di Pietro, Danilo Leva, Michele Petraroia e Massimo Romano. Dopo l’esclusiva di stamattina, in cui abbiamo svelato che – ufficialmente – esiste una fronda interna al centrosinistra per far fuori Paolo Frattura, il candidato Presidente della coalizione che a ottobre 2011 ha sfiorato la vittoria (o aveva vinto e ancora non lo sappiamo?), siamo andati a interpellare i mammasantissima che lo hanno appoggiato, oltre a sentire Frattura stesso. Ecco le loro dichiarazioni.

di Viviana Pizzi

regionali_molise_2012_si_noIl pezzo esclusivo sulla possibile lacerazione interna al centrosinistra, in vista di ipotetiche elezioni regionali nell’autunno 2012, ha portato ai commenti dei consiglieri regionali interessati. Naturalmente tutti hanno smentito l’esistenza di franchi tiratori. Qualcuno, fuori microfono, ha anche azzardato a un tentativo del centrodestra di screditarli. Evitando di comprendere che è stato proprio uno dei dodici apostoli a parlare.

Cristiano Di Pietro, Danilo Leva, Massimo Romano e Michele Petraroia sembrano avere tutti a cuore l’unità del centrosinistra in vista del 17 maggio, quando con ogni probabilità il Tar Molise annullerà le consultazioni regionali del 2011 e manderà tutti al voto. Ma le posizioni restano tuttavia diverse. L’attuale leader del centrosinistra Paolo Di Laura Frattura sembra sereno. Perché dalla sua parte ha il sostegno del fermento civico che si è creato intorno alla sua persona. «Sono tranquillo – ci ha detto – in questi mesi abbiamo creato un bel gruppo basato sul rispetto reciproco e su un grande entusiasmo, tutti convinti che in Molise ci sia bisogno di cambiamento. Tutti aspettiamo con ansia il 17 maggio e ci auguriamo che si torni alle urne. Sono convinto che alle prossime consultazioni elettorali prevarrà la voglia di mantenere unita la coalizione».

A Paolo Di Laura Frattura abbiamo chiesto se, in caso di primarie, sarà disposto a scendere nuovamente in campo per confrontarsi con il giudizio dei cittadini. «Se ci dovessero essere di nuovo le primarie – ha sostenuto – mi candiderò. L’unica cosa che mi potrebbe far desistere sarebbe la disaffezione al cambiamento da parte della gente comune. Ma non credo, almeno stando a quanto stiamo vedendo in questi mesi, che questo accadrà. Ho visto la vicinanza a me anche attraverso il voto disgiunto, segno che la volontà di cambiare esiste. Ma sono altrettanto convinto che altre ambizioni siano legittime».

Chi, come già detto nel pezzo in esclusiva, aveva già assicurato il suo appoggio a Paolo Di Laura Frattura è l’Italia dei Valori. E Cristiano Di Pietro ci ha confermato quello che il dodicesimo apostolo ci aveva confidato. «Paolo Di Laura Frattura resta per noi il leader del centrosinistra – ha sottolineato il consigliere regionale – se necessario sosterremo Paolo anche alle elezioni primarie in caso si torni alle urne. Ma se lui non si volesse candidare noi sosterremo comunque Paolo Di Laura Frattura».

Poche parole, ma chiarissime, a scanso di ogni equivoco. Le idee dei dipietristi sono cristalline, così come quelle del segretario del Partito Democratico Danilo Leva. Che invita tutti alla cautela e a pensare a cose più concrete in questo momento, ossia le liste per le elezioni comunali di Isernia. «Per quel che mi riguarda – afferma – la spaccatura non esiste. Sono tutte chiacchiere. Il leader della coalizione resta Paolo Di Laura Frattura. Sono impegnato in queste ore alla chiusura delle liste per le comunali di Isernia, siamo in una fase delicatissima sulla questione. In questo momento inviterei tutti a pensare a questioni concrete tipo le elezioni comunali. Al resto si penserà dopo».

Il compagno di partito Michele Petraroia si è invece affrettato a smentire quanto abbiamo rivelato stamane. E ha fatto anche di più: si è chiamato ufficialmente fuori da ipotetiche primarie del centrosinistra.

«In caso si torni al voto – svela Michele Petraroia – non mi candiderò alle primarie. Ho già dato e non mi interessa ripetere l’esperienza. Per quel che mi riguarda continuerò ad impegnarmi per i problemi concreti dei cittadini quali la sanità e il post sisma. Quello che mi sta più a cuore è l’unità del centrosinistra soprattutto in questo momento in cui le politiche del centrodestra, anche a livello nazionale, si stanno rivelando fallimentari. Per il resto sono un dirigente del Partito Democratico. Se in assemblea si decide di andare alle primarie, in caso di nuove elezioni regionali, andremo alle primarie. Se si decide diversamente si farà diversamente. Per 32 anni sono stato sempre di un solo partito, anche se negli altri diciassette ho rappresentato posizioni minoritarie all’interno dello stesso. Ma questo non significa che mi sento figlio di un Dio minore o un battitore libero».

Smentite arrivano anche dal leader di Costruire Democrazia Massimo Romano, a conoscenza del fatto che le notizie ci arrivavano da un mister X del centrosinistra. «In genere – racconta Romano – non replico mai alle fonti anonime. In questo modo è facile creare un gioco al massacro. Posso solo aggiungere che le primarie sono uno strumento necessario da utilizzare per qualsiasi competizione elettorale, lo avevo già detto per quanto riguardava le comunali di Isernia, dove Pd e Idv hanno sbagliato a convocare e poi ritirare le primarie. Proprio per questo non ho ancora deciso su quale candidato alla comunali puntare. Se lo strumento di democrazia partecipata fosse stato attuato tante problematiche sarebbero state evitate. Resto comunque dell’idea che l’unità della coalizione vada preservata».

Dalle dichiarazioni dei cinque consiglieri emerge la volontà di tenere tutta unita la coalizione, ma vengono comunque evidenziate le differenze di metodo che esistono tra i vari consiglieri di opposizione. Sensazioni? Tutte chiuse in cinque parole: Frattura è morto, viva Frattura. Sono accettati gli scongiuri.

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