REGIONALI MOLISE 2011/ Il blitz (fallito) di Iorio.

di Alessandro Corroppoli

E’ stato un fine settimana al calor bianco quello del presidente della regione Molise, Michele Iorio. Il governatore ha tentato di chiudere, non riuscendoci, tutte le liste proporzionali del centrodestra entro la nottata di sabato. Il blitz, accompagnato da un robusta campagna mediatica, era stato ideato per inquinare le primarie del centrosinistra, e in particolare il voto che potrebbe andare ad uno dei cinque candidati alle Primarie di oggi, Paolo Di Laura Frattura. Chiuse le liste del centrodestra, Iorio avrebbe così dissuaso gli elettori moderati dal cercarsi un candidato alternativo nella composita offerta politica del centrosinistra. I moderati stanno tutti con me, avrebbe detto Iorio a liste tutte chiuse. Il blitz non solo è fallito, ma le liste sono ancora in alto mare e le primarie di oggi assumono un tono e una importanza ancora maggiori.

Michele Iorio

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Solo qualche giorno fa si è consumata una delle più grandi false partenze della storia dell’atletica leggera. Il primatista mondiale, l’uomo più veloce del pianeta, il giamaicano Usain Bolt, è stato squalificato per falsa partenza durante la finale dei cento metri piani ai mondiali in Corea del Sud. Il dramma sportivo è stato enorme per tutti: per l’atleta squalificato, per gli altri finalisti, per il vincitore (una vittoria monca è stata definita) ma anche per tutti i fan e i giornalisti sportivi che speravano di narrare l’ennesima super veloce corsa del giamaicano. Niente di tutto ciò: i muscoli del campione caraibico sono scattati prima e il sogno si è frantumato e il filo con la storia ha subito una “Frattura”.

La stessa Frattura che teme il Presidente commissario molisano Michele Iorio che, volendo essere il più veloce, ha tentato ancora una volta di spiazzare tutti dai blocchi di partenza per le prossime consultazioni elettorali di ottobre.

Intanto è già riuscito a far anticipare le consultazioni di oltre trenta giorni (in origine le elezioni erano previste, per scadenza naturale di fine legislatura,  nel mese di novembre) per paura di non essere ricandidato a causa dell’approvazione definitiva del decreto “Premi e sanzioni”. I governatori regionali uscenti, infatti, incapaci di rientrare dai debiti, dovranno fare le valige e quello molisano, con una voragine sanitaria di 600 milioni, sarebbe stato il primo a saltare. Intanto è riuscito in questo, Michele Iorio (non solo moralmente ma anche materialmente è ineleggibile), ma ne ha tentata un’altra due giorni fa, cercando di anticipare ancora una volta il centrosinistra  e ricacciare indietro il suo incubo peggiore, Paolo Di Laura Frattura. Ha cercato Iorio, in buona sostanza, di bruciare i tempi nella presentazione delle liste e della coalizione sottraendo candidati a destra e a manca.

Infatti, mentre tutta l’attenzione mediatica era dedicata alle primarie e alle gesta degli aspiranti candidati Michele Iorio, zitto zitto, due giorni fa ha convocato nei suoi uffici regionali tutto lo stato maggiore del centrodestra per un vero e proprio blitz. Ma non sarà un venerdì da ricordare, quello appena trascorso, tanto è vero che nell’ufficio di presidenza, al fresco dell’aria condizionata, si è consumato uno dei più grandi drammi politici per il centrodestra degli ultimi dieci anni.

Il novello Artù ha chiesto ai suoi cavalieri di chiudere le liste, da presentare nel proporzionale, entro la giornata di sabato per poi dare la notizia di unità domenica mattina in modo da prendersi la scena sia mediaticamente e sia politicamente nei confronti del centrosinistra e in particolare nei confronti di quel Paolo di Laura Frattura che tanti imbarazzi e tanti malumori ha creato nella coalizione del governatore. Nella sostanza Michele Iorio ha cercato, col suo gioco d’anticipo, di dopare il responso delle primarie per indurre e sconsigliare i tanti suoi, ormai, ex sostenitori a votare il presidente di Unioncamere. La paura è quella che il voto, per il candidato di area moderata, che non sia solo quello dato alle primarie ma anche e soprattutto ad ottobre dove è in ballo la poltrona di primo cittadino molisano.

A testimonianza di tale timore è ancora sotto gli occhi di tutti la lettera che l’assessore alla programmazione Gianfranco Vitagliano ha scritto ai suoi, cioè al centrodestra, raccomandando di non andare a votare alla primarie degli “altri”. In pratica, Vitagliano, ha cercato di evitare che un voto dal centrodestra, alle primarie del centrosinistra, favorisse un  candidato in grado di fare lo sgambetto all’attuale governatore. Indiscrezioni ci dicono che il blitz di Iorio sia fallito, così come le raccomandazioni di Vitagliano.

Il tentativo di Iorio, che sarebbe stato accompagnato da un prevedibile “golpe mediatico”, è naufragato perché i partiti e i movimenti sono ancora in alto mare con la compilazione delle liste. Inoltre, sembra che siano sorti problemi col FLI. Il partito di Fini è attraversato da una profonda frattura  interna: il consigliere Tony Incollingo è ormai dato nelle fila di Alternativ@ e tanti altri dirigenti locali sono con le valige in mano. Come se non bastasse (ed è questo il giallo delle ultime ore) molti dei possibili candidati di FLI sembra che vengano “scippati” dal Pdl, in enorme difficoltà per la chiusura della propria lista. A tutto ciò bisogna aggiungere, nonostante le smentite ufficiali, la non più certa presenza di Quintino Pallante all’interno del listino maggioritario, fatto dovuto proprio alle difficoltà del suo partito a comporre una lista.

E allora, mentre il popolo degli onesti ripropone un candidato ineleggibile, mentre il senatore Di Giacomo paragona i giovani del Pdl a dei girasoli che guardano sempre verso la luce (ignorando che i girasoli  rivolti verso il sole sono girasoli vuoti mentre quelli pieni sono a testa in giù), e mentre si allontano i vari Di Rocco, Di Giandomenico e Campopiano, senza dimenticare i malumori di Antonio Chieffo, il presidente Iorio viene squalificato dai suoi, per falsa partenza, in un pomeriggio di fine estate dove la vera Frattura prende le sembianze, le forme e gli umori dei suoi stessi fedelissimi.

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