REGIONALI MOLISE 2011/ Frattura, batti un colpo

di Pasquale di Bello

Paolo Di Laura Frattura, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Molise, può vincere le elezioni contro il governatore uscente, il  berlusconiano Michele Iorio. Ma pare che sia lui, che le forze della coalizione che lo sostiene, non si accorgano di un errore che può rivelarsi letale: la totale assenza dagli schermi televisivi. Nemmeno un centesimo, nemmeno un secondo impegnati nel mezzo che più di ogni altri serve a vincere le campagne elettorali. C’è ancora tempo per destarsi, ma è necessario che Frattura, Bersani e Di Pietro battano un colpo e appaiano in Tv.

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C’è un fantasma che si aggira per il Molise, ma le barbe di Marx ed Engels questa volta non c’entrano. Il fantasma è quello di Paolo Paolo Di Laura FratturaDi Laura Frattura, candidato dal centrosinistra alla presidenza della Regione contro  il governatore uscente, il berlusconiano Michele Iorio, e l’unica barba in circolazione, però massiccia e compatta come la Grande Muraglia cinese, è quella di una campagna elettorale che più noiosa e sonnolenta non potrebbe essere. Che noi, che barba! Verrebbe da dire citando il duo Vianello-Mondaini. Stiamo ricevendo telefonate e solleciti tutti i giorni e più volte al giorno, proteste di elettori del centrosinistra e delusi del centrodestra che si rivolgono all’Infiltrato e domandano: “Ma Frattura, dov’è?”. E se lo chiedono perché per la prima volta nella storia mondiale e recente delle campagne elettorali – almeno dal 1954 in Italia, anno di nascita della televisione – assistiamo ad una comunicazione fatta a segnali di fumo. Viaggiamo, per capirci, a comunicati stampa e messaggi via Facebook, strumenti indubbiamente utili, ma assolutamente insufficienti per una dimensione agropastorale come quella molisana. I sanniti, non solo non leggono i giornali e quanto al web – sia detto absit iniuria – sono l’equivalente dell’uomo prima dell’invenzione della ruota. In compenso, guardano la televisione. Questo lo ha capito bene Iorio, che grazie alla televisione, a un finto terremoto e ad un’alluvione intelligente (che s’è fermata a Venafro senza bagnare Sesto Campano e a Montenero di Bisaccia senza uno schizzo a San Salvo) ha saputo costruire in questi dieci anni la propria fortuna politica. Se da un lato le calamità naturali, finte o vere che siano, si sono trasformate in fortune personali, dall’altro lato Iorio ha saputo abilmente sfruttare la comunicazione locale, spesso compiacente se non interessata. La legge sulla carta stampata, quella attualmente in vigore, è degna dei peggiori regimi totalitari. Sta di fatto che il volto rubicondo di Iorio lo si è visto e lo si vede in Tv, mentre per vedere quello di Frattura i molisani sono costretti alle sedute spiritiche. Se ci sei, stanno chiedendo in molti, batti un colpo. La scena, purtroppo, è realmente da sit-com alla Vianello: con Frattura sotto il plaid e il quotidiano in mano, e i molisani dall’altra parte a sbuffare e scalciare da sotto la coperta: “Che noia, che barba” (seguono le pedate).

Ora basta! Basta a una campagna elettorale fatto senza il mezzo televisivo, senza lo straccio di uno spot, senza la possibilità di vedere una faccia che parla. I molisani hanno il diritto di conoscere il candidato alla presidenza della Regione e il suo programma, e sia lui che i segretari della coalizione che lo sostengono hanno il dovere di arrivare alla più larga parte dei molisani. Bastano forse i soli comunicati stampa e Facebook? No di certo, e lo diciamo non solo e non tanto a Frattura ma in special modo ai segretari nazionali della coalizione che sostiene Frattura. In primis a Pierluigi Bersani e a Tonino Di Pietro. Signori, Berlusconi sostiene che a girare debba essere la “patonza”, ma a  voi non viene in mente che a girare in Molise debba essere la moneta? Non vi sfiora l’idea che le campagne elettorali, nel 2011, si vincono grazie alla comunicazione, specie a quella immediata, gratuita per i fruitori, e soprattutto efficace? Eppure tutti gli indicatori danno Iorio in caduta libera, ma al momento non sufficiente a fargli perdere le elezioni. Attorno al governatore uscente c’è stanchezza, irritazione, disillusione, malcontento dei molisani. Iorio non può nemmeno beneficiare dell’effetto Berlusconi, un tempo determinante, travolto com’è il premier da scandali e questioni giudiziarie. Mentre nel 2006 Berlusconi venne in Molise in gran spolvero, ora è tenuto fuori non solo dal simbolo ma da ogni riferimento latente. Contro Iorio stanno poi dieci anni di disastri: sanità, welfare, lavoro, infrastrutture, economia; solo per citare alcuni dei capi di una imputazione politica che è prossima alla sentenza di condanna.

Iorio rifiuta il confronto televisivo? Bene, bravo bis! Occasione unica per costruire uno spot con due sedie: una vuota e una piena. In una Frattura, su quella vuota la sagoma di cartone di Michele Iorio. Trenta secondi, senza dire una parola, e una scritta che scorre: “Vergogna!”. Perché è una vergogna da paese golpista quella di un presidente che rifiuta il confronto e lo nega ai suoi corregionali. Ed è una doppia vergogna, perché Iorio rifiuta di confrontarsi non solo con l’avversario Frattura ma anche con i giornalisti. Una settimana fa, da questa testata, gli rivolgemmo un invito in tal senso. Tutto tace, e sappiamo d’esser letti dal suo staff. Noi l’invito glielo rinnoviamo, ma sappiamo già che cadrà nel vuoto. Altro non possiamo fare. Frattura e i suoi, invece, sciolgano i cordoni della borsa e comprino spazi su tutte le televisioni regionali, senza alcuna distinzione o restrizione. Se non ora, quando? Quando le elezioni si saranno perse per essere stati così ottusi da non capire che le urne non stanno nei seggi, ma in quella scatola luminosa e piatta che sta nelle case di tutti, allora forse la lezione verrà capita. Noi vogliamo mettervi in guardia: si può vincere, e voi state facendo di tutto per perdere. Testuale dall’agenda di Frattura: Martedì 4 ottobre ore 8,30: Termoli, visita al mercato del pesce. Capite! Visita al mercato del pesce! E in televisione, per fiocinare Iorio, no? Svegliatevi, siete ancora in tempo. Le campagne elettorali si vincono negli ultimi dieci giorni. Lasciate perdere quello del pesce, e pensate al mercato vero: quello dei voti, che sta tutto in televisione. Frattura, Bersani, Di Pietro, se ci siete battete un colpo! Anzi, battete uno spot!

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