REFERENDUM e FIAT/ La Fiom Molise abbraccia la lotta di Antonio Di Pietro

Da ieri mattina fino al 12 ottobre banchetti del sindacato a livello regionale sono presenti davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat di Termoli . La Fiom chiede, al pari di Di Pietro, il ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e la modifica dell’articolo otto al punto in cui si prevede che ogni azienda possa contrattualizzare i lavoratori non seguendo la normativa del contratto nazionale di lavoro. Per Tarantino la questione referendaria è necessaria per salvaguardare gli operai Fiat. Per Di Pietro la modifica della Riforma Fornero è un punto essenziale del programma che verrà presentato dopodomani a Vasto. Dove ci sarà nel pomeriggio anche Nichi Vendola. Sabato è previsto anche l’arrivo di Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto. E Bersani? Il suo nome non è nel programma. 

di Viviana Pizzi

landini_e_di_pietroLa Fiom non si arrende. Nonostante esiste la possibilità che Sergio Marchionne sposti la produzione della Fiat lontana dall’Italia e possa sacrificare qualche stabilimento italiano. E mentre a Pomigliano si protesta davanti ai cancelli della fabbrica per il timore che duemila lavoratori non varcheranno più la soglia a Termoli si comincia a parlare di referendum. Per intenderci quelli per il ripristino dell’articolo diciotto e dell’articolo otto proposti nel mese di agosto da Antonio Di Pietro e ora abbracciati anche da quella parte della sinistra attenta ai problemi del lavoro. Tra questi Nichi Vendola, Paolo Ferrero, Sergio Cofferati e tanti altri.

Dalle dieci di questa mattina la Fiom Molise sta raccogliendo le firme per i due referendum proprio davanti ai cancelli della Fiat. Un’iniziativa voluta dal segretario regionale Giuseppe Tarantino nonostante la Fiom nazionale non sia tra i diretti promotori dei quesiti referendari. Mettendo i banchetti davanti alla fabbrica di Rivolta del Re per la raccolta da ultimare entro il dodici ottobre il sindacato lancia un messaggio preciso: la nostra lotta continua,

È importante radunarci davanti alla Fiat – ha sottolineato Giuseppe Tarantino – proprio i lavoratori di questa azienda potrebbero subire le conseguenze peggiori della nuova riforma  Fornero. E’ importantissimo poter decidere di essere reintegrati in caso di licenziamento ingiusto (tipo appartenere a un sindacato scomodo ndr). Nel caso dell’articolo otto si autorizza qualsiasi azienda a non rispettare le direttive nazionali nei contratti di lavoro. Contro questa cosa dobbiamo lottare con tutte le nostre forze”.

Secondo il contratto nazionale del lavoro infatti è antisindacale proprio quello che è avvenuto a Termoli. Ossia ridurre il salario di 250 euro al mese ai lavoratori Fiom rispetto a quello dei loro colleghi. Con la Riforma Fornero ogni azienda può decidere invece a modo proprio sui contratti di lavoro. Anche non rispettando i contratti nazionali di categoria.

Marchionne, per intenderci, potrebbe anche stabilire  un salario inferiore a quello che le normative nazionali prevedono. E nessuno potrebbe dir nulla perché come ha riferito lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti “la fabbrica è sua può fare quel che vuole”. Dichiarazioni secondo la Fiom Molise  “gravissime e preoccupanti” che devono dare la forza al sindacato di continuare a lottare.

Ma contro tutto questo si sta battendo soprattutto il leader dell’Idv Antonio Di Pietro. Che ci tiene a sottolineare che proprio la questione referendaria è al centro del proprio programma elettorale.

Modificare la legge Fornero e tutelare i lavoratori – ha riferito Di Pietro all’Ascadevono essere i punti qualificanti del futuro programma. Vorrei allearmi con un Pd che dica ai cittadini: votate questa coalizione perchè riformerà la legge Fornero, a prescindere dal referendum. L’IdV, ripartendo dall’impegno preso a Vasto lo scorso anno, intende dialogare con gli altri partiti riformisti su una base programmatica e non sul mero conteggio numerico. Vogliamo costruire un’alternativa al governo Monti e a Berlusconi che punti su legalità solidarietà , sviluppo, pari opportunità e sulla difesa delle fasce sociali più deboli”.

Parole chiare quelle di Antonio Di Pietro che anticipano in parte proprio il programma del partito che verrà presentato nel dettaglio a Vasto, domattina in apertura del settimo incontro dell’Italia dei Valori. Se lo scorso anno – e per tutta la stagione politica – non si è fatto altro che parlare della famosa foto che ritraeva Di Pietro, Bersani e Vendola, stavolta sarà diverso. Molto diverso.

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