REFERENDUM 12 GIUGNO/ Molise, ancora in controtendenza?

La settimana santa del referendum sta per chiudersi, domenica e lunedì si vota, e purtroppo tocca constatare che si è fatto di tutto – in Italia come in Molise – per parlare d’altro. Nel feudo di Michele Iorio, poi, sono scoppiati i soliti scaldaletti di distrazione di massa. Si è riesumato il fantasma di Cristiano Huscher, che quando c’è da gettare fumo negli occhi è l’ideale e, apoteosi, vengono tratti in arresto 4 scannagatti della camorra, nell’operazione sui videopoker truccati. Sai che novità. E guarda caso tutto in questa settimana. Eppur si vota

di Carmine Gazzanni

BattiQuorum-referendum-12-13-giugno_1304229899L’abbiamo visto tutti. Alla tornata elettorale di alcuni giorni fa il Molise è stato uno dei pochi casi in cui non si è vista alcuna aria di rinnovamento, della quale, invece, abbiamo avuto testimonianze in tutta Italia. Il feudo è sempre più feudo, sotto l’egida di Michele Iorio, e la longa manus di clientele, affari, accordicchi e favori ancora una volta ha trionfato in una terra sempre più estranea – mi si scusi – al vigore, alla voglia di rivalsa, al desiderio di non essere più individui tinti di anonimato, ma cittadini coscienti del proprio ruolo democratico.

Ora l’occasione sembra ripresentarsi il 12 e il 13 giugno con il referendum: aspettiamo curiosi di vedere quale sarà la percentuale dei votanti e, soprattutto, quale sarà il voto espresso. Che in una terra come quella molisana avrà fondamentale importanza. Capiamo il perché.

Partiamo dal nucleare. Se infatti formalmente ancora non è possibile stabilire la localizzazione degli impianti (manca l’Agenzia per la sicurezza nucleare, che per legge dovrebbe indicare le caratteristiche territoriali dei siti idonei), in realtà noi oggi conosciamo l’elenco delle 50 aree potenzialmente idonee ad ospitare una centrale nucleare. L’elenco – reso noto in un dossier di Legambiente – presenta diversi siti dislocati in ben 15 regioni italiane: tra queste anche il Molise. Precisamente dovrebbe essere l’area termolese (più precisamente la “zona costiera meridionale alla foce del Biferno”) quella a cui attenderebbe un destino tanto nefasto quanto letale. Sì, letale. Il motivo è presto detto: ad oggi in Molise – secondo quanto rivelato da Legambiente – è stato riscontrato un volume di quasi 90 metri cubi di rifiuti radioattivi (più che in Sicilia dove il volume non arriva neanche ad un metro cubo), senza che ci sia alcuna centrale nucleare. Cosa potrebbe accadere nel caso in cui ne venga installata una?

E poi l’acqua, un bene indubbiamente comune ed essenziale, che appartiene a tutti, un diritto umano universale. “Per questo motivo – dicono in una nota gli Ecologisti Democratici Moliseè necessario che la gestione del servizio idrico venga affidata al pubblico”. Votando “sì” al primo quesito si impedisce che la gestione del servizio venga affidata a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto, pubblico-privato, dove in entrambi i casi il privato detiene almeno il 40% del capitale; votando “sì” al secondo quesito si impedisce che i privati e le multinazionali traggano profitti dall’acqua a scapito della qualità del servizio. Ad oggi, infatti, il gestore può aumentare le bollette fino al 7% senza che tale aumento sia investito per migliorare le infrastrutture. Anche in Molise, dunque, il problema dell’acqua appare molto sentito, tanto che il Comitato “2 SI per l’acqua bene comune Molise”, che si è impegnato attivamente nell’organizzare eventi per mobilitare ed informare l’elettorato risulta sempre più numeroso ed efficace sul territorio.

È importante dunque che anche i cittadini molisani partecipino in massa al referendum. Ma il valore del voto è anche – chiaramente – politico. Lo si è visto in maniera lucida dalle posizioni (le più diverse) che al riguardo ha assunto la maggioranza regionale. Michele Iorio, ad esempio, ha precisato che si recherà al seggio, anche se non ha svelato l’identità del suo voto; Filoteo Di Sandro, assessore regionale all’ambiente ed esponente del Pdl molisano voterà contro il nucleare e quindi “Si”. Gli altri tre quesiti? Non è dato sapere. Sabrina De Camillis e Ulisse Di Giacomo, invece, non sono in linea col parere del Governatore: loro non andranno a votare.

E questo è molto interessante perché rivela la pochezza di alcuni politici molisani, nella fattispecie dell’Onorevole (così pare si dica) e del Capogruppo regionale: è assolutamente disarmante, infatti, che in un Paese che dice di essere democratico due esponenti di punta della politica non vadano a votare, rinunciando non solo a un loro diritto-dovere (tramite il quale, per giunta, sono stati eletti!), ma influenzando così anche i cittadini molisani. È come se avessero detto: “cari molisani, non approfittate, per carità, dell’unico strumento di partecipazione diretta di cui godete!”. Complimenti.

Ora, dunque, i cittadini molisani hanno tra le mani una nuova possibilità che – si spera – non si lasceranno scappare: sconfessare una classe politica demagogica, clientelare, oligarchica. È il momento di far vedere che anche il Molise, una buona volta, risponda “sì” all’appello. Anzi, risponda quattro volte “sì”.

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