“Fuori la camorra dal Molise”: fotografia di una società civile stanca di subire in silenzio

Centinaia di persone hanno manifestato nel capoluogo molisano per chiedere maggiore tutela di un territorio “sotto attacco” da parte di rifiuti tossici ed eolico selvaggio. Michele Mignogna, presente alla manifestazione, fotografa con estrema lucidità quelli che sono i sentimenti di una società civile stanca di subire in silenzio.

manifestazione_cb_17No all’eolico selvaggio, no ai rifiuti provenienti da fuori regione, fuori la camorra dal Molise, questi alcuni slogan scritti sui cartelloni dei manifestanti che ieri hanno preso parte alla manifestazione indetta da 120 associazioni ambientaliste e non. L’appuntamento era fissato alle 7 di ieri mattina, nella Valle del Tammaro, quella valle ricca di storia e cultura che ha dato l’entità stessa di questa regione, e senza esagerare del’Italia intera. La valle di Sepino e Altilia, che a breve, se non ci saranno interventi seri della politica locale, sarà riempita di pale eoliche, posizionati a ridosso dei resti romani.

Un territorio da settimane sotto la lente di associazioni, politici e giornalisti, che cercano in qualche modo di fermare quello che si annuncia un vero e proprio scempio. Da qui sono partiti i trattori, 40 in totale alla volta di Campobasso, la meta da raggiungere la sede del Consiglio Regionale, ad attendere i trattori ed i manifestanti dell’alto Molise, allo stadio Romagnoli c’erano altri manifestanti, oltre mille per gli organizzatori, 400 per la Questura, provenienti da quelle zone in cui condividono gli stessi problemi, l’eolico selvaggio ed altri scempi che si stanno consumando, in queste ore, nel nostro piccolo Molise.

C’è il comitato di Montagano contro la discarica, ci sono quelli di Toro e Matrice contro l’eolico selvaggio, ci sono le associazioni degli agricoltori e i sindacati, ci sono i consiglieri di opposizione al Comune di Termoli con uno striscione che più eloquente non poteva essere “ commissario al cosib”. Uniti da un solo intendo, fermare l’anarchia con la quale si sta distruggendo un territorio.

Ma a far riflettere sono i tanti cartelli, portati dai giovani, che urlano” fuori la camorra dal Molise, “siamo consapevoli che dietro queste manovre si nascondono interessi economici importanti” ci dice una ragazza, capelli rasta e bandiera della pace sulle spalle, mentre un altro ragazzo chiede “ legalità e trasparenza sul territorio, un territorio la cui gestione non può essere delegata a soggetti che hanno tanti, troppi interessi nei settori delle energie rinnovabili”.

Un tripudio di colori che culmina nei comizi di chiusura su un palco improvvisato nel presidio permanente davanti alla sede della regione, protetta e coccolata da decine di agenti delle forze dell’ordine, che impediscono il passaggio a chiunque non sia autorizzato, “il potere va difeso e protetto, il territorio invece deve diventare ricettacolo di ogni schifezza possibile”, dicono dal palco mentre il corteo continua ad arrivare.

Poi c’è una delegazione di  Morcone, dove lo scorso anno dopo lotte e manifestazione si è impedito il deposito delle famigerate eco balle napoletane. L’impressione, al termine della mattinata, è che i molisani sono stanchi di soprusi e di cattive pratiche politiche, e soprattutto che hanno voglia e capacità di opporsi, di fare proposte alternative e soprattutto, hanno dimostrato di voler difendere il proprio territorio senza se e senza ma.

 

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