PROVINCIALI CAMPOBASSO/ L’aria che respiriamo…

I politici, inutile far i fricchettoni e dire non è vero, si assomigliano tutti. Comportamenti, feticci, manie ecc… cambiano le sfumature ma in fondo non si tratta, per dirla come Fausto Gilberti, artista bresciano, d’altro che di “tante marionette dello stesso canovaccio”. L’aria è talmente pesante che è impossibile, per noi, non fare un po’ di pulizia e di chiarezza.

 

di Alessandro Corroppoli

elezioni_provinciali_campobasso_candidati_presidenzaTrenta giorni di assoluto dominio comunicativo hanno reso l’aria pesante, irrespirabile. Un tanfo insopportabile ma dietro a questo puzzo un vuoto assoluto, tangibile, ancora più pesante e grosso.

Fondamentalmente gli aspiranti Presidenti e i loro soldati cosa hanno detto in concreto in materia di ambiente, di sviluppo, di acqua? Nulla.

Avete forse sentito uno di loro parlare e accennare alla grave situazione ambientale del basso molise? Ed ancora, avete forse sentito parlare del grave problema idrico che ha colpito quelle zone sotto il periodo natalizio? Dello scandalo Cosib? Oppure si sono interessati di cosa è andato in fumo il 26 marzo scorso nell’ex acciaieria di Pantano Basso? E che dire delle trivellazioni in mare? Perché non è stata invitata il Ministro Prestigiacomo, altro perno della famosa filiera istituzionale, a illustrarci i benefici nel poter avere un mare nero?

Nessuna notizia, nessuna presa di posizione, nessun dibattito sui giornali e nelle varie emittenti televisive, niente di niente solo il vuoto di un pour parler;  di cose concrete che davvero quotidianamente toccano i cittadini nulla. Quasi che si avesse una paura trasversale nel toccare certi argomenti che maliziosamente fanno pensare ‘che son tutti colpevoli ‘ del disastro ambientale in cui cresce una nuova generazione di molisani.

Si dirà: “certi argomenti in campagna elettorale non si trattano perché fanno solo populismo, demagogia e i cittadini vengono strumentalizzati”. Va bene, si può essere d’accordo però  proviamo a sommi capi a sintetizzare il pensiero dei sei candidati alla Presidenza della Provincia di Campobasso.

Micaela Fanelli in  uno dei tanti comizi: “ Io amministro con assessori del centrodestra, ma questo non vuol dire nulla se si amministra bene “. Domanda: ma non ci stanno dicendo da anni che tra centrodestra e centrosinistra c’è una differenza enorme? Informate la Fanelli di questo.

Rosario De Matteis in una delle sue tante comparsate televisive: “ Io sono stato sempre vicino alle problematiche  del basso molise “. Ok, gentilmente ci può dire quali però?

Pierpaolo Nagni in uno dei suoi tanti appuntamenti elettorali: “ Noi siamo per la coerenza e per la legalità e lotteremo per un centrosinistra unito”. Molto bene però perché una volte per tutte la smettete di litigare con il Pd e con tutti gli altri perché tutti ma proprio tutti ne hanno le palle piene?!

Oreste Campopiano in un’intervista televisiva :” Non abbiamo accettato l’imposizione di Michele Iorio a far parte di una coalizione già fatta dove noi avremmo portato solo voti alla sua causa “. Benissimo, ci dice  – oltre la sua di causa –   un fatto concreto su cui fare pressione concretamente?

Giovancarmine Mancini ovunque lo si incontri o incroci: “Iorio è un rais, il vero centrodestra siamo noi”. Certo fa effetto dare del rais a qualcuno ed esordire nei comizi pubblici con musiche del ventennio, invidioso?

Simone Coscia nel suo spot elettorale parla di nuova generazione….anche di Peppe Astore?

Roberto Ruta: “Paolo di Laura Frattura sarà l’anti Iorio a Novembre” . Che c’azzecca?

Ma il vuoto più grande lo si è dato in materia di referendum. Come definire la mancanza totale di informazione sui quattro quesiti referendari del 12 – 13 giugno se non proprio e vera censura?

Questo silenzio è sinonimo di paura, il loro fallimento è un fatto imprescindibile per conservare affari e impunità.

I quattro quesiti referendari sono ancora vivi e vegeti nonostante il tentativo del governo di eliminarne due: acqua e nucleare. Appunto, acqua e ambiente gli argomenti cardini di cui non si è parlato e di cui non si parlerà in questa campagna elettore.

L’avvio della privatizzazione dell’acqua molisana e la devastazione del territorio. Tutto torna e il silenzio per far fallire i referendum è un dei tanti mezzi per ottenere il risultato finale.

Ed allora  il 15 – 16 maggio si voterà per il rinnovo del Presidente e del consiglio Provinciale di Campobasso ma difficilmente verrà rinnovata l’aria che respireremo.

 

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