Progetto Mef: Iene allo sbaraglio e opposizione opportunista

È culturalmente interessante osservare l’atteggiamento di una parte dell’opposizione in seno al consiglio regionale, per giustificarne la sua impossibilità ad un futuro Governo della Regione. Perché? Prendiamo il caso del Progetto Mef e del destino dei 14 dipendenti della Quei: è solo un caso, una coincidenza l’interessamento attuale con l’arrivo delle Iene in regione? È solo dietrologia dello scrivente oppure chi si interessa oggi (giustamente) alla causa è perché già si sente in campagna elettorale (17 maggio docet) e un passaggio in qualche rotocalco nazionale non fa mai male?

di Alessandro Corroppoli Twitter.com/AlexCorroppoli

iorio_a_le_ieneIl caso del progetto Mef torna prepotentemente sulle prime pagine della cronaca regionale allorquando gli inviati di una nota trasmissione satirica (Le Iene) tornano alla carica nei confronti dell’inattendibile governatore Iorio e dei farmacisti. Quasi in automatico scatta la caccia, da parte di certa opposizione fine a se stessa, al titolo in prima pagina. Risultato, per ora, un nulla di fatto se non, appunto, qualche titolo in prima pagina e magari un passaggio televisivo (diretto o indiretto che sia) su trasmissioni nazionali. Insomma tanto baccano per nulla: i 14 dipendenti della Qei sono ancora lì in attesa dello sblocco del contenzioso con la Regione Molise.

Ma cosa sono il progetto Mef e la Qei? Cosa è successo in questi anni in cui nessuno se ne è occupato, tranne noi de L’Infiltrato, prima dell’arrivo della primavera 2012 e delle Iene?

Lo scorso 26 settembre dedicammo ampio spazio a tutta la vicenda, a cui rimandiamo i nostri lettori, partendo dall’inizio sino al momento in cui si aprì il contenzioso tra Qei e Regione Molise con la sospensione del progetto che oggi qualche calcolatore politico cavalca come scoop.

Il Progetto MEF (stipulato a A Roma il 12 maggio 2005 il viceministro dell’Economia e Finanze, Mario Baldassari e il Presidente della Regione Molise, Michele Iorio), in sintesi, consiste nell’attivazione di un sistema costituito dal 2NOC in mirroring (Network operating center) e delle macchine validatrici da installare in ogni farmacia della regione.

L’operatore addetto in farmacia provvede a processare singolarmente ogni ricetta della farmaceutica convenzionata che alla fine del processo viene obliterata. I dati di ogni ricetta vengono inviati ai NOC e immediatamente consultabili dal personale autorizzato per mezzo di un portale via web. Il sistema permette di effettuare a monte il controllo della regolarità della prescrizione. I dati prodotti, quindi, sono certi e immediatamente consultabili permettendo così anche la validazione immediata del rimborso da riconoscere alla farmacia, superando l’attuale sistema di validazione della spesa postuma effettuata sempre dalla Q.E.I. srl su incarico della Molise Dati in forza della scrittura privata integrativa al contratto principale stipulata il 7 gennaio 2010. Il tradizionale sistema di validazione postuma è causa di contenziosi tra farmacie e Regione.

In origine il progetto doveva essere attuato in tempi brevi dalla Molise Dati (società  strumentale della Regione per le attività informatiche e sistemi operativi) poiché già soggetto attuatore del progetto SISR (Sistema Informativo Sanitario Regionale).

Le spese erano e sono a carico della Regione Molise e una volta “evidenziato il risparmio che il progetto produrrà, il Ministero si attiverà, nel più breve tempo possibile, per definire le procedure amministrative e/o legislative (legge finanziaria) affinché una parte del risparmio generato dal progetto rimanga alla regione, così da poter, oltre a garantire il ritorno dell’investimento fatto, utilizzare le disponibilità ottenute da risparmi di spesa per investimenti nel campo sanitario”.

Il progetto prevedeva due fasi. La prima per la realizzazione dell’infrastruttura per il centro elaborazione dati (hardware, software, connettività, sicurezza) e la realizzazione di 180 validatrici da concedere in comodato d’uso a tutti i punti di erogazione del servizio (le farmacie che però, stranamente, non vengono citate). La seconda fase per la gestione e conduzione del sistema. Solo alla scadenza dell’appalto con il pagamento dell’ultimo canone di conduzione, le validatrici e il software diverranno di proprietà della Regione. La gestione del servizio avrà una durata di 9 anni dall’avvio del sistema, cioè dall’avvio della fase di gestione e conduzione.

Passano all’incirca 5 anni da quel 12 maggio 2005 quando nel giro di due mesi, 15 giugno e 24 agosto 2010, il Progetto MEF viene considerato attivato due volte. La prima volta fu Wanda Viola la responsabile del Servizio Sistema Informativo  e Privacy della Regione la quale avverte tutti i soggetti interessati che dal 1° luglio è attivo il nuovo Progetto MEF; mentre nel secondo caso l’iniziativa fu presa direttamente dall’assessore regionale alla Salute Nicola Passarelli. Il tramite, il megafono, fu il direttore dell’Asrem Angelo Percopo il quale avvisò tutti i farmacisti del Molise dell’attivazione del nuovo sistema di validazione della spesa farmaceutica regionale a partire dal 1° settembre 2010. Ma tale data non fu mai rispettata.

Le prime avvisaglie di rottura iniziarono il 30 settembre 2010  quando presso l’assessorato alla salute alla presenza dell’assessore Passarelli di Roberto Fagnano (direttore dell’assessorato) Antonella Lavalle (dirigente del servizio programmazione e assistenza farmaceutica dell’assessorato) Luigi Sauro (presidente di Federfarma) e i dirigenti della Q.E.I. il dott. Sauro chiede il riconoscimento ai farmacisti di 1,00 euro per ogni ricetta processata con la validatrice ma, saggiamente l’assessore alla salute boccia la richiesta vista la particolare situazione debitoria della sanità regionale. Solo due mesi più tardi, il 30 novembre iniziò a circolare un progetto di riconversione, rispetto al progetto MEF, con l’intento di utilizzare il sistema non solo per il controllo della spesa farmaceutica ma anche per introdurre nuovi servizi nelle farmacie: prenotazioni esami e ritiro referti medici, web DPC per la richiesta dei farmaci in distribuzione per conto, assistenza farmaceutica domiciliare integrata. Il tutto ovviamente con in primis l’abbandono del Progetto Mef e ovviamente con un ulteriore aumento dei costi di realizzazione per questo secondo progetto.

Perché la necessità di un nuovo progetto? Perché aggiungere ulteriori spese ai cittadini molisani? Perché Molise Dati e Federfarma, con molta probabilità, vorrebbero boicottare il progetto MEF?

Questo ad oggi è difficile immaginarlo e saperlo ma, ciò che sappiamo invece è che quando dopo vari incontri tra Quei Regione e Federfarma in cui sembrava sbrogliarsi la matassa e avviare i lavori  l’avvocato  Roberto Fagnano, direttore generale dell’assessorato alla salute, il 21 aprile prende carta e penna e scrive una nota sia all’assessore Fusco Perrella che alla Molise Dati. In pratica l’avvocato Fagnano fa dietro front rispetto a quanto da lui stesso deliberato con DDG il 7 marzo: sostiene che la prestazione contrattuale non è eseguita poiché non sono state attivate le validatrici in tutte le farmacie molisane pertanto la somma di 600.000,00 euro più iva possono essere ricondotte a prestazioni extracontrattuali fornite alla Q.E.I.  srl. In sostanza l’assessorato si allinea con quanto disposto dalla Molise Dati nella comunicazione dell’8 aprile 2011.
Riassumendo possiamo dire che la prestazione contrattuale non è eseguita per inadempienza della Q.E.I. ma per incapacità della Regione Molise di creare le condizioni affinché il sistema potesse funzionare correttamente. Ma come è possibile mettere in piedi un sistema sperimentale del genere senza il consenso dell’utilizzatore finale?

Da ciò si evince che qualcuno, la Regione Molise, non è stato in grado di portare avanti il progetto ed è evidente lo stato confusionale che regna ai vertici dell’ente: prima si intende erogare 600.00,00 euro quale acconto su prestazioni contrattuali rese e poi si dice alla Q.E.I. di riconoscere la somma in relazioni a prestazioni extracontrattuali senza dimenticare lo spreco di soldi pubblici e il licenziamento per i lavoratori.

Per concludere  diciamo che un Progetto nato e voluto fortemente dalla Regione Molise che doveva portare, dal momento della sua attuazione, ad un consistente risparmio di denaro da riutilizzare e reinvestire ha prodotto solo un’ulteriore spreco di liquidità, ad oggi, pari a circa 5.000.000,00 di euro (utilizzati praticamente a fondo perduto in questi anni e pagati dal contribuente) e al licenziamento di 14 lavoratori il cui destino è ancora molto incerto nel disinteresse generale della politica a meno che la politica non sia una “Iena”.

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