PROCESSO TURBOGAS/ Rinviato ancora, sospesi i termini di prescrizione. E il pm rassicura:“Ci sarà una sentenza definitiva”.

Di falso e abuso d’ufficio devono rispondere il presidente della Regione Michele Iorio e l’assessore alla programmazione Gianfranco Vitagliano. Entrambi erano assenti dall’aula come avviene in tutti i processi dove sono entrambi coinvolti. I dieci anni di gestione politica della cosa pubblica li unisce in Tribunale ma li divide nei palazzi. Intanto la sentenza di primo grado, che doveva uscire il 4 aprile slitta a data da destinarsi. Ma il pm Papa rassicura: “Il processo non sarà prescritto”.

di Viviana Pizzi

TURBOGAS_TERMOLI_FUMODopo la condanna a un anno e mezzo di reclusione per abuso d’ufficio il presidente della Regione Michele Iorio si ritrova con un’altra grana giudiziaria: il processo per la realizzazione della centrale Turbogas di Termoli. Insieme all’assessore regionale Gianfranco Vitagliano e a quattro altri imputati deve rispondere di falso e abuso d’ufficio. Ma la sentenza, prevista il 4 aprile, slitta ancora. I maligni possono pensare che si fa di tutto per arrivare alla prescrizione dei reati. Ma il pubblico ministero Fabio Papa ha smentito. “I reati di falso e abuso d’ufficio – ha sostenuto il pm avvicinato da Infiltrato.it- prevedono una prescrizione lunga. Se ne parla nel 2014. C’è tutto il tempo per arrivare a una sentenza definitiva”.

Nonostante tutto il presidente del collegio che li giudica, Michele Russo, costretto a rinviare l’udienza odierna al 4 aprile, ha deciso di sospendere i termini di prescrizione. Questo per evitare equivoci, per far si che non si arrivi al termine delle udienze con una sentenza simile a quella del processo Mills dove era imputato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il giudice ha fatto di tutto per evitare di rinviare una sentenza già programmata per il 4 aprile, ma non ha potuto fare diversamente. In mattinata, in avvio di udienza, assenti i due imputati principali (come hanno sempre fatto in questo processo chissà se per evitare di incontrarsi viste le recenti frizioni tra loro) l’avvocato di Gianfranco Vitagliano ha tirato fuori il coniglio dal cilindro. Che non poteva arrivare in tempi migliori considerando la situazione politica. Un’influenza lo ha costretto a rimanere barricato nella sua casa di Termoli. Il presidente dell’ordine degli avvocati di Campobasso, Demetrio Rivellino, ha consegnato il certificato medico al presidente del Tribunale.

Ma il giudice Michele Russo lo ha giudicato incompleto. Per evitare di rinviare l’udienza ha chiesto per il legale l’accertamento medico. Una visita fiscale che potesse sostenere senza ombra di dubbio l’indisponibilità a essere presente al processo. Purtroppo non è bastato: il diavolo quando fa le pentole le dota anche di coperchi. Contro lo svolgimento dell’udienza infatti anche l’impossibilità di trovare il domicilio del legale. Gli emissari del Tribunale hanno sbagliato il domicilio e alle 13,30 non è stato possibile dire se l’avvocato era “abbastanza malato” per assentarsi dall’udienza. I giudici a quel punto hanno desistito e hanno deciso di rinviare il dibattimento al 4 aprile. La nuova data della sentenza non è stata ancora stabilita.

Ma si può anche ipotizzare che gli avvocati faranno di tutto per non farla arrivare nelle vicinanze del 17 maggio. Data nella quale il Tar potrebbe decidere di annullare le elezioni regionali dell’ottobre 2011. Due sentenze negative potrebbero far male alla giunta di centrodestra e per questo motivo si potrebbe cercare di diluire i tempi. E anche alla guerra intestina che ormai coinvolge i due imputati che, in caso di condanna, non potrebbero ritrovare quella verginità politica di cui vanno tanto alla ricerca. Secondo i giudici il 4 aprile dovrebbe concludersi la fase istruttoria, ma ci sono già alcuni testi che hanno annunciato la loro indisponibilità a rendere deposizione giurata davanti al collegio penale. Questo significa altri rinvii ma, come assicurano i giudici e il pm, non la prescrizione dei reati.  Intanto Iorio e Vitagliano restano uniti nella battaglia giudiziaria e divisi in politica. Come finirà si vedrà.

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