PROBLEMA ACQUA/ Bassomolise, che fine ha fatto la Class Action della Federconsumatori?

Era l’inverno del 2011 quando il basso molise e le sue acque erano infette dall’alto quantitativo di trialometanti. Le associazioni dei consumatori, tra cui la Federconsumatori, la lega consumatori e l’associazione ArcoMolise misero in campo la Class Action –  azione legale collettiva – nei confronti di Molise Acque gestore e distributore regionale della risorsa idrica. Ma oggi, ad oltre un anno di distanza cosa è successo? La class action a che punto è?

di Alessandro Corroppoli

federconsumatoriIl tema è tornato di stretta attualità nei giorni scorsi allorquando nei paesi che si affacciano in riva all’adriatico, in concomitanza con i primi caldi estivi, per diverse ore è venuta a mancare l’acqua potabile nelle case per un problema di potabilizzazione nei pressi della Diga del Liscione.

All’epoca dei fatti i cittadini assalirono letteralmente i gazebo e le sedi delle associazioni. L’eventualità di un risarcimento, investendo appena 5 euro, di mille euro faceva gola a tanti. Ma ovviamente non a tutti.

L’allora presidente di Molise Acque, Stefano Sabatini, dichiarò: “Fanno la class Action? Prendono i soldi a Molise Acque? Va bene, vorrà dire che determinati investimenti per il miglioramento del servizio non verranno effettuati”.

Oggi a distanza di un anno, un anno di silenzio, abbiamo cercato di sapere come l’azione legale si sia evoluta e a che punto sia arrivata. Per l’intero pomeriggio di ieri, 13 giugno, abbiamo cercato di metterci in contatto con il rappresentante legale della Federconsumatori, l’avvocato Carla Biello, la quale – dopo tanto attendere-  non solo si è rifiutata di rispondere ma ha anche ipotizzato a priori che avremmo strumentalizzato le sue parole. Eppure la nostra richiesta era semplice: a che punto è la class action nei confronti di Molise Acque?

Una domanda legittima, dato il silenzio intercoso in questi 12 mesi da parte dei legali delle associazioni e nella fattispecie della Federconsumatori. Un anno in cui probabilmente poco o nulla è stato fatto per far valere i diritti del cittadino consumatore che, a questo punto, oltre al danno può aggiungere anche la beffa di un risarcimento la cui istanza, chissà, non è mai stata avviata, anche perché i cittadini fino ad ora non hanno avuto alcun riscontro o avviso a riguardo.

Tutto ciò ci consente di porre due domande maliziose al legale della Federconsumatori: quanti euro ha incassato l’associazione nello scorso inverno (5 per ogni richiesta effettuata) a seguito delle  decine e decine di istanze sottoscritte dai cittadini? Che fine ha fatto tutto quel denaro?

L’avvocato prima di interrompere bruscamente la chiacchierata e chiuderci il telefono in faccia si è lasciata sfuggire un : “Mi coglie impreparata sull’argomento”.

Chiudiamo rammentandole le sue stesse parole, rilasciate in un’intervista dello scorso anno: “Noi come Federconsumatori chiediamo solo 5 euro per l’avvio della pratica e nulla più mentre come risarcimento chiederemo non meno di mille euro”. Ci vuole pazienza.

Nel frattempo, sulla vicenda legata al nuovo problema della mancanza d’acqua in Bassomolise è intervenuto il consigliere regionale dell’Italia dei Valori Cristiano Di Pietro, che – a tutela dei cittadini – ha chiesto lumi all’assessore al ramo: “Occorre risolvere celermente il problema”. E chissà che l’assessore interrogato non voglia chiarire anche la posizione di Federconsumatori sulla class action.

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