PRIMARIE REGIONALI 2011/ Molise: cinque candidati e uno scenario imprevedibile. Come finirà?

di Alessandro Corroppoli

Uno scenario corrosivo, quello che si prospetta per le primarie di Settembre in vista delle elezioni regionali di fine anno. La “minoranza del Pdl” molisano (Ruta – Leva – Gatti) è riuscita nell’intento di candidare Paolo Di Laura Frattura, Presidente di Unioncamere sgradito alla base di centrosinistra ma molto apprezzato in ambienti destrorsi. Anche la Belen nostrana, Antonio D’Ambrosio, si è gettata nella mischia. Senza dimenticare i due combattenti della prima ora, che mai hanno messo in dubbio la candidatura, vale a dire Nicola D’Ascanio, ex Presidente della Provincia di Campobasso, e Massimo Romano, attuale consigliere regionale di Costruire Democrazia, ex enfant prodige dell’Idv. E poi c’è Michele Petraroia, uomo del Pd appoggiato da Sel e dai movimenti, che – dopo una finta smentita (“Non corro per le primarie”) – ha rotto gli indugi e spiazzato tutti.

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punto_interrogativoCi siamo. I concorrenti sono pronti. Il quintetto ufficiale che si sfiderà e tenterà , successivamente, di interrompere l’egemonia di Michele Iorio è deciso. Nicola D’Ascanio, Massimo Romano, Antonio D’Ambrosio, Paolo di Laura Frattura e Michele Petraroia, con la super visione di Antonio Di Pietro, che nonostante i comunicati di distanza da questa competizione elettorale spererà (appoggerà) in una vittoria del Presidente di Unioncamere di Campobasso.

Unici assenti a tale competizione i cosiddetti movimenti e l’associazionismo di base, ovvero gli unici che hanno sempre “tifato”per le primarie e gli unici a ritirarsi perché non credono in queste primarie dove le loro richieste sono state del tutto snobbate.

Qualcuno direbbe un bene, visto l’alto numero dei partecipanti, ma le primarie dovrebbero essere proprio questo, un coinvolgimento popolare attivo, e quindi una presenza della società civile non sarebbe stata sgradita, soprattutto se teniamo presente anche la poca credibilità che la politica tutta ha in questo determinato periodo storico.

La prima reazione furiosa e ad personam è quella del senatore Ulisse “Furioso” Di Giacomo, il quale si scaraventa contro Di Laura Frattura, apparentemente senza motivo alcuno, a meno che l’Ulisse nostrano non avesse in un passato recente cercato di avvicinare il Di Laura Frattura nel tentativo di coinvolgerlo – così com’è avvenuto con il presidente degli industriali molisani Michele Scassera – in un progetto elettorale per Novembre. Forse, ipotizziamo, ha ricevuto dei no ed ecco allora che il tentativo di screditare un possibile e credibile outsider di Michele Iorio diventa un lavoro necessario, specie se poi dovesse esserci una crepa nell’attuale maggioranza di governo, vedi Udc, leggi terzo polo.

Ma evidentemente la democrazia e la libertà di scelta per qualcuno si applica solo quando si risponde a certi comandi o, al più, quando non vi sono obiezioni.

Nei giorni passati avevamo in qualche modo preannunciato le tre candidature di Petraroia, che nell’intervista che ci ha rilasciato ha svelato le sue intenzioni, della Belen molisana Antonio D’Ambrosio e di Frattura, lanciato dal duo delle meraviglie (altrui) Ruta – Leva. La vera svolta l’ha si è avuta quando il comitato regionale del Pd, circa 15 giorni addietro, su proposta del consigliere regionale Michele Petraroia e dell’assessore di Agnone Maurizio Cacciavillani, ha deciso all’unanimità di prorogare i termini della presentazione dei partecipanti di una settimana. Con quella mossa sono nate, o meglio, si sono definite le candidature sia di Frattura che dello stesso Petraroia.

Per quanto riguarda il Presidente di Unioncamere sono stati decisivi gli interventi dall’alto sia di Bersani che dello stesso Di Pietro i quali, più di Ruta e Leva, hanno inciso positivamente sulla sua scelta. Tale decisone ha comunque comportato diverse ‘lacerazioni’ all’interno del Pd molisano e in alcune sue correnti, come quella dei Modem (l’aera moderata vicina all’onorevole Franceschini). Infatti la corrente, che fa riferimento a Costanza Carriero, si è spaccata in seguito al non ritiro di Antonio D’Ambrosio dalla competizione, non avvenuto perché l’ex presidente del Consiglio Regionale avrebbe chiesto a Frattura – in cambio – un posto nel listino maggioritario per le prossime consultazioni di Novembre. Il niet di Frattura, forte dell’accordo  preso con i vertici  nazionali del Pd e Idv di poter agire liberamente, ha infastidito D’Ambrosio, che (per ripicca?) scende in campo con le forze dimezzate, anche perché quell’aera moderata – di cui fa parte anche Francesco Totaro oltre alla Carriero – appoggerà Di Laura Frattura. A patto che, questa una delle prime indiscrezioni che provengo dal feudo Pd di San Martino In Pensilis, il sindaco Vittorino Facciola non sia presente nel listino maggioritario del Presidente.

Riassumiamo. Di Laura Frattura verrà appoggiato dalla maggioranza del Partito Democratico e da Alternativ@ (Ruta e Leva, ovvero la corrente minoritaria del Pdl) con l’aggiunta dell’Api, ovvero della sola preferenza di Erminia Gatti (l’altra metà appoggerà Massimo Romano) e molto defilata l’Idv.

Mentre Antonio D’Ambrosio, unico candidato ufficiale Pd, si candida come l’anti-Frattura. Smanioso di rientrare nella politica che conta dalla porta principale, dovrà contare sul gruppo dei moderati vicini alla termolese Laura Venittelli, da poco eletta al consiglio provinciale di via Roma.

Ma, come dicevamo, la settimana in più ha favorito e definito anche la candidatura di Michele Petraroia. Giusto qualche giorno prima avevamo annunciato il passaggio dell’ex sindacalista in Sinistra Ecologia e Libertà (Sel). Anche se, forse a fatica, Petraroia smentisce, in qualche modo ci avevamo visto giusto. Tanto giusto da aver fatto saltare il banco, come rivelano fonti romane.

Petraroia non entra in Sel, o almeno non ci entrerà subito, ma nel frattempo è il candidato alle primarie per Sel, e non del Pd sottolineiamo, smentendo in pieno le sue stesse dichiarazioni, apparse qualche giorno prima della nostra intervista: “Non mi candido alle primarie”, diceva.

Ma non è questo il punto, siamo in democrazia e la libertà delle proprie scelte e aspirazioni è legittima . Il punto vero è che Sel sta diventando, dopo l’entrata di Candido Paglione ( ex Ds ed ex Pd), un ritrovo di vecchie glorie politiche locali, e a tal proposito sono emblematiche le parole dello stesso Paglione, quando dice che “lavorerò per un partito unico del centrosinistra”.

Cosa vuol dire?

Andiamo con ordine.

La discesa in campo di Petraroia, decisa dal comitato politico di Sel o meglio dai soli fedelissimi di Mauro Natalini, otto persone, in qualche modo era stata anticipata dall’ex sindacalista quando annunciava una sua disponibilità a scendere in campo nel momento in cui ci fosse un progetto credibile.

Quale? Quello di ricostruire una sinistra forte, moderata e di governo, e il primo passaggio è stato appunto l’approdo di Paglione in Sel; mentre il secondo, della stessa Sel (o almeno una parte di essa), ma anche di Giovanni Di Stasi e Fabiano Crucianelli ex ds, di sponsorizzare una candidatura autorevole, e quella di Petraroia indubbiamente lo è.

Tanto sponsorizzata che, così ci fanno sapere, pur di avere consistenza Mauro Natalini – ex portavoce di Sel al tavolo del comitato per le primarie –  era uno dei più attivi affinché la candidatura di Frattura andasse in porto senza intralci, a differenza ad esempio di Antonio D’Alete che non l’ha presa bene e si vocifera che fosse in cerca di cavilli burocratici per bloccare proprio Frattura all’uscio della porta d’ingresso della camera di commercio di Campobasso. E infatti D’Alete si è ritirato dalla competizione e ha lasciato liberi i ‘suoi elettori’ di esprimersi secondo coscienza.

Ma perché D’Alete ha ritirato la sua candidatura?

Il vicepresidente del consiglio regionale ha sempre ribadito con forza che sarebbe sceso in campo solo se fosse stato l’unico rappresentante del Pd, e fino a pochi giorni fa lo era, contando sull’appoggio dell’ex senatore Augusto Massa e di Petraroia. Ma poi la decisone di Sel e le manovre di prospettiva, come sopraccitato, hanno fatto fare il passo indietro al consigliere di Larino. Che, però, se da un lato, ufficialmente, lascia libertà di voto ai suoi uomini, allo stesso tempo ha bisogno di una ricandidatura a Novembre. Ed allora, pur di avere una deroga – D’Alete sarebbe al terzo mandato mentre lo statuto del Pd ne prevede solo due, a meno di una proroga concessa dal segretario regionale – aiuterebbe l’uomo di Leva e Ruta, restituendo pan per focaccia a Michele Petraroia.

Ricapitolando, abbiamo Petraroia, uomo Pd fino ad oggi, che scende in campo per Sel e una parte del Pdci (i comunisti italiani), anche loro con qualche problema interno, visto che molti giovani son passati con Nicola D’Ascanio e con alcune associazioni ambientaliste. Antonio d’Ambrosio (dopo il ritiro di D’Alete) è l’unico candidato Pd e cercherà, oltre all’appoggio dei moderati, anche quello di una parte di elettorato che vede in Paolo Di Laura Frattura un pericolo per il centro destra.

Infine abbiamo Nicola D’Ascanio, appoggiato dal movimento “Liberiamo il Molise” di Adriana Izzi, e Massimo Romano – che oltre a subire notevoli pressioni affinché ritirasse la propria candidatura è anche il pomo della discordia per l’unità del centrosinistra, secondo l’ex pm di Manipulite – appoggiato dal suo partito Costruire Democrazia, da una parte dei movimenti civici e dal movimento del senatore Astore.

Tuttavia all’orizzonte si profilano due scenari. Il primo, quello più ovvio, è che le primarie le vince Paolo Di Laura Frattura e per le competizioni di Novembre avremmo un centrosinistra unito, compresa l’Idv di Antonio Di Pietro.

Il secondo è quello che le primarie le vinca un outsider e magari proprio quel Massimo Romano tanto acido ad Antonio Di Pietro.

Se così fosse, l’uomo di Montenero manterrà i patti presi con Bersani e rispetterà la scelta del popolo del centrosinistra molisano oppure agevolerà Michele Iorio, decidendo di corre da solo con un proprio candidato Presidente?

Ma la vittoria di un outsider potrebbe portare anche alla rottura del centrosinistra in altro modo. Di Laura Frattura, nonostante l’appoggio della corrente minoritaria del Pdl (Leva –Ruta –Gatti), in caso di sconfitta potrebbe anche decidere assieme ai suo sostenitori politico-istituzionali di appoggiare un’eventuale nascita del Terzo Polo che, nonostante le smentite e le prese di posizione pacate e ragionate dei diretti interessati, potrebbe essere la vera novità autunnale. Ed allora il dito puntato minacciosamente dall’Ulisse Furioso contro il Presidente di Unioncamere avrebbe ragione di essere.

In bocca al lupo a tutti e cinque i candidati.

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