PRIMARIE IN MOLISE/ Un’orgia: Petraroia passa con Sel, Natalini fa sintesi, Frattura esce di scena. Chieffo per il dopo Iorio.

Nell’unica regione che a Novembre sarà chiamata a rieleggere il Presidente è in atto una sorta di Bunga Bunga in salsa locale, un’orgia di indiscrezioni che non risparmiano nessuno. Rumors romani danno per imminente il passaggio di Michele Petraroia con il partito di Vendola. E Natalini? Potrebbe diventare l’uomo della sintesi. Intanto Paolo Di Laura Frattura “al 99%” esce di scena, lasciando il duo Ruta – Leva con un pugno di mosche in mano. Michele Iorio, che i sondaggi danno in forte calo, pensa di traslocare nella Capitale e il suo scettro potrebbe passare ad Antonio Chieffo. Teleguidato da Gianfranco Vitagliano.

di Alessandro Corroppoli

bordelloGli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare”, così il grande Gino Bartali commentava una sconfitta oppure un momento o situazione a lui poco congeniale. Ed è questo il pensiero che attraversa i protagonisti politici molisani, che in questi giorni sono concentrati sulle elezioni regionali di Novembre prossimo. Infatti in poche ore il quadro dei due schieramenti ha subito e subirà forte scosse di novità e cambiamenti improvvisi. Se nel centrosinistra tutti gli sforzi sembrano indirizzati verso la buona riuscita e la giusta scelta dei candidati per le primarie, nel centrodestra si sta organizzando la squadra che dovrà difendere la fortezza più importante di quella filiera istituzionale clientelare che è la Regione Molise.

 

Qui centrosinistra.

Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) non finisce mai di stupire. Qualche mese addietro si vociferava insistentemente di un cambio al vertice tra l’allora portavoce regionale Mauro Natalini (condannato in primo grado a 6 mesi per abuso di ufficio) e Massimo Romano, ma un po’ per la rivolta della base militante di Sel e un po’ per il buon risultato di Costruire Democrazia – il movimento di Romano – alle consultazioni provinciali del Maggio scorso, tutto è rimasto invariato.

Oggi invece le cose sono un tantino diverse. Rumors romani, confermati da fonti locali, indicano ormai per certo ed imminente l’ingresso in Sel del consigliere regionale Michele Petraroia, che lascerebbe così un Partito Democratico (Pd) sempre più in crisi di identità, per entrare come il salvatore della patria nel partito di Vendola.

Sarebbe lui l’uomo nuovo alla guida dei vendoliani molisani. Prospettive? Gli sarebbe stata garantita e assicurata la candidatura alle prossime consultazioni di Novembre, ma la sua ascesa non si fermerebbe qui. Dovrebbe essere sempre lui, c’è solo da aspettare il momento più propizio, il nuovo portavoce regionale di Sel.

Con Petraroia asso piglia tutto, a Natalini verrebbe concessa un’uscita morbida, con un ruolo non più centrale nel partito ma più defilato: qualcuno lo vedrebbe bene nel listino maggioritario a Novembre, ma perché ciò accada dovrebbe scendere in campo nelle primarie di Settembre. Ed allora Natalini potrebbe finire con il rappresentare la sintesi per tutta l’ala sinistra della coalizione (Sel, Prc, Pdci, Partecipazione Democratica e movimenti di base), diventando così il candidato unico per le primarie di settembre. Fantapolitica? Staremo a vedere.

Chi sembra in grave difficoltà è il duo delle meraviglie (altrui) Leva – Ruta. Impantanati nelle ansie e nella titubanza a sciogliere gli indugi di Paolo Di Laura Frattura (che al 99.9% dirà di no), la coppia sembra soffrire di mancanza di idee. Intanto affiorano i primi malumori, come quello dell’altro consigliere regionale del Pd e vicesegretario del partito regionale Francesco Totaro, che ha virato e deciso di puntare forte su un uomo del basso molise, quell’Antonio D’Ambrosio da qualcuno definito la Belen del centrosinistra molisano.

Mentre Antonio D’Alete, sceso in campo ufficialmente da tempo, alla fine rischia di essere l’uomo su cui il Pd potrebbe puntare.

Ma se Paolo Di Laura Frattura dovesse confermare il diniego a candidarsi alle primarie (il vero problema è il suo elettorato fatto di cittadini moderati ma di centrodestra, che difficilmente andrebbero a votarlo alle primarie del centrosinistra) cosa farebbero Leva e Ruta?

Le opzioni sono essenzialmente tre.

La prima riguarda Danilo Leva, che potrebbe fare il grande passo, dando lustro al suo mandato da Segretario, e scendere in campo in prima persona: ipotesi remota, visto che persino Bersani lo ha vivamente sconsigliato su questo punto. Motivo? Rischierebbe di bruciarsi la carriera politica

La seconda opzione li porterebbe a virare, seguendo l’esempio di Totaro, su Antonio D’Ambrosio.

L’ultima alternativa, a questo punto, diventerebbe lavorare per un’intesa, a prescindere dall’esito delle primarie, con l’Idv per trovare un candidato unico.

 L’idea di recuperare il rapporto con l’Idv non è mai balenato nella testa del duo delle meraviglie (altrui), tanto da averle provate tutte pur di non indire le primarie. Ricordiamo brevemente gli inviti fatti in primis allo stesso Antonio Di Pietro e successivamente a Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, e a Giuseppe Narducci pm e attuale assessore nella giunta De Magistris a Napoli.

Ora a lavorare sottotraccia è la stessa Idv che emana ed evoca per il molise un altro De Magistris e i primi nomi venuti fuori, Anita Di Giuseppe Cristiano Di Pietro e Giuseppe Caterina, non solo non fanno al caso anzi sono elementi di divisione.

Ed allora, nonostante le prime smentite e sotto la pressione dell’amico Vincenzo Greco, ex Sindaco di Termoli, l’uomo della sintesi potrebbe essere Nicola Valentini, già Sindaco di Mafalda, ex consigliere regionale ai tempi del Partito Comunista e attuale Presidente del Banco Credito Cooperativo della Valle del Trigno. Con il beneplacito dei democratici.

Ma allora quale utilità avrebbero le  primarie?

Infine i candidati più accreditati alla vittoria finale, che sono l’ex Presidente della Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, la cui candidatura è arcinota da tempo, e il consigliere Massimo Romano, che gode di una buona nomea e che – dopo aver fatto il Godot – ha finalmente rotto gli indugi.

 

Qui Centrodestra.

Che qualcosa si stesse muovendo anche nella compagine governativa di maggioranza l’avevamo anticipato giorni addietro, parlando della nascita di un Terzo Polo in Molise per volontà di Gianfranco Fini, con Antonio Chieffo uomo di punta. Avevamo anche accennato all’aut aut dello stesso Fini al suo delfino locale, Quintino Pallante, specie dopo l’ennesimo schiaffo ricevuto – nessun rappresentate di Fli è entrato nell’esecutivo presieduto da De Matteis – e delle prese di posizione alquanto nette dell’assessore alla programmazione Gianfranco Vitagliano.

Chieffo non ha mai smentito la nostra indiscrezione ma allo stesso tempo ha lasciato intendere e fatto capire che i movimenti sono tutti interni alla compagine governativa.

Cosa vuol dire questo?

Le ultime dinamiche politiche nazionali, con le frizioni tra il premier, Bossi e Tremonti, in merito alla manovra finanziaria varata da quest’ultimo, a detta dei maggiori analisti politici porterà ad una fine anticipata della legislatura, con un ritorno alle urne nella primavera del 2012.

Ma cosa c’entra questo con la trimurti Chieffo, Vitagliano, Iorio?

Il vero movimento, il vero intento è quello di un cambio della guardia al vertice della coalizione e della filiera istituzionale del centrodestra molisano. Mentre tutti i dirigenti e uomini del centrosinistra regionale lanciano la sfida a Michele Iorio, quest’ultimo sta pensando seriamente di traslocare a Roma, dopo dieci di Regno incontrastato. Perché?

Sembrerebbe che l’appeal e il suo ascendente sulla popolazione molisana sia in ribasso, come anche gli ultimi sondaggi sulla popolarità e il gradimento degli amministratori dimostra, e vista anche l’aria di cambiamento che si respira in tutta Italia, pare che un po’ di paura sia subentrata nello staff del governatore regionale, tanto da indurlo a fare un concreto pensiero ad uno scranno parlamentare. A dirigere e a programmare i lavori e le manovre non a caso è Gianfranco Vitagliano, assessore alla programmazione, il quale avrebbe già trovato un degno sostituto, Antonio Chieffo.

Dovrebbe essere proprio Chieffo, visto anche i romuors positivi raccolti nella provocazione Terzo Polo, l’uomo della sintesi e del dopo Iorio.

Il quadro che emerge farebbe pensare che tutti stiano lavorando per il bene comune, ma così non è purtroppo: i lavori e le grandi manovre sono in atto e proseguiranno da ambo le parti. Sicuramente ci saranno ulteriori cambiamenti, inversioni di rotta, new entry ma entrambi gli schieramenti si muovono sulla stessa linea d’onda, con l’unico obiettivo a loro congeniale: autotutelarsi in qualsiasi modo perché tutti comunque sono e fanno parte della Casta.

 

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