PRIMARIE IN MOLISE/ Le pressioni su Massimo Romano (a lasciare) e gli inviti a Di Laura Frattura (ad entrare)

Nell’unica regione che a Novembre andrà a rieleggere la Presidenza regionale sono in corso giochini e tattiche per aggiudicarsi le primarie, nel centrosinistra, e creare una squadra forte, nel centrodestra. Il tutto si svolge sotto i riflettori nazionali Bersani e Alfano guardano con grande interesse alla battaglia molisana – ma con dei chiaroscuri e dei sotterfugi che fanno poco onore alla classe politica locale. Massimo Romano, il giovane consigliere di Costruire Democrazia che si è candidato alle Primarie nel centrosinistra, è stato oggetto nei giorni scorsi di forti pressioni affinchè abbandonasse la competizione. I motivi? Eccoli spiegati…

di Alessandro Corroppoli

romano_di_laura_fratturaPurtroppo siamo ancora qui a fare ipotesi e a delineare scenari più o meno verosimili mentre pensavamo e speravamo che, dopo l’ultima assemblea regionale del Pd, qualcosa di più definitivo fosse all’ordine del giorno. Le primarie del centrosinistra stanno diventando una specie di telenovela argentina con corteggiatori e corteggiate che si avvicinano e si allontano, si prendono e si lasciano, a intervalli di tempo regolari.

Ad oggi abbiamo due certezze, perchè in gara ci sono il consigliere regionale di Costruire Democrazia Massimo Romano e l’ex di tante cariche istituzionali Nicola D’Ascanio. Viceversa, nel Partito Democratico, si vive un clima di anarchia dove chiunque è legittimato a fare un pò come crede. Tante incertezze, se si escludono le possibili candidature di Antonio D’Ambrosio e Tonino D’Alete.

Ma è sul consigliere di Bojano che puntiamo, oggi, la nostra lente d’ingrandimento. Facciamo un passo indietro.

La scorsa settimana nella penultima assemblea regionale del Pd il duo delle meraviglie altrui (Ruta – Leva) su proposta di Michele Petraroia hanno deciso e proposto al resto dei commensali del centrosinistra di prorogare i termini per la presentazione dei candidati alle primarie. Proposta accettata all’unanimità – ci mancherebbe! – concedendo ai cittadini un’altra settimana di passione e di visione della telenovela argentina in salsa molisana. Ma perché questo prolungamento dei termini?

Essenzialmente per un motivo. Nel Pd molisano non vi è mosca che voli senza il lasciapassare del duo delle meraviglie altrui quindi, se una tale decisone è stata presa, non è tanto per avere più tempo di trovare una sintesi a sinistra con le varie associazioni, ma quella di tentar un ultimo assalto nel tentativo di convincere la donzella (Paolo di Laura Frattura) a scendere in campo e a candidarsi alle primarie.

 

CONVINCERE LA DONZELLA

Di tutto possiamo accusarli ma non che stiano con le mani in mano. Infatti il duo delle meraviglie altrui utilizza tutti i metodi di persuasione possibili nel tentare di trovare quello efficace che possa convincere il Presidente della camera di commercio di Campobasso, Paolo Di Laura Frattura, a sciogliere i suoi dubbi e a presentarsi come l’uomo forte, l’uomo da battere non solo alle primarie ma anche a Novembre.

Giustamente la donzella per ora non cede ed allora  il duo è riuscito nell’impresa titanica di convincere Antonio Di Pietro a schierarsi dalla loro parte.

Negli ultimi giorni diversi sono stati i contatti tra le parti e sembrerebbe che l’ex Pm veda di buon occhio la candidatura di La Frattura (un personaggio sostanzialmente nuovo, moderato e lontano da un certo enstablishement politico regionale) tanto da aver partorito la convinzione che la donzella sia l’uomo che potrebbe far terminare la diaspora molisana tra Pd e Idv.

Tanto convinto da aver spinto il leader nazionale dell’Idv a favorire, aiutare, una sua vittoria alle primarie e trovare un accordo di massima con per Novembre. Tutto ciò non vorrebbe dire che l’Idv parteciperebbe alle primarie, anzi, continuerebbe a ignorarle pubblicamente ma ad alimentarle, in favore di Di Laura Frattura, alle urne.

I tre, forti della rinnovata alleanza, hanno tentato di dare il colpo decisivo proprio prima dell’ultima assemblea regionale del Pd, giovedì 7 luglio, ma da buona donzella La Frattura a concedersi non ci pensa proprio e così è stata rinviata (definitivamente?) ancora una volta la sua ufficializzazione nell’assemblea massima dei democratici. E chissà se, come nelle migliori tradizioni, le urla e gli inviti del diavolo (Di Pietro): “Dunzell dunzell….!!” non mancheranno, anzi continueranno fino all’ultimo…

Ma cosa c’entra Massimo Romano con La Frattura?

Apparentemente nulla ma solo apparentemente e vediamone il perché.

 

PRESSIONI SU MASSIMO ROMANO

Anche se il presidente La Frattura decidesse per un sì dell’ultima ora, ci sarebbe un altro problema, di nome Massimo Romano.

Conosciamo tutti il veto posto da Di Pietro nei confronti di Romano, ma nessun pensava che si potesse arrivare al punto da invitare lo stesso Romano a ritirarsi dalla corsa delle primarie. Contattato telefonicamente Romano ci conferma che in “molti storcono il naso alla sua candidatura e in tanti vorrebbero e sarebbero felici di un passo indietro”, il che conferma che negli ultimi giorni il leader di Costruire Democrazia ha subito forti pressioni affinché abdicasse al ruolo di possibile presidente. Ma Romano, con tono di sfida, ci rivela che “la mia è una candidatura vera sono e sarò fino all’undici settembre uno dei candidati alla presidenza della regione molise per il centro-sinistra”.

Ovviamente non si è lasciato andare a confessioni riguardo a eventuali contropartite nel caso lui avesse accettato l’offerta di ritiro, ma provando a ipotizzare immaginiamo ad un’elezione garantita per i prossimi cinque anni e magari, in caso di vittoria, un assessorato pesante.

Resta il fatto grave che uno dei candidati alle primarie, il primo a scendere ufficialmente in campo, ha ricevuto pressioni affinché ritirasse la propria candidatura.

Riepilogando, conseguiamo questa situazione: Ruta e Leva, assieme ad Antonio Di Pietro, hanno praticamente un accordo già pronto per il dopo primarie, a patto che La Frattura si candidi e vinca. L’unico intoppo, a loro veduta, potrebbe essere Massimo Romano (che molti sondaggi danno per favorito) al quale viene, elegantemente, intimato di ritirarsi onde evitare una sua vittoria e una loro conseguente ennesima sconfitta.

Ma, se Romano, come ci ha confermato, rimanesse in lizza vedremo La Frattura tra i candidati? E se a prescindere dai candidati in gara a vincere fosse il bojanese, Di Pietro come si comporterà? Penserà al suo orto o tenterà di trovare punti d’incontro?

A proposito di questi atteggiamenti da padre padrone riportiamo un passaggio di Maurizio Viroli tratto dal suo libro La libertà dei servi (Laterza editore) :“…Se essere cittadini vuol dire non essere sottoposti ad un potere enorme e assolvere ai diritti civili, è evidente che gli italiani non possono dirsi liberi: ossia, sono sì liberi nel senso della libertà dei sudditi o dei servi. In Italia si è affermato un potere che non è arbitrario, né autoritario, né dispotico, né illegittimo ma è enorme e con la sua stessa esistenza distrugge la libertà dei cittadini”.

A buon intenditore……

 

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