PIERPAOLO NAGNI/ “L’Italia dei Valori è pronta per nuove battaglie”

La sconfitta elettorale non è una débâcle come avete scritto voi”, cioè noi di Infiltrato.it . Che in effetti non ci eravamo andati tanto leggeri con l’articolo “Chi ha incastrato l’Idv?”. Ma un conto è sparare bordate via internet, pur mettendoci la firma, e un conto è cantarsele visàvis. E in un’ora di confronto, serrato, se ne sono viste e sentite di tutti i colori…

di Andrea Succi

pierpaolo_nagniVenerdì scorso c’è stata la conferenza stampa dell’Idv Molise, nella sede centrale di Campobasso, per analizzare con la stampa i risultati (poco felici) delle ultime elezioni amministrative. Pierpaolo Nagni, candidato Presidente alla Provincia di Campobasso e coordinatore regionale del partito (forse ancora per poco), ci ha messo la faccia e, soprattutto, ci ha concesso una lunga intervista in cui si è lasciato andare su tutto.

Il suo passato politico, “non sono un voltagabbana” ha precisato; il suo partito, “l’unico in cui mi riconosco”; la sconfitta elettorale, “non è una débâcle come avete scritto voi”, cioè noi di Infiltrato.it . Che in effetti non ci eravamo andati tanto leggeri con l’articolo “Chi ha incastrato l’Idv?”. Ma un conto è sparare bordate via internet, pur mettendoci la firma, e un conto è cantarsele visàvis.

Nagni ha svelato anche la sua verità sui retroscena pre-elettorali, “il Pd ha bluffato durante le trattative, il nome della Fanelli era già deciso”, ha lanciato qualche frecciatina al suo partito, l’Italia dei Valori, che non avrebbe finanziato adeguatamente la corsa alla Presidenza, tanto che “ho avuto solo 10 mila euro di budget”. Un po’ pochino per sperare nella vittoria, “ma bisogna uscire dallo scacco mediatico delle campagne elettorali, per cui sei costretto a pagare 2 mila euro uno spazio che normalmente costa 200 euro”.

Promette nuove battaglie e (forse) nuovi dirigenti che sappiano ascoltare e guidare un territorio che ha un gran bisogno di aria fresca.


In un’ora di conferenza stampa non c’è stata nemmeno un’autocritica da parte vostra.

Ma se abbiamo parlato di sconfitta.

Certo, di tutto il centro-sinistra. Ma forse è il caso di scendere più nei particolari. Noi abbiamo fatto diverse disamine, non solo quella che non è piaciuta.

Io posso accettarla ma non condividerla, perché secondo me non sono dati certi. Avete scritto cose che non sono legate al quadro territoriale di questo preciso momento storico. E tra l’altro c’erano già segnali rispetto ad un calo dell’Idv, soprattutto nel Sud del Paese.

Ma la notizia su cui ci siamo soffermati riguarda il Molise, visto che Di Pietro è molisano e avevate già perso Montenero di Bisaccia. Non siete più “il primo partito del Molise”, come diceva Cristiano Di Pietro; a Venafro non avete più nessuno e prima avevate Nicandro “Scilipoti” Ottaviano; a Isernia, a parte qualche battaglia portata avanti da Cristian Rossi – che si è caricato il partito sulle spalle, battagliando per la discarica di Tufo Colonoco, per il Lotto Zero che collega Isernia a Castel Di Sangro e per il depuratore – non si è fatto niente o quasi. Va bene elogiare il caso di Agnone, ma quella è una vittoria di tutti, mentre qui vogliamo parlare di un partito, l’Italia dei Valori, che si pone sul territorio come un partito “di lotta e di governo” e invece…

Non è vero, perché abbiamo fatto diverse battaglie, a partire da quella sul Cosib.

Sul Cosib siete partiti dopo che i giornali locali hanno pubblicato le inchieste.

E allora vuol dire che non sei bene informato. All’interno del Cosib avevamo già fatto due emendamenti, riguardo a dati che il Cosib stesso non ci aveva dato. Quindi ci eravamo mossi prima delle inchieste giornalistiche e, chiaramente, per quello che compete agli organi istituzionali.

Il primo grave reato di ecomafia scoperto in Molise – per restare solo agli ultimi anni – risale a quel famoso 2004, anno in cui Nichi Vendola fece un’interrogazione parlamentare sull’ingresso dei Caturano in Molise. Sette anni fa. E non è che le cose siano cambiate poi di tanto. Ma io non ho mai sentito l’Italia dei Valori parlare di queste vicende o di questioni attinenti a infiltrazioni camorristiche sul territorio molisano.

Ma perché dici queste cose? Noi ci siamo mossi prima degli altri, ma in un contesto dove vige il rischio di un’illegalità che va dimostrata, secondo te qual è il ruolo di un partito che deve cercare di svegliare il territorio?

Qual è?

Quello di denunciare anche a rischio di sapere che quelle faccende sono ancora dubbiose. Quello è il massimo che si può fare. Abbiamo fatto venire anche Leoluca Orlando. E poi io sono stato eletto coordinatore regionale del partito a Ottobre, oh, cosa vuoi dirmi a me?

Voglio dirti che se non le fate voi certe battaglie…

Sono d’accordo con la tua analisi riguardo al nostro essere il partito più avanzato dal punto di vista delle lotte sul territorio, e ti dico anche che secondo me alcune situazioni le abbiamo sottovalutate, siamo stati superficiali. Ma credo che abbiamo pagato questo andirivieni di amministratori, che forse ancora non si assemblano bene con il partito.

E tu sei il primo ad aver fatto andirivieni.

Guarda che io sono l’unico ad essere mai stato cacciato dal Pd…

Massimo Romano, di cui in qualche modo avete agevolato l’uscita, alle provinciali ha preso tanto quanto l’Idv. Da solo. Con un partitino nato l’altro ieri.

Secondo me Romano raccoglie un discreto risultato strategico di lista. Però vorrei ricordarti che Michele Durante e Michele Coralbo – che sono quelli che hanno preso più voti in CD – sono stati eletti in consiglio comunale a Campobasso con l’Italia dei Valori e hanno potuto esercitare questo lavoro che oggi li premia, quindi bravi loro, anche grazie all’Idv.

E allora perché sono andati via?

Perché quando io sono arrivato si sono spaventati, come se arrivasse il trattore che si deve mangiare tutto.

E ti credo! In quel periodo dal Pd all’Idv c’era la transumanza!

Io sono stato cacciato dal Pd.

Ma sei andato a finire nell’Idv.

Mi si accusa di essere un salta fosso ma il mio percorso è coerente. Ho iniziato nella Democrazia Cristiana e quando si è sciolta ci hanno costretto a scegliere se andare con Casini o con Gerardo Bianco, nel Ppi. E io sono andato con Bianco, che rappresentava la base di sinistra della Dc. Poi il Ppi è diventato Margherita e io dovevo decidere se entrare nella Margherita o scomparire dalla politica. E quindi sono passato con la Margherita, ma perché mi ci hanno portato. Io sono rimasto sempre nello stesso punto, non ho mai fatto azioni personali, sono le situazioni esterne ad essere cambiate. Nella Margherita, poi, c’è stato il grande lavoro di D’Alema per mettere insieme le forze di sinistra ed anche in questo caso non c’era tanta scelta: o te ne andavi o aderivi al progetto di Partito Democratico. E io ho aderito. Dal Pd sono stato cacciato per aver fatto una lista contro Augusto Massa a Campobasso, perché ho contestato il fatto che si facessero primarie taroccate. E ti garantisco che erano taroccate, cosa che ho infatti denunciato.

Non sarebbe certo una novità.

Ti sembra normale che a San Martino in Pensilis, nonostante non ci fosse il gazebo, hanno votato 960 persone? Io sono andato a San Martino e a mezzogiorno, in piazza, non c’era nessuno. Ho fatto una lettera indirizzata al Pd, in cui li accusavo di imbrogliare, perché la gente che avrebbe dovuto votare non c’era. Su 960 voti, 950 li aveva presi Danilo Leva. Capito come funzionano le cose?

E perché il Pd ti avrebbe cacciato?

Perché ho organizzato una lista contro il candidato sindaco del Pd (2009, comunali di Campobasso, ndr), cosa prevista dallo statuto secondo cui si possono fare associazioni partitiche che contestano dall’interno. Loro non hanno accettato questa cosa e mi hanno cacciato. Figurati il Pd che caccia qualcuno! Ma non s’è mai visto!

E quindi ti sei ritrovato fuori dal partito.

E per uno che ha un’esperienza come la mia, non da salta fosso ma semplicemente coerente, quale soluzione poteva esserci?

Che l’ultimo arrivato nell’Idv fosse il candidato alla Presidenza della Provincia?

Anche Massimo Romano era l’ultimo arrivato ed è stato candidato Idv alle scorse regionali. Ma la questione da tenere a mente è un’altra.

Quale?

Che l’unico partito che oggi rappresenta le mie idee, il mio modo di fare politica, è l’Italia dei Valori ed ecco perché mi trovo nell’Idv. E di certo non sono venuto a cacciare gli altri. Quello che mi meraviglia è che io pensavo che l’Idv fosse un partito personalistico…

L’Idv è un partito personalistico, tanto da inserire nel simbolo anche il nome di Di Pietro. L’unico altro partito che fa questa cosa è il Pdl con Berlusconi.

Tu hai ragione, ma è un po’ quello che dice Di Pietro, secondo cui l’Idv è un partito post-ideologico. Ma ti dico anche la mia verità: se non ci fosse questo collegamento con Di Pietro in molte parti d’Italia non prenderemmo nemmeno un voto, perché non siamo ancora attrezzati sul territorio con una buona classe dirigente. Ma io sono convinto che il problema molisano derivi da un centro-sinistra stretto nella morsa di 4/5 consiglieri regionali, che pensano solo alla loro ricandidatura.


A proposito di questo il sindaco di San Martino in Pensilis, Vittorino Facciolla, sul suo profilo facebook ha scritto: “Voglio dire a D’Ascanio, a Petraroia, Danilo Leva, a Robertino Ruta che la linea del PIAVE ha retto di nuovo e che le loro terre continuano ad essere, per Michele Iorio, terre di conquista. Ritiratevi, fatelo per migliaia di uomini e donne che vogliono un Molise diversamente capace di progettare il proprio futuro!!”

Facciolla?

Facciolla.

Oheee. C’è vita in questo pianeta, allora!

Riguardo a quei nomi la pensate allo stesso modo. Un buon punto di partenza…

Io sono convinto che loro siano quelli che hanno determinato il fallimento elettorale.

Hanno inciuciato?

Non lo so, ma secondo me l’Idv è fuori da questo gioco, anche perché quelli non volevano l’Italia dei Valori forte in prospettiva regionali di Novembre.

Perché mediaticamente non siete presenti? Tu sei stato il candidato meno forte da questo punto di vista, la Fanelli, ad esempio, lo è stata molto di più.

Innanzitutto lo è stata economicamente.

Cioè Di Pietro non passa i soldi al partito? In Molise?

Ti garantisco che noi – così come gli altri candidati – abbiamo avuto una percentuale che è bassissima per una campagna elettorale. Credo che l’unico sforzo vero il partito lo abbia fatto per De Magistris.

Eppure da Napoli arrivano accuse da parte dell’entourage di De Magistris, secondo cui gli avrebbero tagliato i fondi nella corsa a sindaco della città.

Io ho letto sui giornali che gli sarebbero arrivati 350 mila euro. A me ne sono arrivati 10 mila, quindi…

E dove vai con 10 mila euro a fare la campagna elettorale per una presidenza provinciale?

Ci mette i soldi il candidato presidente.

Ma forse a Di Pietro non interessa il Molise. O magari non interessava questa tornata elettorale. Però significherebbe che ti hanno mandato allo sbaraglio.

O può darsi che la politica va interpretata senza stare sotto lo scacco mediatico delle campagne elettorali, per cui sei costretto a pagare 2 mila euro uno spazio che normalmente costa 200 euro. Noi non abbiamo fatto nessuno spot televisivo, irraggiungibili dal punto di vista economico. E considera che ho speso circa 30 mila euro, mentre la Fanelli ha speso tre volte tanto. Ne vale la pena? Io credo che oggi ci siano altre forme per diffondere il messaggio politico, ad esempio internet.

Ma guarda che su Internet mica avete lavorato bene! Né con i social network né tantomeno con il sito dell’Idv Molise.

Io uso internet da quando è uscito, ma sappi che la politica ha risvolti per cui chi si pone mentalmente come quello che vuole scoprire l’arcano, spesso si perde senza notare la grande semplicità che c’è in certe cose.

Come mai Cristiano Di Pietro è mal sopportato da tanti?

Ho letto anche delle cose molto dure nei suoi confronti e probabilmente ha anche un carattere che non favorisce la comunicazione. Però ti garantisco che lavora come un mulo in politica, dal gazebo da montare fino all’amministrazione da svolgere. Cerca di aggiornarsi, di essere il meno approssimativo possibile. A Montenero di Bisaccia ha fatto un lavoro peculiare.

Ma Montenero l’avete persa. È come se Berlusconi perde Arcore.

Le amministrative vivono molto le dinamiche del momento politico. Montenero e Termoli le abbiamo perso perché continua ancora la battaglia Ruta vs Astore. Noi purtroppo ci troviamo in mezzo alle bordate che ‘sti due cristiani si danno da dieci anni. C’è un astio personale che non fa bene a nessuno. E a queste provinciali si è visto.

Simone Coscia, il candidato di Astore, ha preso quasi quanto te…

Guarda che io ho preso il 6,63%, di cui lo 0,36% di Guerriero Sannita, mentre Coscia ha preso il 4,26%, di cui 1,36% di Rifondazione Comunista – che con Astore ha poco da spartire – e 2,63% di Partecipazione Democratica. Fino all’ultimo ho proposto un’alleanza ad Astore, che ci avrebbe valorizzato entrambi, secondo me saremmo arrivati al 14%. Ma Peppino non ha voluto, forse perché si voleva contare, capire quanto peso aveva da spendere.

Quindi un’alleanza con Astore l’avresti accettata?

Nonostante spesso abbiamo dei contrasti, io so che di lui ci si può fidare, è un bravo amministratore ed è una persona onesta.

Si dice in giro che tu sia esperto di centri commerciali.

Questa è una storia che viene usata spesso contro di me. Ne approfitto per chiarire. Nel 2001 sono stato Assessore al commercio nel comune di Campobasso e fui indagato in seguito a lettere anonime in cui si diceva che c’erano collusioni tra l’apertura dei centri commerciali a Campobasso e l’attività comunale. Mi arrivò un avviso di garanzia, ho fatto una memoria difensiva, come da prassi, e il giudice – che non era una qualunque, ma Rossana Venditti – ha stralciato la mia posizione, scrivendo che era regolarissima. Io avevo valorizzato quelle aree industriali che prima erano morte e adesso invece sono vive e producono ricchezza, contro chi voleva mettere – a dispetto di ogni logica – i centri commerciali nel centro città.

Girano strane voci, soprattutto su uno dei due centri commerciali.

Quando mettemmo in piedi l’ipotesi di aprire Monforte, vennero emissari di A&O e venne anche un certo Riccardi. Io sapevo che Riccardi era un cognome importante della camorra napoletana, chiesi alla questura di fare tutte le indagini del caso – naturalmente prima di prendere ogni decisione – e dalle verifiche degli organi inquirenti emerse che era tutto in regola, perché quella persona non aveva nessun rapporto con la criminalità organizzata campana.

Quindi non hai avuto nemmeno il rinvio a giudizio?

Assolutamente no.

Hai letto il dossier che abbiamo pubblicato sulle mafie in Molise?

No.

I Bellocco a Campobasso e sotto processo a Larino; i catanesi a Isernia; i casalesi a Venafro…

I casalesi a Venafro è roba vecchia.

Ma ci stanno ancora. Quindi…Tu e il partito, nei confronti di queste vicende, che posizioni avete?

Dobbiamo approfondirle, perché io sono pronto a fare questa battaglia.

Ancora non mi hai detto come mai avete subito questa sconfitta elettorale sul territorio molisano.

Intanto siamo passati dal 9% al 6%, e non dal 30% al 6% come hai scritto tu riferendoti al dato delle politiche.

Una débâcle.

Rispetto alle scorse amministrative, perché è con quelle che devi fare il paragone,  siamo calati di 3 punti percentuali.

Perché, secondo te?

Intanto il momento politico di allora era favorevole al centro-sinistra e le amministrative risentono molto di questo. Se la famiglia sceglie di votare il centro-destra a qualcuno ‘sti voti li leva?

Ma la Fanelli era vista come il rinnovamento, tu no! Questo è il punto.

In prospettiva centro-sinistra, speriamo che ne vengano altre venti di Fanelli. Ti devo anche dire, però, che il meccanismo con cui noi andiamo a cogliere le classi dirigenti è un meccanismo obbrobrioso. Perché la Fanelli si sarebbe candidata con noi. O con noi o contro di noi. O con il terzo polo o con gli autoconvocati. Ormai aveva scelto di farlo. Sappi che l’Italia dei Valori al tavolo delle trattative con il Pd ha offerto di tutto.

Pare che voleste imporre la tua candidatura.

È una cretinata. Noi abbiamo offerto di tutto a quel tavolo.

E che avete offerto?

Abbiamo detto di si a tutto, anche a Petraroia candidato.

E perché la Fanelli non andava bene?

Guarda che il nome della Fanelli non era mai arrivato sul tavolo, il suo nome in quel momento era taboo, perché stava con Peppino Astore. Tu pensa che abbiamo anche proposto di fare una rosa di 5/6 nomi della nostra classe dirigente tra cui loro potevano scegliere il candidato. Si alzò Ruta e disse che questa cosa non era possibile e propose un esterno. Bocciato da fazioni interne al Pd.

Quindi la colpa è di Ruta e Leva?

Io sono convinto che si voleva attuare una strategia per indebolire l’Italia dei Valori. Su ogni soluzione c’era qualcosa che non andava. Battevano sempre sulle primarie, che poi guarda caso non hanno più fatto.

Stai per caso dicendo che Ruta era un cavallo di troia?

Di chi?

Di Michele Iorio.

No, questo no. Ma i contrasti, visti da fuori, visti dagli elettori, fanno male al centro-sinistra. Io sono convinto che Ruta ha appoggiato la Fanelli solo per mettere il cappello sulla candidata scelta, in primis, da Peppino Astore. Però la cosa strana, fammela dire, è che la domenica mattina, quando ci siamo seduti per l’ultima volta al tavolo delle trattative, abbiamo cercato di nuovo l’accordo. Noi dicevamo di no solo alle primarie.

Perché?

Perché per statuto non le prevediamo. Ma eravamo disposti ad accettare tutte le proposte, eccetto le primarie. Ruta e Leva, che premevano in questo senso, ribadivano che se non avessimo trovato l’accordo sarebbero andati avanti da soli, facendo le primarie.

E invece…

E invece non solo non hanno fatto le primarie, ma poche ore dopo la nostra conferenza stampa del lunedi – in cui annunciavamo la chiusura delle trattative con il Pd per correre da soli – loro si sono riuniti e hanno convocato la Fanelli. Tu mi devi spiegare com’è possibile che, se fino all’ultimo non si era mai parlato della Fanelli, poi all’improvviso spunta questo nome. Era tutto già deciso.

Quindi il titolo “Chi ha incastrato l’Idv?” non era sbagliato.

Ce lo potevano anche sottoporre il nome della Fanelli, ma così non è stato. E tutti, dai socialisti a Sel hanno subito accettato quel nome. Troppo in fretta per non destare sospetti. A tutto avevo pensato, convinto com’ero che volevano fare le primarie, ma non alla situazione che poi si è presentata, cioè Fanelli candidata senza primarie. Grazie all’asse Romano – Ruta – Leva e alla benevolenza dei consiglieri regionali d’opposizione.

E adesso cosa farete?

Secondo me dobbiamo provare a stare sempre insieme.

Ma tu speravi in un qualcosa in più alle provinciali?

In un 9% si. Solo chi non conosce le elezioni poteva sognare risultati diversi. Le provinciali sono una gabbia in cui io non potevo rubare voti a chi magari ha voglia di votarmi ma non può votare l’Idv perché ha un candidato in famiglia da votare. E considera che a Campobasso ho preso più di 2 mila voti.

Quindi in sostanza vi hanno fregato ma voi non avete commesso grossi errori.

Ma non è che ci hanno fregato, si sono fregati pure loro un po’. Ma ti assicuro che lavoreremo meglio sul territorio, stiamo scegliendo nuovi dirigenti.

 

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